Francia, autorità chiudono tre blog
Francia, autorità chiudono tre blog Dopo aver invaso le periferie delle più gandi città francesi, la violenza dei "beur" ha contagiato anche Internet costringendo il ministro della Giustizia Pascal Clement a chiudere alcuni blog che invitavano i cybernauti alla rivolta contro le forze dell'ordine. Tre i blogger arrestati, che ora rischiano fino a cinque anni di carcere. L'accusa è di istigazione alla violenza.
Stando a quanto riferito dalle autorità, i tre internauti utilizzavano il sito di una radio francese (Skyblog.com) come piattaforma di lancio per animare spazi virtuali che gridavano vendetta e proponevano di attaccare i commissariati. Nati per raccogliere messaggi d'addio e ricordare Zyad Benna e Bouna Traore, i due ragazzi morti folgorati dopo essersi rifugiati in una cabina elettrica per sfuggire a una pattuglia della polizia, i blog si erano trasformati rapidamente in pericolose piazze virtuali zeppe d'odio e rabbia.
Un'escalation di violenza verbale che ha subito messo in allarme il ministro della Giustizia francese e ha costretto le autorità competenti a ricorrere alla censura. Molti i post cancellati dai diari online sequestrati dagli agenti, ma molti anche i messaggi di protesta degli utenti, inferociti per l'azione censoria della polizia postale e della piattaforma stessa che ospita i blog.
Inequivocabili i post eliminati dai diari online. "Parigi bruci? Fanno bene.", si leggeva su uno dei blog chiusi. "L'Intifada francese? E' la Jihad d'Europa", citava invece un altro weblog. "I poliziotti sono delle m.", scriveva infine un altro cybernauta. Ma non è tutto qui. Studiando i testi inviati di alcuni diari virtuali dedicati ai due ragazzi morti folgorati, il direttore generale della polizia nazionale, Michel Gaudin ha dichiarato infatti che tra diversi siti Web si sarebbe instaurata una sorta di complicità e una "vera e propria competizione per scommettere su quale quartiere riuscirà meglio a dar battaglia alle forze dell'ordine".
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