Articoli del Messaggero Veneto e del Piccolo
27 novembre
 mv_cpt_rete_27_11_05.jpg, image/jpeg, 261x390
Il Messaggero Veneto DOMENICA, 27 NOVEMBRE 2005 Pagina 7 - Gorizia Gradisca. Cresce la preoccupazione per l’ipotesi di aprire il Centro prima di Natale Monito della Rete ai volontari: non aderite alla gestione del Cpt GRADISCA. Cresce l’attesa per il primo storico incontro, in programma martedì sera a palazzo Torriani, tra il Comune e i protagonisti della contestazione più dura al cpt (tra questi i disobbedienti e gli anarchici, che nella manifestazione del 22 ottobre avevano pesantemente accusato di connivenza con il governo il sindaco Tommasini), ma a crescere è anche la preoccupazione per le insistenti voci di una possibile apertura pre-natalizia della struttura. Timori confermati, sabato mattina, nel corso della conferenza tenutasi nella Casa del popolo di Gradisca e indetta dalla Rete contro i cpt del Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento inizialmente incentrato sull’appello rivolto dalla Rete a tutte le associazioni di volontariato affinché non partecipino alla gestione del cpt. «Invitiamo tutte le associazioni, gli enti umanitari, le cooperative sociali e più in genere tutto il mondo del volontariato – ha precisato Claudio Verdimonti – a non proporsi per la gestione dei servizi interni al cpt di Gradisca e, se interpellati, a rifiutare l’offerta. Siamo consapevoli di quanto queste associazioni necessitino di denaro per finanziare la loro ammirevole azione, di quanto nelle ultime settimane la Prefettura di Gorizia si sia data da fare per raccogliere adesioni su tutto il fronte del volontariato e del sociale, ma sappiamo anche, da informazioni forniteci da chi ha avuto modo di vedere il capitolato, quanto la gestione significhi in termini di utili, utili a dir poco notevoli, ma non esistono cpt brutti e cpt umanizzati, simili strutture non sono semplicemente giustificabili, né socialmente né moralmente. Fortunatamente a oggi sembra che l’adesione sia arrivata solo dall’associazione nazionale dei Carabinieri in congedo. Una forma di disobbedienza civile, quella a cui invitiamo, da applicare almeno fino al 23 febbraio, quando il Tar del Lazio esaminerà finalmente i ricorsi di Regione, Provincia e Comune, sui quali continuiamo a nutrire ottimismo». Pessimista, invece, Verdimonti lo diventa quando si scivola sulla possibile data d’apertura della struttura di via Udine. «In risposta a un’interrogazione dell’onorevole Ettore Romoli, il sottosegretario di Stato onorevole D’Alia ha parlato espressamente di possibile apertura a dicembre e non più a gennaio 2006. Ipotesi, e chi è di Gradisca o ci passa lo può constatare di persona, indirettamente confermata dal consistente aumento sia della sorveglianza che del traffico di camion e automezzi che in questi giorni si può notare nell’ex caserma Ugo Polonio. Chiaro indizio, purtroppo, che siamo alle fasi finali». «Del resto – conclude – non ci sarebbe di che meravigliarsi visto quanto successo a Bari in questi giorni, con lo Stato che ha dato comunicazione dell’apertura del nuovo cpt pugliese solo pochi giorni prima della stessa. Difficile essere ottimisti su queste basi, ma è proprio adesso che la battaglia contro i cpt deve essere forte e decisa: riuscire a rinviare l’apertura della struttura di Gradisca, magari fino alla data del 23 febbraio, sarebbe già un grande risultato». Marco Ceci
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Il Piccolo DOMENICA, 27 NOVEMBRE 2005 Pagina 7 - Gorizia «Se il volontariato rifiuta di gestire i servizi del Cpt il governo dovrà chiedere l’intervento dell’esercito» GRADISCA «Non gestite i Cpt». L’appello rivolto dalla Rete regionale anti-Cpt a tutti gli enti umanitari, a tutte le associazioni volontarie, a tutte le cooperative sociali e a tutti qui soggetti che in qualche maniera potrebbero venire contattati per l’organizzazione della vita interna dei centri di permanenza temporanea è chiaro: senza un gestore interno i Cpt rimangono una cattedrale nel deserto. Il documento presentato ieri mattina alla stampa ha già raccolto una trentina di adesioni con alcune firme di rilievo. «Tutte le nostre iniziative degli ultimi due anni sono riuscite a ritardare l’apertura della struttura di via Udine, ma l’apertura appare imminente – ha spiegato Antonella Fiore -. Il Cpt non può essere umanizzato in alcun modo, così abbiamo pensato di invitare tutte le realtà che potrebbero venire coinvolte a rifiutare l’offerta. All’appello si sono uniti già Medici senza frontiere e Amnesty International che con i loro rapporti hanno descritto le condizioni inumane dei Cpt». Claudio Verdimonti ha ribadito che la Rete continua a credere nella forza della protesta civile e ha definito l’attuale stato di cose “kafkiana”. Tutti i cittadini e tutte le istituzioni locali condannano l’apertura del centro di permanenza temporanea, ma questo messaggio civile non è mai stato accolto dal governo centrale. Né il ministro PisAnu, né il prefetto D’Ascenzio nel corso delle loro visite si sono dimostrati sensibili. Neppure la petizione inviata al presidente della Repubblica ha avuto un seguito. Il Ministero pur di aprire la struttura della caserma Polonio renderà economicamente appetibile la gestione del Cpt. Sappiamo che per le associazioni il denaro offerto rappresenterebbe una risorsa economica notevole, ma crediamo che l’etica e la dignità umana non possano essere monetizzate. Crediamo nelle associazioni». Se nessuno raccoglierà l’incarico, a gestire la vita interna della Polonio potrebbe essere lo Stato stesso attraverso l’esercito, una soluzione addirittura più conveniente sotto il profilo economico. L’opposizione è provocatoria e Verdimonti, pur non escludendo la possibilità che l’eventualità possa avverarsi, ritiene che la militarizzazione sarebbe una mossa politica pericolosa: «In tal modo il Cpt sarebbe ancora più vicino a un carcere». Stefano Bizzi
www.ecologiasociale.org/pg/cpt_aggiorna.html
|