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Torino: libertà per gli antifascisti! Cronaca del presidio di ieri
by FAI - Torino Sunday, Nov. 20, 2005 at 11:59 AM mail: fat@inrete.it

Buona la partecipazione al presidio promosso dal Coordinamento antifascista in piazza Castello il 19 novembre.

Torino: libertà per ...
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Da ormai quattro mesi 10 antifascisti torinesi sono stati privati della libertà per la loro partecipazione ad un corteo di denuncia della gravissima aggressione fascista avvenuta l’11 giugno al Barocchio, quando una squadraccia ferì gravemente due persone. I diversi interventi succedutisi nel corso del pomeriggio hanno messo in rilievo come l’arresto e la detenzione di antifascisti su cui pendono accuse che potrebbero costare loro molti anni di carcere non sono che uno dei tanti tasselli con cui si compone la vasta manovra repressiva volta ad azzittire e reprimere ogni forma di opposizione sociale in città.
I fascisti oggi come negli anni venti del secolo scorso sono le truppe di complemento dei poteri forti della città, coloro che svolgono il lavoro sporco che le forze del disordine statale non possono (ancora) fare direttamente.
Sempre più aggressivi e violenti i fascisti sono protagonisti di ormai innumeri aggressioni ed attentati in tutta Italia, dove non si contano più gli attivisti politici e sindacali, gli immigrati, i lavoratori, i senza casa vittime della loro violenza. A ciò si aggiungono gli incendi di sedi, organizzazioni politiche, centri sociali e case occupate, un’escalation che preoccupa chiunque abbia a cuore la libertà in questo paese ma che non suscita alcun allarme tra chi oggi, a destra come a sinistra, occupa le poltrone del potere.

Il fenomeno purtroppo ha da ormai alcuni anni una dimensione europea. In uno degli interventi è stata denunciata la gravissima aggressione verificatasi domenica 13 novembre a S. Pietroburgo, in Russia, dove due giovani anarchici e antimilitaristi, di ritorno da una manifestazione contro la guerra, sono stati ripetutamente accoltellati da dieci naziskin. Uno di loro, Timur, è morto dissanguato per le ferite ricevute.

L’iniziativa è stata anche occasione per chiedere l’immediata liberazione di Mehmet Tarhan, antimilitarista anarchico turco rinchiuso da molti mesi in una galera militare per aver rifiutato di fare il soldato in un paese dove l’obiezione di coscienza è punita con il carcere. Mehmet, detenuto in condizioni inumane, più volte picchiato e torturato ha appena concluso uno sciopero della fame contro i suoi aguzzini.

Libertà immediata per gli antifascisti arrestati!

