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[Vicenza] Il sindaco all'inaugurazione della sede di FN!
by magnagati Sunday, Oct. 16, 2005 at 6:14 PM mail:

rassegna stampa quotidiani locali sulla giornata di ieri. Spicca in negativo la presenza di Hullweck all'inaugurazione della sede di Forza Nuova

Il Giornale di Vicenza

Alta tensione tra Piazza e Poste

Contrà Muschieria per un’ora “terra di nessuno” in mezzo agli slogan
di Antonio Trentin
Duecento metri di centro storico, giusto nel cuore della città, sono diventati incandescenti - ieri verso sera - per le contemporanee manifestazioni di Alternativa sociale, che inaugurava in piazza la sua nuova sede «perché è un nostro pieno diritto», e della sinistra più o meno estrema, che protestava contro «il razzismo nazista estraneo a Vicenza non vuole». Se l’erano promesso: sarà confronto aspro. Hanno mantenuto.
Le due cose erano annunciate, la tensione anche. «Vogliamo arrivare in piazza delle Poste», quindi praticamente addosso agli avversari e a ridosso della loro sede, aveva comunicato Francesco Pavin, capo-megafono dello schieramento "antagonista" che puntava a «riprendersi il territorio». Come replica: «Alla faccia della democrazia e del pacifismo... Sono patetici. Saremo qui ad aspettarli». In tutto questo, nessuna sorpresa per polizia e carabinieri.
Stupore e qualche preoccupazione, invece, tra la gente a passeggio - che per un’ora ha visto isolata la zona tra piazzetta Palladio e piazzetta delle Poste - e gran fastidio per la trentina di negozianti che sono rimasti costernati a guardare dalla vetrina la provvisoria paralisi dello shopping. In serata è arrivata per loro la solidarietà dell’assessore alla sicurezza Valerio Sorrentino: «Penso sempre che le manifestazioni politiche del sabato pomeriggio andrebbero fatte fuori dal centro».
Ma a fare le spese più di tutti sono stati, a un certo punto, gli scout arrivati da tutto il Veneto per festeggiare il 90. del Cngei vicentino. Presi in mezzo a un’inedita tri-colorazione degli schieramenti - i "neri" che stazionavano in contrà Garibaldi, i "rossi" che risalivano da piazza Matteotti, i "verdi" (cioè loro) schierati davanti alla loggia del Capitaniato - hanno caricato gli zaini sulle spalle e, a scanso di guai, hanno preso per contrà del Monte, tornando in anticipo nella "tana dei lupetti" a San Biagio.
Una sede per l’estrema destra vicentina, per la mussoliniana Azione sociale e la più radicata Forza nuova che insieme fanno Alternativa sociale (aspettando che anche nel Vicentino spunti qualcuno della terza forza confederata, il Fronte nazionale). Per battezzarla sono arrivati «camerati e simpatizzanti» da quattro province e qualche Vip della loro dirigenza: il segretario nazionale e quello veneto di Fn, Roberto Fiore e Paolo Carattosidis; e l’avvocato veronese Roberto Bussinello che in primavera era candidato presidente in Regione e che ieri faceva contrasto di look con lo scledense Alex Cioni (in casual "di lotta" da piazza lui, in completo "da governo" il segretario regionale di Azione sociale). Presenza bucata, invece, quella dell’annunciatissima leader Alessandra Mussolini.
Un gazebo, qualche manifesto programmatico e un’ottantina di attivisti - parecchi con il casco sottobraccio e qualcuno con tubi di plastica in mano - hanno fatto presidio in piazzetta delle Poste parlando di «valori della tradizione», attaccando l’accoglienza verso gli immigrati, criticando «chi fa professione di italianità ma dà il voto agli stranieri», aspettando l’ora fatidica. Quale? Quella del scontro - a opportuna distanza - con i trecento che stavano intanto arrivando in piazza dei Signori.
Il corteo formato dai giovani dell’ultrasinistra (Capannone-ex Ya Basta, centri sociali del Vicentino, neofiti del Partito marxista-leninista, Disobbedienti e no-globalisti senza marchio) si era radunato in piazza Matteotti. A singhiozzo come permetteva la polizia, alla fine è arrivato sotto la torre Bissara, punteggiato da qualche emblematica presenza di capipartito (Olol Jackson dei Verdi, Carlo Pertile del Prc, Giorgio Langella del Pdci, di cui sfilava la federazione giovanile).
Ancora una ventina di minuti, il tempo che i "verdi" del Cngei finissero sfrattati, e i "rossi" sono arrivati a portata di voce dei "neri". All’angolo di piazzetta Palladio, proprio davanti alla sede prodiana dov’era in allestimento il seggio per la Primaria del centrosinistra, la polizia ha fatto tappo: «Di qui non si passa». E via allora con gli slogan mortiferi contro «i fascisti che Vicenza non vuole» e con la contrapposizione ai «fascisti razzisti» a base di «la nostra città non ha confini, siamo tutti clandestini».
I cento passi di contrà Muschieria sono diventati per un’ora una terra di nessuno. Ai poliziotti schierati davanti alla statua di Palladio con i blindati - mentre pochi metri più in là, in tutta tranquillità, i bar continuavano a servire gli spritz ai tavoli - facevano da pendant i carabinieri che alzavano gli scudi in vista del palazzo rosso delle Poste. In mezzo alla contrà - nel vuoto pedonale fatto dai vigili urbani e nel bel mezzo di un fronteggiamento a colpi di durezze parolaie mai visto negli ultimi anni a Vicenza - sono rimasti solo il questore Dario Rotondi con il suo collaboratore Tiziano Zonta, e il comandante dei carabinieri arrivati da Bassano, Danilo Lacerenza, con il luogotenente di Vicenza, Giovanni Aletta.
«Contro il comunismo la gioventù si scaglia. Boia chi molla è il grido di battaglia»: questo e altri slogan storici del neofascismo sono rimbalzati verso la Basilica, incrociandosi con quelli urlati dall’ancora folto plotone capeggiato da Pavin. Poi è andato tutto rapidamente verso la conclusione.
Salutato Fiore che partiva - dopo aver dichiarato che «i giovani sempre meno sono attratti dal marxismo e dal bolscevismo e sempre più dalla nostra triade Dio-patria-famiglia» - i suoi si sono tolti i caschi e hanno fatto rotta su contrà Fascina e la sede neoinaugurata. Dall’altra parte lo striscione di "Vicenza non vuole i fascisti" ha avuto il via libera per avanzare fino alla meta: «Siamo in piazza delle Poste. Vicenza libera, Vicenza libera...» è stato l’ultimo urlo - davanti ai capannelli di curiosi fermi con l’"ombra" sotto il Campanile o all’angolo di contrà Battisti - prima dello ritorno del corteo, molto sfoltito, verso piazza Matteotti.
CITTÀ DIVISA. A sinistra Disobbedienti, studenti e sindacalisti in piazzetta Palladio, a destra Forza nuova e Azione sociale in piazza delle Poste, vicino alla fontana, che urlano slogan di appartenenza e accendono qualche fumogeno. In mezzo gli scout, che ieri hanno invaso il centro e con le casacche verdi sono passati indifferenti da una parte all’altra, marciando compatti. Durante la manifestazione non vi sono stati episodi di violenza o di cariche (una persona è rimasta ferita più tardi, a cortei finiti, in via Giuriolo): un successo per le forze dell’ordine.



