Arriva la Cooperativa "rossa" ......!?
MERCOLEDÌ, 14 DICEMBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia Ma nel quadro delle candidature spiccherebbe anche un’associazione isontina. Il giallo della Croce Verde che risulterebbe ancora in corsa Una cooperativa rossa emiliana in lizza nella gestione del Cpt Secondo alcune indiscrezioni sarebbe la favorita per entrare nel centro di permanenza temporanea Fitto silenzio su come verrà organizzata la struttura che ospiterà immigrati extracomunitari. L’unica certezza è che i lavori si stanno avviando verso la conclusione GRADISCA Una cooperativa rossa di Reggio Emilia, una non meglio identificata associazione isontina e la Croce Verde. In una rete sempre più fitta di silenzi e di riservatezza rimbalzano le prime indiscrezioni sugli enti che starebbero per concorrere alla gestione del Centro di permanenza temporanea (Cpt) di Gradisca d’Isonzo. Cercare di ottenere conferme o smentite è, praticamente, impossibile visto che - sull’argomento - non trapela nulla. Non solo non emergono i nomi degli enti concorrenti ma non trapela nemmeno il numero di quante cooperative o associazioni si contendono la gestione del Centro di permanenza temporanea per immigrati extracomunitari. Non è un mistero che il controllo di tale struttura, al di là delle polemiche, è molto ambito perché porterà anche dei posti di lavoro. Secondo alcune indiscrezioni che stanno rimbalzando in questi giorni, in pole position ci sarebbe una cooperativa rossa di Reggio Emilia che avrebbe presentato al governo delle credenziali molto solide per la gestione della struttura. Ma in ballo ci sarebbe anche un’associazione che ha sede dell’Isontino e anche la Croce Verde. Anche se la voce relativa a quest’ultima candidatura va presa con le pinze visto che l’ente - dopo l’incursione dei No Global - aveva dichiarato di aver fatto retromarcia. L’unico dato che pare essere certo in questo momento è che il Cpt sarà pronto entro questo mese. Ma - ad oggi - nulla si sa su chi sarà a gestirlo. Non si sa nemmeno se la gara d’appalto si è svolta. Sia il presidente della Provincia Giorgio Brandolin che il sindaco Franco Tommasini erano caduti, di recente, dalle nuvole. «Non si sa nulla. Non ci sono notizie», era stata la risposta sia del presidente che del primo cittadino. A chiarire che il Cpt di Gradisca d’Isonzo si sarebbe aperto entro dicembre era stato il Governo. Se c’erano ancora dei dubbi (o delle speranze di bloccare l’opera), erano stati fugati - come si ricorderà - dalla presa di posizione del sottosegretario al ministero degli Interni, Giampiero D’Alia che aveva risposto ad un’interrogazione dell’onorevole forzista Ettore Romoli. «Le opere di esecuzione iniziate nel gennaio 2004 - si legge nella risposta del governo - sono tuttora in corso ed il completamento è previsto nel dicembre 2005». La struttura, dunque, sarà presto conclusa. Subito dopo si procederà all’affidamento della gestione del Cpt. C’era stata anche una presa di posizione dei deputati Roberto Damiani (liste civiche), Ettore Rosato (Margherita) e Alessandro Maran (Ds) secondo la quale potrebbe essere difficile garantire adeguate condizioni di sicurezza nel futuro Cpt di Gradisca. «Il personale di Polizia che opererà nel Cpt - si legge in una nota - si troverà in condizioni di organico insufficiente, in strutture inadeguate quanto ad accoglienza e sicurezza, in assenza di adeguata istruzione». Anche questo è un altro punto su cui sarà necessario fare luce nei prossimi giorni. Oltre a chiarire il quadro di chi gestirà il Cpt. f. fa.
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MERCOLEDÌ, 14 DICEMBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia In Consiglio il sindaco chiederà che la «Polonio» diventi carcere ORDINE DEL GIORNO GRADISCA Gradiscani sempre più disincantati sul tema-Cpt: vuoi con la loro assenza (la sala consiliare l’altra sera era sì gremita, ma per buona parte da esponenti di forze politiche, movimenti ed associazioni: pochi i cittadini comuni) vuoi dicendolo a chiare lettere, la popolazione ancora una volta ha dimostrato di essere sostanzialmente rassegnata sull'apertura del centro di permanenza temporanea, persino con qualche picco di esasperazione a fine serata: «Basta col Cpt, ha monopolizzato l'incontro. Ma a Gradisca ci sono decine di problemi ancora irrisolti, a partire dalle istanze dei borghi troppo spesso inascoltate», ha affermato qualcuno. Eppure la battaglia contro la struttura ormai pronta alla «Polonio» va avanti, sempre sui binari paralleli di istituzioni e movimenti: destinati, probabilmente, a non incontrarsi più. Oggi l'ultima chiamata. Il sindaco della fortezza Tommasini ha svelato ai suoi concittadini quella che con tutta probabilità, e in attesa della sentenza del Tar del Lazio di febbraio, sarà l'ultima carta giocata per evitare l'apertura del centro immigrati: questo pomeriggio infatti il consiglio comunale (il via alle 15.30) sarà chiamato a dare il placet ad un ordine del giorno per la richiesta ufficiale di riconversione della caserma in casa penitenziaria circondariale. «Una proposta seriamente valutata e condivisa con tutti i capigruppo consiliari, viste anche le gravi condizioni del carcere goriziano di via Barzellini - preannuncia Tommasini - e che ci auguriamo non sia tardiva. Un atto che comunque conferma la nostra volontà di batterci fino in fondo, e con tutti i metodi consentiti ad un'istituzione, contro il Cpt». I movimenti, presenti a palazzo Torriani con una folta rappresentanza, per usare un eufemismo non sono sembrati particolarmente entusiasti. Per loro la strada principale da percorrere rimane quella della revoca dell'autorizzazione agli allacciamenti fognari, come atto di coerenza ed autotutela dopo il ricorso al Tar del Lazio. Proprio per questo, per bocca dell'attivista Paolo De Toni, hanno proposto a Tommasini di inserire nella seduta odierna la discussione di un ordine del giorno ad hoc, il cui testo è stato già predisposto e cita il parere del consulente legale della Regione, avvocato Figorilli, secondo il quale sarebbero palesi le violazioni procedurali e delle normative urbanistiche commesse dal Viminale nel corso della vicenda. «Non importa se lo approverete o lo respingerete - le parole di De Toni - ciò che vi chiediamo è che lo discutiate, mettendo una volta per tutte nero su bianco la posizione del Comune nei confronti di quel sopruso legale, politico ed istituzionale che è il Cpt». l.m.
www.ecologiasociale.org/pg/cpt_aggiorna.html
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