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Manifestazione contro Job&Orienta a Verona. Cariche della polizia. Nella mattina del 25 novembre il corteo di circa 500 studenti universitari e medi superiori di Verona, Padova, Venezia, Vicenza, Torino, Milano e delle realtà di movimento veronesi (Chimica, Pink, Giovani Comunisti, Equilibrio Precario) si è mosso dalla stazione di Porta Nuova in direzione di Job&Orienta per entrare e manifestare il proprio dissenso a quella che consideriamo essere una vetrina della precarietà del lavoro, dell'aziendalizzazione della scuola e dell'asservimento dei saperi proprio nel punto di collegamento tra la formazione e l'orientamento lavorativo. Un corteo vivace e determinato che ha ribadito la propria alterità al corteo dei sindacati confederali, per l'incompatibilità ad una politica concertativa che ha favorito il processo di precarizzazione del lavoro e della vita stessa. Il corteo è arrivato all'ingresso della fiera dove un cordone di polizia sbarrava l'entrata. L'obiettivo già abbondantemente dichiarato in settimana era quello di entrare (con i carrelli della spesa a simboleggiare il nostro essere studenti e non clienti) per praticare azioni simboliche di comunicazione e contestazione in punti ritenuti particolarmente significativi: un cervello di cartone presso lo stand del Ministero dell'Istruzione, un manichino flessibile davanti al padiglione dei sindacati e del Ministero del Lavoro, una serie di fotografie riguardanti l'attacco con armi chimiche (fosforo bianco) presso lo scandaloso stand dell'esercito italiano. Pensavamo di doverci trovare nella spiacevole condizione di trattare l'accesso di una delegazione in fiera, pur avendo il diritto di entrarci tutti/e liberamente, dato che l'ingresso è libero. Abbiamo invece assistito all'ennesima azione repressiva delle forze dell'ordine che ci hanno impedito di entrare caricando e picchiando selvaggiamente chiunque si trovasse alla portata dei loro manganelli (spesso usati alla "genovese", impugnati al contrario). Davanti agli sguardi attoniti delle persone che si recavano alla fiera (per lo più scolaresche e docenti) molti sono stati i ragazzi e le ragazze (alcuni giovanissimi studenti) che hanno riportato ferite e contusioni causate dalla violenza gratuita e vigliacca dei poliziotti. Tuttavia il corteo non si è fatto intimidire ed ha continuato l'assedio di fronte al Job&Orienta occupando viale del lavoro (oggi diventato "viale del lavoro precario") e bloccando il traffico per circa mezz'ora. Quanto avvenuto non è un caso, bensì il segnale di una volontà preordinata che intende reprimere ed emarginare il movimento (tanto i coordinamenti universitari e studenteschi quanto le realtà antagoniste), anche a causa dell'inevitabile autonomia e alterità da certa sinistra istituzionale e sindacale. Oggi abbiamo manifestato ancora una volta il nostro rifiuto totale (senza se e senza ma) alla precarietà, abbiamo rivendicato il diritto all'accesso dal basso ai saperi liberi critici e plurali, abbiamo espresso l'intelligenza e la radicalità di una giornata di conflitto creativo, propositivo e non meramente rituale come lo sciopero a singhiozzo offerto dai sindacati. Job&Orienta è stata concretamente "disorientata" da tutti/e i soggetti diversi che hanno dato vita alla mobilitazione. Il divieto di accedere alla fiera, la negazione del diritto alla contestazione dimostrano la forza delle nostre idee e la fragilità della loro vetrina. Quanto è successo oggi a Verona e nelle altre città in movimento è una conferma della consapevolezza che il nostro tempo è qui e comincia adesso!
Collettivo studentesco universitario per la conquista delle galassie Collettivo studenti medi C.s.o.a. la Chimica Circolo Pink Equilibrio Precario
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