Provocazione coi manifesti, rappresaglia con un ferito

Vigilia: scaramuccia allo Stadio
Poi bastonate contro un furgone

Una scaramuccia sotto il Menti "in notturna", con spintonamenti e urlacci, alla vigilia del confronto rosso-nero. Una bastonatura d’auto dalle parti di piazza Matteotti, come ultimo atto del pomeriggio di opposti estremismi. Sono i due unici momenti di vero scontro, prima e dopo il tandem di manifestazioni in centro-città che erano intrise di ben più feroce violenza verbale.
L’altra sera un confuso episodietto ha visto arrivare una squdretta di estrema destra davanti alla base operativa RdB-Cub allo stadio, con colla, pennelli e manifesti (abusivi) da affiggere. Una provocazione? Fatto sta che c’è stata una breve bagarre - prima dell’arrivo della polizia - con calcioni che volavano contro gli infissi della sede sindacale e qualche modesta contusione, neanche meritevole di sèguiti medici. Sul piano giudiziario, invece, quattro denunciati per una fionda, una spranga e dei bastoni tenuti in una macchina.
Più mirata la rappresaglia che ha colpito uno dei militanti di Alternativa sociale, il quarantasettenne vicentino Ruggero Dalla Libera, che transitava proprio verso la piazza dalla quale sfollavano i "nemici" dopo il loro corteo. Si è fermato mentre passavano in viale Giuriolo. È stato riconosciuto come uno degli affissori-provocatori della notte prima. L’hanno salutato con un bel po’ di colpi sul furgone. Risultato: ammaccature, vetri infranti e anche un colpo di casco al capo (senza particolari conseguenze mediche). Presenterà denuncia, confidando sull’identificazione degli aggressori da parte della polizia che era in zona.