Di seguito il testo del volantino distribuito dalla FAI torinese

Torino: capitale della repressione made in Italy
La ramazza di Tatangelo & C.
A Torino, la “ramazza” tanto invocata dal ministro degli interni francese per “ripulire” le strade dai giovani delle banlieu in rivolta, è in funzione con i suoi denti d’acciaio ormai da mesi. Nel mirino: antifascisti, antirazzisti, occupanti di case, lavoratori in sciopero, anti Tav, anticlericali… tutti coloro che criticano attivamente un ordine sociale basato sull’ingiustizia, l’oppressione e lo sfruttamento.
Sono ormai passati 4 mesi. Era il 20 luglio di quest’anno quando per 10 antifascisti ed antirazzisti torinesi è partito l’ordine di carcerazione.
Ricordiamo brevemente i fatti.
l’11 giugno, una squadraccia fascista entra di notte nella casa occupata “Barocchio” ed accoltella due occupanti. Uno di loro rischia grosso, uno dei fendenti gli perfora l’intestino: verrà operato d’urgenza. Se la cava ma solo per caso non c’è scappato il morto.
La stampa minimizza l’accaduto, tentando di contenerlo nella dimensione della cronaca nera.
Il 18 giugno un corteo di qualche centinaio di antifascisti, dopo aver pacificamente attraversato il quartiere di San Salvario e aver raggiunto via Po, viene caricato per impedire ai manifestanti di attraversare piazza Castello. Nella strada si diffonde il panico perché la polizia e i carabinieri sparano ingenti quantità di lacrimogeni. Due manifestanti che si erano attardati ad aiutarne altri due travolti dalla carica vengono arrestati: Massimiliano, della FAI torinese, e Silvio trascorreranno due settimane in galera prima di essere liberati il 1 luglio con obbligo di firma.
Venti giorni dopo la manovra repressiva si estende e il PM dispone l’arresto di altri 10 manifestanti. L’inchiesta, che si allarga a comprendere anche i partecipanti ad un presidio di solidarietà ai migranti in rivolta al CPT-lager di corso Brunelleschi, investe in tutto venti persone di varie aree politiche.
Dopo venti giorni di galera il riesame decide che ai 10 antifascisti ed antirazzisti siano concessi gli arresti domiciliari, dove si trovano tutt’ora.
Chiamparino fa a gara con fascisti e leghisti nel criminalizzare gli antifascisti, mentre non aveva speso una sola parola per le vittime dell’aggressione squadrista al Barocchio.
La magistratura, nella persona del famigerato Tatangelo, elabora un teorema accusatorio in grande stile: il PM parla di un piano preordinato per attaccare la polizia e dare il via ad incidenti nel centro cittadino. Una tesi inverosimile che viene man mano affinata sino alla formulazione dell’accusa di devastazione e saccheggio. È una manovra che rasenta il ridicolo, ma purtroppo c’è poco da ridere: 10 antifascisti - Andrea, Darco, Fabio, Manu, Massimiliano, Mauro, Roberto, Sacha, Silvio e Tobia - rischiano da 8 a 15 anni di reclusione.
La pulizia olimpica non si ferma agli arresti e la “ramazza” colpisce anche i posti occupati: in pochi mesi si arriva a ben 11 sgomberi, con il relativo corredo di denunce.
La stampa affianca politici e magistratura nell’opera di criminalizzazione, spargendo falsità e disinformazione sugli anarchici in particolare e, in generale, sull’opposizione sociale torinese.
A metà novembre il ritrovamento di candelotti di dinamite in Val Susa e l’invio di proiettili al presidente della Regione Bresso divengono l’occasione per lanciare l’ennesima campagna antianarchica. Ogni volta che si tratta di gettare fango sulle lotte sociali e su chi le conduce senza compromessi sulla pelle della gente arrivano i “pacchi”. “Pacchi “intelligenti”, sin troppo intelligenti.
Lo scopo è chiaro: impedire la saldatura tra le lotte, tra la gente della Val Susa e quella della città, tra i tanti che vorrebbero riprendere nelle proprie mani il loro destino.
Per quel che ci riguarda il nostro impegno nella denuncia delle menzogne delle forze del disordine statale va di pari passo con quello contro i Cpt, la precarietà, lo sfruttamento selvaggio, gli inceneritori, la devastazione ambientale, il Tav… le mille nocività di questa Torino olimpica.
Libertà per gli antifascisti!

I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dopo le 21,15 (eccetto il prossimo che è invece aperta venerdì).
Mail: fat@inrete.it
Tel. 338 6594361

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l'antifascismo non si arresta
by FAI - Torino Sunday, Nov. 20, 2005 at 11:59 AM mail: fat@inrete.it

l'antifascismo non s...
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Liberi tutti subito!
by FAI - Torino Sunday, Nov. 20, 2005 at 11:59 AM mail: fat@inrete.it

Liberi tutti subito!...
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Free Mehmet Tarhan!
by FAI - Torino Sunday, Nov. 20, 2005 at 11:59 AM mail: fat@inrete.it

Free Mehmet Tarhan!...
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presidio
by FAI - Torino Sunday, Nov. 20, 2005 at 11:59 AM mail: fat@inrete.it

presidio...
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Ci sono 3 commenti visibili (su 3) a questo articolo
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foto si - foto no r Tuesday, Nov. 22, 2005 at 10:45 PM
colpire alla radice botanico Monday, Nov. 21, 2005 at 6:16 PM
le facce!!! detto e ridetto Monday, Nov. 21, 2005 at 1:16 PM
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