Il Messaggero Veneto 12 novembre
nella foto Salamone (DS) Bon (RC) Brandolin (Pres. Provincia di Gorizia) il 22 lulgio davanti al CPT
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SABATO, 12 NOVEMBRE 2005 Pagina 7 - Gorizia Gradisca. Brandolin: la bocciatura del Tar è una delusione, ma ho fiducia nei ricorsi Verdimonti: sul Cpt paghiamo gli errori della giunta Illy GRADISCA. «Deluso perché credevo in un primo esito positivo della battaglia legale contro il ministero dell’interno, ma consapevole, e quindi ottimista, che le nostre speranze sono ancora intatte per quella che resta la tappa decisiva, cioè quella del 23 febbraio, quando si passerà alla discussione dei ricorsi veri e propri». È un Giorgio Brandolin amareggiato, ma non sconfitto quello che commenta l’esito del primo round nel “processo Cpt”, conclusosi con il rigetto delle istanze di sospensiva dei lavori in via Udine presentate da Regione, Provincia e Comune di Gradisca. Un’amarezza che fa tornare indietro nel tempo il presidente della Provincia, che a mesi di distanza fatica ancora a nascondere le sue difficoltà nel digerire la delusione per il mancato ricorso alla Corte costituzionale da parte della Regione. «Un rimpianto perché un atto del genere avrebbe dato un altro senso non soltanto politico, ma anche legale alla vicenda. Un rimpianto di un privato cittadino, comunque, visto che come Provincia siamo forse andati anche oltre quelle che erano le nostre competenze in materia di Cpt». Un rimpianto che diventa un chiaro atto d’accusa nei confronti della Regione da parte del coordinatore gradiscano dei “Cittadini per il presidente”, Claudio Verdimonti: «Siamo profondamente delusi per il rigetto delle istanze per la sospensiva dei lavori nell’ex caserma “Polonio”, ma purtroppo questa è la conseguenza naturale dell’assenza della maggioranza delle forze politiche regionali del centro-sinistra sulla vicenda, e in particolar modo è la conseguenza naturale del mancato ricorso alla Corte costituzionale da parte della giunta Illy. Una giunta che ha perso, o, meglio, che non ha voluto usufruire di una grande occasione per dare un forte segnale politico di reale contrarietà al Cpt. Se sarebbero cambiate le carte in tavola non lo so, ma forze ci sarebbe stata una diversa ottica a guidare le decisioni dei giudici del Tar del Lazio, che in pochi minuti hanno liquidato la richiesta di Comune, Provincia e Regione: uno schiaffo in faccia. Ciò nonostante, assieme alla Rete regionale di associazioni e movimenti contrari ai Cpt proseguiamo nella nostra battaglia democratica contro il centro per immigrati». Regione sotto accusa anche nelle dichiarazioni del capogruppo ulivista in consiglio comunale, Paolo Cappelli: «Cronaca di una morte annunciata. Personalmente non mi ero fatto troppe illusioni, ma a lasciarmi profondamente deluso è stata, più del rigetto delle istanze per la sospensione dei lavori alla Polonio, la strategia politica adottata dalla Regione, che, a fronte di tutta una serie d’impegni verbali, ha disatteso nei fatti le promesse decidendo di non ricorrere alla Corte costituzionale. Queste sono solo le inevitabili conseguenze del suo mancato intervento in quello che resta un sopruso nei confronti delle genti di un territorio che ha sempre dimostrato di non volere un Cpt. La Regione ha gravemente sottovalutato l’importanza di quella che è una battaglia per i diritti civili, prima che legale». (ma.ce.)
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SABATO, 12 NOVEMBRE 2005 Pagina 7 - Gorizia De Toni: la vicenda Tar è soltanto una farsa LA POLEMICA GRADISCA. «Sono tutt’altro che stupito del mancato accoglimento della richiesta di sospensiva dei lavori nell’ex caserma Polonio, a maggior ragione di fronte alla notizia che il Viminale ha presentato una scarna memoria difensiva. Fatto che dimostra che la partita era già decisa in partenza, come aveva anticipato lo scorso 22 luglio il capo-prefetto D’Ascenzio in occasione della visita gradiscana conclusasi con l’incontro con Brandolin e Tommasini e la prima visita al Cpt». All’indomani del verdetto del Tar del Lazio, l’anarchico De Toni è pronto ad accusare ancora il primo cittadino gradiscano: «Stiamo assistendo a una farsa. Bisognava invertire i ruoli e costringere il ministero a ricorrere al Tar contro le ordinanze del sindaco di Gradisca di sospendere i lavori che sarebbero culminati col rigetto della richiesta di allacciamento alla rete fognaria in quanto si riteneva il Cpt un’opera abusiva. Evidentemente il ricorso al Tar, che solo in extremis Tommasini ha deciso di fare, era ed è solo la foglia di fico per nascondere la connivenza col Viminale».
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