Il sindaco in contrà Fascina con l’ex-sfidante Piccolo

La Mussolini non si fa vedere Ma a sorpresa arriva Hüllweck

Non se lo aspettavano di sicuro e, sulle prime, neanche sapevano chi ringraziare per la rapida ma politicamente importantissima apparizione: «Il sindaco, è qui il sindaco...» si sono detti verso le sette di sera - dopo che la tensione tra piazza dei Signori e piazzetta delle Poste era cessata - i cinquanta di Azione sociale e Forza nuova che stazionavano davanti alla nuova sede unitaria di contrà Fascina.
Enrico Hüllweck è arrivato alla chetichella - privatamente per dirla con il vocabolario del cerimoniale - e si è infilato nei locali al pianterreno, tra cimeli del Ventennio mussoliniano e riproduzioni dei giornali fascisti di settant’anni fa con le glorie della conquista d’Etiopia, accompagnato dalla battuta di un giovane con giubbotto nero e stemma tricolore («va dove lo porta il cuore»).
Lo ha introdotto presso i big di Alternativa sociale Renzo Piccolo, nel 2003 suo sfidante per la poltrona di palazzo Trissino con gli autonomisti dell’Unione, oggi dirigente del piccolo partito di Alessandra Mussolini. «Dopo una legittimazione del genere...» gongolava il leader regionale Roberto Bussinello.
Ma all’ufficialità Hüllweck non ha concesso neanche una parola e in tre minuti ha chiuso la visita.
Se n’è andato con Piccolo - merito suo la pur fugace presenza del sindaco al battesimo della sede - che strada facendo gli ha fatto commemorare la giovinezza all’estrema destra e le manifestazioni degli anni Sessanta alle quali partecipava. ____________________________________________________

Gazzettino

CITTÀ BLINDATA L�inaugurazione della sede di Forza nuova e Azione sociale ha trasformato il centro in una zona off limits. Anche per chi non lo voleva

Cronaca di un sabato ad alta tensione

Mentre si fronteggiavano a suon di slogan le fazioni di destra e di sinistra, gli scout increduli hanno dovuto essere trasferiti

(e.s.) Scene da guerriglia urbana ieri nel centro storico di Vicenza in occasione dell'inaugurazione della nuova sede di Forza Nuova e Azione sociale. Per circa un'ora via Muschieria è stata chiusa al traffico pedonale dalle forze dell'ordine: da una parte, in piazzetta Palladio, circa duecento manifestanti antifascisti; dall'altra, in Piazza delle Poste, quasi un centinaio di militanti di Forza Nuova e Azione Sociale. Questi ultimi erano attesi per le 18 in contrà della Fascina per l'inaugurazione dei nuovi locali ed invece hanno fatto dietro front per andare verso il corteo "nemico". I cordoni della polizia hanno impedito il contatto tra le due fazioni che hanno a lungo continuato a sfidarsi a suon di cori. Più di qualche militante però aveva già indossato un casco.
Da una parte l'inno nazionale e "boia chi molla"; dall'altra "bella ciao" e "bandiera rossa". In mezzo, gli scout venuti da mezzo Veneto per festeggiare i novant'anni Cngei vicentina.
Al corteo organizzato da Capannone sociale, LiberaZone, Coordinamento studentesco e Antifascisti, hanno aderito anche i Ds, i Comunisti italiani, i Verdi e Rifondazione Comunista.
«Venerdì notte è successo un fatto gravissimo - ha denunciato Olol Jackson dei Verdi - Un gruppo di neofascisti ha cercato di entrare con cinghie e bastoni nelle sedi sindacali sotto il Menti. Nei prossimi giorni presenteremo un'interrogazione parlamentare al ministero degli Interni». Da Piazza Matteotti, punto di ritrovo del corteo "antifascista", i manifestanti hanno sfilato per Corso Palladio fino a Piazza dei Signori da contrà santa Barbara. Nel frattempo, in piazza delle Poste, i militanti di Forza Nuova, ribadivano i punti principali del loro programma: no all'aborto, all'euro, all'immigrazione "selvaggia" e ai diritti degli omosessuali. «Oggi a Vicenza si consolida la presenza di una forza politica che in questi anni ha affrontato grandi battaglie a difesa della nostra terra» ha detto il dirigente provinciale Daniele Beschin.
I rappresentanti di Forza Nuova si sono lamentati per la mancanza di spirito democratico dimostrata dalla sinistra manifestante. «Ma questa nuova realtà fascista non è neppure vicentina: i suoi militanti vengono quasi tutti da altre province e regioni» ha ribattuto Francesco Pavin, leader del corteo dei giovani di sinistra. Solo dopo le 18 e 30 i militanti di Forza Nuova si sono spostati da Piazza delle Poste verso contrà della Fascina per l'inaugurazione della nuova sede. All'evento ha presenziato anche il sindaco di Vicenza Enrico Hullweck.

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