Rassegna stampa 25 ottobre 2005
Nota: Si è innescata l'auspicata reazione a catena del tutti contro tutti. Alla prossima.
Il Messaggero Veneto
MARTEDÌ, 25 OTTOBRE 2005 Pagina 6 - Gorizia Gradisca. «Nonostante gli attacchi, la battaglia del Comune contro il cpt resta sempre totale» Tommasini: accuse senza senso da Rifondazione e Cittadini GRADISCA. «Tutti, movimenti, partiti e istituzioni, abbiamo dimostrato di voler raggiungere lo stesso obiettivo, che è quello di non far aprire il Cpt, ed è in quest’ottica che mi sembra assurda la volontà di creare lesioni così gravi all’interno del fronte con il centro per immigrati. Quanto successo in questi giorni, comunque, non cambia di una virgola la posizione della mia amministrazione, che proseguirà nella sua battaglia al centro per immigrati senz’alcun tentennamento». È un Tommasini che si fa largo a spallate fra le polemiche quello che, a 48 ore di distanza dalla manifestazione contro il Cpt di via Udine che ha portato a sfilare per Gradisca circa duemila persone, accetta di commentare sia la sua posizione di “bersaglio” principale dei manifestanti sia l’autentico terremoto politico innescato, non soltanto a livello comunale, dalle pesanti accuse rivoltegli da Rifondazione comunista e dai “Cittadini per il presidente” (entrambi all’opposizione a Gradisca) che, in seguito alla sua polemica assenza dal corteo, ne avevano chiesto le dimissioni. «Innanzi tutto voglio esprimere la mia soddisfazione per una manifestazione svoltasi nel complesso senza i tanto temuti scontri e civilmente, eccezion fatta per qualche coordinatore di qualche movimento che ha preferito sfilare contro il sindaco di Gradisca più che contro il Cpt. Sul mio conto e su quello dell’amministrazione sono piovute accuse assurde, sono state dette menzogne inaudite, il tutto usando toni inaccettabili sul piano sia personale sia istituzionale: di qui la mia scelta, condivisa da tutte le forze di maggioranza, ma anche da una parte dell’opposizione, di abbandonare il corteo. Purtroppo qualcuno non ha ancora capito, o forse si ostina a non voler capire, che istituzioni e movimenti per forza di cose sono portati a seguire strade diverse. Il Comune non è né un partito né un movimento, è un ente pubblico che però ha sempre lottato con i fatti contro il Centro e che continuerà a farlo, giocando tutte le carte di cui dispone e, lo sottolineo, senz’alcun tentennamento». Mai pensato alle dimissioni dopo gli attacchi dei manifestanti e di parte dell’opposizione? «Mai, perché ho la coscienza a posto, anche se non nascondo che l’amarezza è stata grande. Gli attestati di solidarietà arrivati non solo dal mondo politico comunale, provinciale e regionale, ma anche dalla gente, dai concittadini gradiscani che domenica mi fermavano per strada, dimostrandomi un affetto e una stima che non avevo avvertito nemmeno quando sono stato eletto sindaco, credo siano la risposta più eloquente a chi m’invitava a dimettermi. Io devo rendere conto prima di tutto ai gradiscani». Che cosa risponde a Rifondazione comunista e ai “Cittadini per il presidente”? «Considero le dichiarazioni di Rifondazione comunista a dir poco senza senso, sorprendenti per non dire sconvolgenti, mentre a quelle dei “Cittadini” non intendo nemmeno rispondere, visto che non riesco a capire quali accordi avrebbe assunto il sindaco con il coordinamento cittadino contro il Cpt. Polemiche che comunque non fanno bene ad alcuno». A breve è atteso l’esito del ricorso al Tar del Lazio presentato da Regione, Provincia e Comune: la battaglia decisiva della guerra al Cpt? «Direi un passaggio chiave. Dovrebbe essere esaminato entro novembre, ma ricordo che non è ancora da scartare l’ipotesi della presentazione di una proposta per il cambio di destinazione d’uso della struttura da Cpt a carcere provinciale». Marco Ceci
Il Piccolo
MARTEDÌ, 25 OTTOBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia Gli abitanti delle Fortezza denunciano anche una carenza di informazione sul centro che sta sorgendo alla caserma «Polonio» Cpt: la gente assolve Tommasini Critiche invece al predecessore Fabris. Condannata l’occupazione della Croce verde GRADISCA Assoluzione per il sindaco Tommasini, critiche nei confronti dell'ex Fabris, condanna per il Cpt e dissociazione dalla protesta dei «Senza volto». Chiamati a dire la propria opinione sul «Caso Cpt», i gradiscani non si tirano indietro. Lo sdegno per la struttura è diffuso, ma la strumentalizzazione politica e i metodi utilizzati dai Disobbedienti non sono condivisi. «Se il sindaco ha sbagliato o non ha sbagliato a concedere l’allacciamento del Cpt alla rete fognaria cittadina è un argomento da discutere, ma non si può farlo in quel modo. Gli incappucciati mi danno fastidio perché siamo in democrazia e se credono d’avere ragione, non hanno bisogno di nascondersi dietro ad un passamontagna. Basta con i provocatori: hanno accusato le istituzioni e quelle non hanno partecipato al corteo. Senza istituzioni che corteo è?». La domanda se la pone Francesco Colucci. Enzo Marussi, come anche Italo Michelini, ritiene che Tommasini non sia colpevole: «A