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La triste epopea senza volto
by pezzidimoltitudine Monday, Oct. 17, 2005 at 8:38 PM mail: pezzidimoltitudine@libero.it

Lettera aperta al movimento dei movimenti

Abbiamo atteso invano fino ad oggi, giorno delle primarie del centrosinistra, una voce, magari flebile, magari isolata che indicasse nella vicenda dei “senza volto” qualcosa che ci riguarda tutti.

Qualcuno o qualcosa, all’interno del movimento, che si interrogasse o si esprimesse su un passamontagna arcobaleno candidato presidente del consiglio.

Abbiamo partecipato alle occupazioni delle Università e dei centri sociali negli anni ’90. Abbiamo lavorato pazientemente in quelle associazioni che hanno contribuito a costruire l’humus culturale di Seattle. Eravamo nelle strade di Genova, di Ginevra, di Praga e nelle assemblee dei movimenti sociali a Porto Alegre, a Parigi, a Londra. Abbiamo manifestato ed agito concretamente contro le barbarie delle guerre in Serbia, Afghanistan, Iraq.

Siamo piccoli pezzi di quella moltitudine che, costruendo Genova, è arrivata ben più lontano: far irrompere, sulla scena, un nuovo attore sociale e politico che, dal confronto delle differenze, ha tratto una forza inaspettata. Un movimento che voleva esser capace, in nome di un comune progetto di trasformazione sociale, di fare proprie e rivendicare azioni e modalità profondamente diverse tra loro. Una prassi fondata sulla responsabilità collettiva.

Che ne è oggi di tutto questo? Forse siamo noi che ci siamo svegliati dal letargo, in una autunnale mattina di sole, a causa del brusio di una “collettiva esercitazione democratica”. Forse immersi in un sonno profondo abbiamo mancato le riflessioni sul significato delle primarie per il movimento. O forse le riflessioni non ci sono mai state e ci stordisce l’assordante silenzio di fronte alla partecipazione schizofrenica alle primarie dell’Unione, dell’uomo senza volto e gentile signora. Anche riuscendo a mettere da parte il desiderio di scavare una buca e seppellirsi vivi di fronte ai siparietti televisivi e di piazza dell’espediente disobbediente, resta il dato oggettivo: quel copricapo, quei colori, quel linguaggio sono patrimonio collettivo, fanno parte della nostra storia comune, e sono simboli che in qualche modo ci identificano all’esterno. La candidatura Panzino detta Senza Volto non è quindi una questione “privata” di una componente politica, ma ci riguarda tutti. E tutti dovremmo interrogarci ed esprimerci su quanto questa avventura burlesca possa aiutare il movimento a ritrovare nuova linfa e a ricercare una nuova collocazione.

Non aiutano di certo tre vuote parole d’ordine ripetute meccanicamente e all’infinito. Non aiutano i prestanome, come non aiutano i balletti “ attraversiamo le primarie ma non stiamo con l’Unione. Svergogniamo, smascheriamo un sistema che non riconosciamo. Votate per noi ma i partiti sono morti con il 900”. Probabilmente ciò di cui avremmo bisogno è una riflessione ampia e condivisa in grado di superare le ambiguità della rappresentanza. Il movimento vuole mantenere il suo carattere antagonista e (passateci il termine un po’ retrò) extraparlamentare? O vuole dotarsi di una rappresentanza? E in tal caso, attraverso l’alleanza con i partiti della sinistra radicale, o tramite un nuovo soggetto politico?

Se si riuscirà a riaprire spazi di dialogo e confronto ed a rispondere insieme ad alcune di queste domande, se si ricomincerà a ragionare in maniera collettiva e non particolaristica, se si imparerà a non cedere al fascino del mainstream mediatico per esserne puntualmente stritolati, allora forse riusciremo a non disperdere il patrimonio di esperienze, valori, sperimentazione che abbiamo fin qui costruito e a trovare nuove strade da percorrere.



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Titolo Autore Data
vuoto cosmico marmol Tuesday, Oct. 18, 2005 at 8:25 AM
già ... fatti non pugnette! anti.com Monday, Oct. 17, 2005 at 9:51 PM
l'ennesimo ululato alla luna osservatore Monday, Oct. 17, 2005 at 9:40 PM
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