Il Piccolo
 picc_cpt_comune1.jpg, image/jpeg, 307x173
GIOVEDÌ, 24 NOVEMBRE 2005 Pagina 5 - Gorizia Movimentata apertura del Consiglio. Il sindaco prende tempo sulla richiesta di sospendere l’allacciamento fognario dell’ex caserma Blitz in Comune dei gruppi anti-Cpt Chiesto un confronto, Tommasini accetta e dà appuntamento a martedì GRADISCA Nonostante il clima polare, ieri in Municipio la temperatura è stata rovente. Con un blitz fatto prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale, la rete delle associazioni contrarie all’apertura del Cpt ha chiesto al sindaco Franco Tommasini di sospendere l’allacciamento del Centro alla rete fognaria, nonché la visione di tutti gli atti relativi alla ristrutturazione dell’ex caserma Polonio e un confronto con le istituzioni. Alle richieste dei rappresentanti delle varie associazioni (Coordinamento libertario anti-Cpt, Razzismo stop, Tenda per la Pace, Sportello invisibili federato Rdb/Cub e Centro sociale Clandestino), sindaco e giunta si sono riuniti. Dopo una buona mezz’ora, Tommasini è ritornato in aula dichiarandosi disponibile alla richiesta di confronto, tanto che la riunione si terrà martedì alle 19. Per i portavoce del gruppo anti-Cpt, il Comune può ancora opporsi all’apertura di quello che è stato definito come un «campo di concentramento del terzo millennio». In attesa che il Tar del Lazio si pronunci sul ricorso presentato da Regione, Provincia di Gorizia e Comune di Gradisca, quest’ultimo, secondo gli oppositori del Centro, può sospendere i lavori di allacciamento alla rete fognaria. «Bloccare è un atto legittimo di autotutela oltre che di coraggio – è stao rimarcato -. È un concetto semplice: cosa accadrà se il 23 febbraio il Tar del Lazio darà ragione a noi? Come faremo a ritirare l’allacciamento?». La speranza, per loro, è che senza l’allacciamento e senza un gestore il Cpt si trasformi in uno scatolone vuoto. In apertura della seduta consigliare, poi il sindaco è tornato sul caso-Cpt e ha ricordato come lo scorso 22 luglio, in occasione della visita del prefetto D’Ascenzo, sia stata persa un’occasione per chiedere il cambio di destinazione dell’ex caserma. Interrogato sui tempi dei lavori di sistemazione di via Garibaldi (avrebbero dovuto concludersi ieri), l’assessore ai lavori pubblici Enea Giuliani ha spiegato che la sospensione attuata a settembre è contemplata dalla legge e che, salvo ulteriori imprevisti, il cantiere dovrebbe chiudere il 21 dicembre. Tra i punti all’ordine del giorno, Boscarol ha chiesto e, ottenuto, che vengano richiesti alle amministrazioni di Sagrado e Moraro e a tutti gli altri soggetti coinvolti i documenti riguardanti i progetti della discarica nell’ex Cava Postir e del centro di raccolta dell’amianto. Stefano Bizzi
www.ecologiasociale.org/pg/cpt_aggiorna.html
|