fare l’errore è stato l’ex sindaco che non ha informato i cittadini e che, soprattutto, non ha ottenuto nulla - sottolinea Marussi -. In cambio del Cpt avrebbe potuto sistemare Gradisca e magari ottenere un’università. Tommasini è una vittima della situazione e i metodi usati in questi giorni, come l’occupazione alla Croce verde, non sono condivisibili. Credo rendano un cattivo servizio anche alla sinistra». Lapidaria Bianca Brumat «Ma sì, bruciamolo il Cpt». Si schiera con i contrari anche Giorgio Vise: «Il problema - rileva - è che alla Polonio hanno lavorato per alcuni anni senza che nessuno sapesse o dicesse niente. Sono partiti male». Il ragionamento è interrotto da Valerio Innocenti: «Si muovono tutti solo adesso che il Cpt è finito. C’è discrepanza tra le parole e i fatti». «Si rimpallano le colpe», conclude Vise. Fa spallucce Marino Castellani: «Non saprei cosa dire, non ho seguito il problema». La situazione non è ben chiara neppure per Luigi Lenardi: «Tutti tendono a misconoscere la paternità della struttura. Al posto di un Cpt con il filo spinato si potrebbero potenziare realtà come quella della Caritas. Per quanto riguarda l’occupazione della Croce verde, non condivido le discussioni che partono da una posizione di forza». «È una galera e non un posto d’accoglienza tipo la Caritas - denuncia Sisto Zollia -. Visto che non servirebbero molte modifiche per trasformare questo lager in un carcere perché non trasferire qui quello sovraffolato di Gorizia? Quanto a Tommasini, credo sia colpa del vecchio sindaco». Definisce una stupidaggine l’occupazione della Croce verde Andrea Quero, che aggiunge: «In linea di massima sono contrario al Cpt però non si sa nulla di preciso. Tutti dicono tutto e il suo contrario ed è difficile farsi un’opinione obiettiva». Stefano Bizzi
Ancora il Piccolo
MARTEDÌ, 25 OTTOBRE 2005 Pagina 4 - Gorizia Cappelli accusa la Regione: «È stata troppo attendista» LE REAZIONI GRADISCA «Un'amministrazione comunale non può fare disobbedienza civile. Per questo le accuse al sindaco, alla giunta e alla maggioranza sono infondate. Non è né a loro né alla Provincia che si può rimproverare qualcosa: piuttosto è mancato il livello regionale». Questo il parere del segretario comunale della Margherita Paolo Cappelli, già vicesindaco agli albori della questione-Cpt. Dopo la manifestazione di sabato, continuano a fioccare reazioni del mondo politico e le responsabilità delle istituzioni. L'elemento nuovo è il malcontento per l'operato della Regione, giudicato troppo attendista. Qui Margherita. Cappelli, nella sua veste di capogruppo di maggioranza, va giù duro: «C'è amarezza nell'aver compreso che a qualcuno interessa soltanto appropriarsi del problema per darsi visibilità in vista delle elezioni - afferma -. Quella di sabato non è stata la protesta di Gradisca, ma di persone che a volto coperto si sono impossessate della manifestazione, come del resto fecero anche nello scorso febbraio dando vita agli scontri davanti al muro della Polonio». Quanto alle fratture in seno al coordinamento, emerse dopo la decisione della maggioranza di dissociarsi dalla manifestazione, Cappelli sostiene che «ha ragione il coordinatore Verdimonti, si è consumata una rottura e si è chiusa una fase. Doveroso condividere la posizione di sindaco e giunta, che hanno fatto tutto il possibile per scongiurare l'apertura, così come la Provincia. La Regione invece è mancata, non c'è denominatore comune fra la linea di Illy e quella di Antonaz». Qui lista civica Gradisca unita. Valter Cocco è stato l'unico esponente di minoranza a condividere la posizione degli amministratori, abbandonando il corteo: «Atto dovuto, Tommasini ha ereditato un cerino acceso da altri - dichiara -, ma le responsabilità sono di chi l'ha preceduto. Mi sono chiesto cosa avrei fatto io al suo posto, e la stessa domanda la pongo a Paolo Boscarol (candidato sindaco di Cittadini e Rifondazione ndr): il sindaco non poteva certo impedire gli allacciamenti, e l'amministrazione ha già fatto molto ritardando la deliberazione il più possibile». Il consigliere di minoranza punge ancora i Cittadini gradiscani: «Sono stati sconfessati dal loro consigliere regionale Paselli, che ha abbandonato il corteo tanto quanto noi. E poi vogliamo parlare delle responsabilità di Illy? Lui avrebbe potuto portare la questione sui banchi della Corte costituzionale e non l'ha fatto - continua Cocco -: un partito con tre linee diverse non è una cosa seria, non ci stiamo a ricevere critiche da loro. Idem per il diessino Gherghetta, che ci fa capire quanto siano vicine le elezioni: forse non sa che questa lotta è iniziata purtroppo appena un anno fa, lui in tutto questo tempo dov'era?». Gradisca Unita interviene anche sulla vicenda della Croce verde costretta dai Senza volto a ritirarsi dall'appalto per la gestione del centro: «Gesto ineccepibile, a questo punto nessuno deve presentarsi e forse otterremo qualcosa. Per questo ora facciano rinunciare anche l'associazione dei Carabinieri». Luigi Murciano
www.ecologiasociale.org/pg/cpt_aggiorna.html
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