Da il Messaggero Veneto giovedì 1 dicembre
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GIOVEDÌ, 01 DICEMBRE 2005 Pagina 8 - Gorizia «Non ci hanno ascoltato, amministratori incapaci» I MOVIMENTI GRADISCA. "Non ci ha ascoltato: un Comune a sovranità limitata governato da un ceto politico assolutamente incapace, subalterno e pusillanime". All'indomani del primo storico incontro con l'amministrazione comunale e, soprattutto, del no incassato dalla stessa sulla proposta di sospendere l'autorizzazione per l'allacciamento fognario del Cpt è forte la delusione del fronte dei movimenti anti-Cpt. A chiarire pensiero e delusione degli attivisti è l'anarchico Paolo De Toni, che prosegue: "Chiedevamo solo un atto amministrativo logico, conseguente e necessario per riallineare coerentemente la posizione dell'amministrazione comunale con il ricorso al Tar, successivo all' autorizzazione allo scarico fognario. Era il minimo che si potesse fare per salvaguardare un basilare livello di dignità politica. E invece la risposta è stata assolutamente negativa con argomentazioni puerili e fasulle. In particolare quelle offerte dall'assessore all’urbanistica Giuliani e dall'avvocato Presot, nascostisi dietro valutazioni politiche più che giuridiche. E' apparso chiaro che piuttosto che mettere i bastoni fra le ruote alla Prefettura, l'amministrazione gradiscana ha sempre coadiuvato i mandatari di Pisanu per portare a lieta conclusione una iter amministrativamente del tutto assurdo. Non solo è stato abbondantemente confermato il doppiogiochismo della giunta Tommasini ma la riunione di martedì ha messo in evidenza anche i voltafaccia dell'opposizione come il consigliere Cocco e i "Cittadini" ed infine il ruolo assolutamente passivo di RC, che comunque ha avuto il buon senso di non schierarsi con l’amministrazione. Una situazione assolutamente inaccettabile, che richiederà una risposta energica da parte dei movimenti". Sulle stesse frequenze le considerazioni di Cristian Massimo, portavoce dell'associazione Razzismo Stop Venezia Giulia: "Cronaca di una sconfitta del buon senso. L'incontro è stato un fiasco totale e non nascondiamo la delusione per esserci trovati di fronte un muro di gomma. I movimenti hanno cercato di tessere i fili di una difficile alleanza tra istituzioni e semplici cittadini antirazzisti, chiedendo ai politici chiarezza e coraggio. Due virtù di cui le persone incontrate martedì non hanno nemmeno l'ombra. Sono venute a mancare le basi minime per un confronto ma il comune ha almeno chiarito che da parte sua non c'è mai stata e mai ci sarà la volontà politica e la determinazione per vincere questa battaglia. Complimenti". (ma.ce.)
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GIOVEDÌ, 01 DICEMBRE 2005 Pagina 8 - Gorizia «Non esistono i presupposti per revocare l’autorizzazione» IL LEGALE GRADISCA. «Non si è trattato di un rifiuto, semplicemente si ritiene che non ci siano i presupposti per adottare un atto del genere, soprattutto in relazione al fatto che la sospensione di tutte le attività inerenti al Cpt, tra cui è compreso anche l’allacciamento allo scarico nella rete fognaria cittadina, è già stata presentata al Tar e lo stesso Tar ha risposto chiaramente che non ci sono i presupposti per muoversi in questo senso». La precisazione, tecnica, è dell’avvocato Lorenzo Presot, il legale assunto dal Comune di Gradisca nella vicenda Cpt e presente all’incontro di martedì sera. «In questa situazione è difficile per il Comune trovare una valida motivazione a un simile provvedimento che possa superare la decisione netta assunta dal Tar del Lazio». Sui rischi a cui il Comune andrebbe incontro in caso di sospensione dell’allacciamento fognario del Cpt, invece, Presot disegna uno scenario preciso: «Immagino che il ministero potrebbe fare ricorso al Tar, con buone probabilità di vincerlo, visto l’esito del dibattimento che il 10 novembre si è chiuso con la non accettazione dell’istanza di sospensiva presentata da Comune, Provincia e Regione. Un atto del genere assunto dal Comune potrebbe inoltre portare a denunce per gli amministratori, in quanto l’allacciamento fognario è catalogabile a tutti gli effetti come pubblico servizio e la sua interruzione, specie se scarsamente motivata, potrebbe comportare conseguenze penali. La mia è un’ipotesi, ovviamente». Sulle argomentazioni presentate dagli attivisti, poi, Presot è altrettanto chiaro: «Riflessioni giuridiche che personalmente non condivido, ma che sicuramente possono avere la loro legittimità. Non mi permetto di giudicarle, ma mi sembrano un po’ frettolose. Un provvedimento del genere, poi, lo giudico poco utile, inefficace».
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GIOVEDÌ, 01 DICEMBRE 2005 Pagina 8 - Gorizia Fuga di atti sul Cpt, sindaco indagato Tommasini: me l’aspettavo. Il Comune: l’allacciamento fognario non sarà sospeso Dialogo già chiuso fra attivisti ed ente locale GRADISCA. Due ore di discussione, rigorosamente animata e con diversi picchi di alta tensione, chiuse da un no praticamente unanime da parte dei capigruppo consigliari (unico voto contrario quello della consigliera Defend di Rifondazione) alla richiesta di associazioni e movimenti contro i Cpt (rappresentati in aula gli anarchici del coordinamento libertario, sportello invisibili, Razzismo Stop Venezia Giulia, Indipendenti, Tenda della Pace e Rete anti Cpt) di revocare l'autorizzazione comunale all'allacciamento fognario per la struttura ubicata nell'ex caserma Polonio, rilasciata dal Comune lo scorso 27 luglio. Si è chiusa così la prima tavola rotonda che, martedì sera a Palazzo Torriani, ha visto confrontarsi sulla vicenda-Cpt il consiglio comunale di Gradisca, alla presenza del sindaco Tommasini, e il fronte dei movimenti protagonista delle due grandi manifestazioni di piazza che a febbraio e ottobre hanno visto la città della Fortezza nel ruolo di piazza italiana della protesta contro i centri di permanenza temporanea. Parti che solo il 22 ottobre scorso (quando 500 "senza volto" marciarono fin sotto il Municipio contestando pesantemente proprio il sindaco) erano nemiche pubbliche e che, alla luce dell'esito dell'incontro e delle dichiarazioni degli attivisti, sembrano già esserlo tornate. Per una volta, però, a gettare acqua sul fuoco è stato proprio Tommasini, che nel corso della riunione ha anche confermato quella che lui stesso ha definito come una logica conseguenza in ambito giuridico: la sua iscrizione sulla lista degli indagati per la "fuga di documenti" riguardanti i progetti sul Cpt. «Me l’aspettavo», ha commentato. "Capiamo e per certi versi anche apprezziamo il lavoro e la perseveranza di associazioni e movimenti ma se abbiamo respinto la loro proposta di sospendere gli allacciamenti fognari del Cpt è perché c'erano concrete motivazioni tecnico-legali. Del resto la nostra non è stata una decisione presa in un'ora, è da un anno che i nostri legali, insieme a quelli di Provincia e Regione stanno setacciando ogni cavillo riguardante l'iter seguito per la costruzione del Cpt. Mi auguro comunque che il dialogo possa continuare". Marco Ceci
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