Una amica di tanti anni fà...
Di tutta la compagnia degli sconvolti di cui facevo golosamente parte nel lontano 1977, lei, Toni, era quella speciale! Ricordo che era dolce e intelligente, una personalità completamente fuori dagli schemi... aveva 19 anni. Io, che avevo da poco passato i 25, ne ero quasi intimidito! Una ragazza rara e bella... minuta e assieme elegante e perfettamente proporzionata... comunque indimenticabile. Indimenticabile come Seba e Marco, i suoi due fratelli, anche loro ospiti squisiti di noi amici sballatoni, capaci di capitare anche ad orari improponibili nella loro grande casa, nel centro della vecchia Udine. Ma ci si rivedeva ogni tanto anche a Bologna, nella casa di via Berretta Rossa dove abitava una comune amica... Un altro "porto di mare" per noi, che in quel periodo vivevamo fra canne e assemblee, occupazioni etc....
Poi la vita ci ha divisi. Lei (ho saputo), dopo una gioventù spericolata, vive a Milano mentre io sono qui a Udine... insomma, sarà almeno una ventina d'anni che non ci sentiamo.
Lei adesso ha scritto il suo primo libro... Un libro di racconti proprio su quegli anni, e su alcune delle avventure che ha vissuto "on the road" in questo lungo periodo in cui non ci siamo più visti.
Vi invito a conoscerla. Resterete "stupefatti" da come scrive e dal suo spirito!:-)
E' Toni Fachini e il suo primo libro (edizioni Effigie) si intitola La Virgola nell'Orologio.
Eccone una breve scheda (tratta da questa pagina web http://www.ndanet.it/scheda_virgola.php).
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Sembrano spesso provvisoriamente ritagliati sullo stile di vita e sulla trama intima della saga di una stirpe eccentrica e cosmopolita questi "racconti di vita" di una figlia ribelle, nomade e inquieta, che ha scelto come amorosa prigione gli affetti familiari e la casa friulana dei nonni paterni, quando torna al foghèr dai suoi vagabondaggi - e vi torna sempre. Qui, fino a quando i destini individuali non la sfoltiscono, va in scena la tribù: i nonni burberi; una madre in balìa degli eventi; un padre amato, teatrante e irresponsabile; fratelli imprevedibili, soprattutto il prediletto Sebastian, "Seba", caro agli dèi e perciò destinato a morire giovane, ma non prima di avere inaugurato la nuova generazione; infine parenti, amici, comparse di una notte, domestiche e cani. Poi di nuovo le fughe, lontano da ogni sicurezza, la deriva di scombinate vacanze o di lavori occasionali in Spagna, come insegnante di italiano nel losco istituto privato del signor Augh, o come goffa entraîneuse in una Barra Americana; oppure altre dimore, ospite curiosa di amici sballati nella mitica Bologna, o malata in uno scalcinato ospedale. Ciò che non cambia sono le sbronze, le canne, la ricerca avida d'emozioni forti - insomma la «disperazione» che il padre ha passato nel sangue dei figli. Giorni provvisori, appunto. Toni Fachini rappresenta solo se stessa e i suoi, intende soprattutto marcare la sua irriducibile identità («Finisco per comportarmi così con tutte le persone che mi piacciono, sparare subito qualcosa che arrivi dritto nello stomaco, qualcosa di molto personale. Vado al sodo, mi faccio conoscere»). E questo vale anche per il suo stile, da subito inconfondibile.
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Grazie per l'attenzione!
Enzo
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