Dalla Sicilia cronaca di Ragusa 8 agosto 2005 Protesta al Cpt, 19 denuncie Ragusa. La protesta dei giorni scorsi al Centro di pronta accoglienza di viale Napoleone Colajanni iscenata da gruppi provenienti dal Campeggio Nazionale antirazzista, non poteva non avere degli strascichi di natura giudiziaria. Da parte della Digos della questura infatti , una volta ultimato il lavoro di individuazione dei vari sotteggi, si è proceduto al deferimento alla competente autorità giudiziaria di 19 persone che saranno chiamati a rispondere di reati vari: partecipazione a manifestazione non preavvisata e quindi non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, invasione di edificio pubblico, manifestazioni sediziose, false generalità e favoreggiamento personale. Le indagini, sempre da parte del personale della Digos, proseguono nell’intento di giungere in tempi brevi all’identificazione di altri partecipanti alla manifestazione di protesta del primo agosto al Cpt, e procedere quindi al successivo deferimento alla procura della Repubblica presso il Tribunale. A dare corpo alla protesta fuori programma, nel corso della visita al Centro, gestito diligentemente dal comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, dell’onorevole Katia Belillo del Gruppo Parlamentare dei Comunisti Italiani, erano stati infatti almeno in ottanta, provenienti come accennato, dal campeggio nazionale antirazzista in corso in provincia di Agrigento, nei pressi di Licata. All’uscita dell’on. Belillo dai locali del Centro approfittando dell’apertura del cancello con congegno automatico, gli “antirazzisti” giuntoi poco prima in zona, con mossa fulminea si introducevano arbitrariamente all’interno dell’area di ingresso recintata che precede la zona riservata alle ospiti straniere; e ciò allo scopo di attuare una eclatante protesta contro la istituzione dei centri di prima accoglienza in Italia. Come si ricorderà il gruppone di manifestanti veniva prontamente bloccato dal personale preposto ai servizi di vigilanza; veniva messa in pratica, con grande senso di responsabilità, un attiva opera di mediazione che impediva conseguenze più gravi e portava gli “antirazzisti a desistere dalla prosecuzione della protesta. Ritornava in giornata la calma all’interno del centro di accoglienza di viale Colajanni e successivamente si avevano anche delle dichiarazioni distensive da parte della stessa onorevole Belillo, ferma restando la linea politica antirazzista e quindi di netto contrasto alle leggi sulla immigrazione clandestina attualmente in vigore nel nostro paese. Ma l’episodio, naturalmente, non poteva passare inosservato. Ed ecco maturare le conseguenze, le prime , di cui si è riferito. Giovanni Pluchino
Giornale di Sicilia Cronaca di Ragusa 8 agosto 2005-08-08 Per le proteste al Cpt “segnalati “ 19 ragazzi Le forze dell’ordine usano la mano pesante nei confronti dei ragazzi che hanno manifestato contro i Centri di permanenza temporanea il primo agosto scorso. Come si ricorderà, un gruppo di giovani, provenienti dal campo di antirazzista di Licata, era riuscito ad entrare nel primo tratto del reclusorio di viale Napoleone Colajanni nel giorno in cui era venuta in visita la parlamentare dei Comunisti Italiani Katia Belillo. I giovani sono rimasti per qualche ora in quest’area, senza mai venire a contatto con le detenute perché separati da un ulteriore rete. Non ci sono state azioni eclatanti se non il tentativo di conoscere le storie di quelle donne rinchiuse senza nemmeno conoscerne il motivo. I ragazzi sono usciti nel tardo pomeriggio grazie alla mediazione del senatore Gianni Battaglia, che è entrato nella struttura insieme ad un avvocato, un medico e due interpreti della rete antirazzista. La serata si è conclusa così, con le dichiarazioni del parlamentare che spiegava le proprie perplessità circa le informazioni alle detenute sui propri diritti. Ieri l’Ufficio di Gabinetto della Questura ha diffuso una nota con la quale racconta i fatti e parla di un gruppo “ di circa ottanta appartenenti ad un’area antagonista” che “approfittando dell’apertura del cancello con congegno automatico si introduceva arbitrariamente all’interno dell’area d’ingresso recintata che precede la zona riservata alle straniere trattenute allo scopo di attuare una protesta contro l’istituzione dei Cpt in italia”. Nel comunicato si dice che i manifestanti “venivano prontamente fermati dal personale preposto ai servizi di vigilanza ed a seguito di un’opera di mediazione desistevano dalla prosecuzione della protesta nel corso della medesima giornata”. Conclusione del racconto, la Digos ha identificato e denunciato alla magistratura diciannove persone. Lungo l’elenco dei reati che avrebbero commesso i giovani: manifestazione non preavvisata, resistenza a pubblico ufficiale, invasione di edificio pubblico, e manifestazioni sediziose, false generalità e favoreggiamento personale. C’è di più, l’indagine non è terminata, la polizia sta proseguendo nell’identificare gli altri partecipanti alla manifestazione per deferirli all’autorità giudiziaria. La Polizia, rispettando le disposizioni emanate per casi di questo genere, hanno applicato la massima severità contro questa sorta di manifestazioni: da qui la denuncia per i giovani. I ragazzi dal canto loro hanno contravvenuto ad alcune regole, anche se alcuni reati ipotizzati nella denuncia potrebbero essere alleggeriti dall’esame che farà della vicenda l’autorità giudiziaria che avrà il compito di vagliare le ipotesi di violazione delle leggi che la Questura contesta in questa prima fase dell’indagine. Davide Bocchieri
Sempre dal “Giornale di Sicilia” cronaca di Ragusa 8 agosto 2005 Le dichiarazioni del senatore Gianni Battaglia: Il parlamentare: “ Grande rispetto per il lavoro dei poliziotti ma la manifestazione è stata civile, confido nel buonsenso” In quel pomeriggio del 1 agosto, il senatore Gianni battaglia, è entrato nel centro di viale Colajanni, assieme ad una piccola delegazione composta da un avvocato, un medico e due interpreti della rete antirazzista. “ devo anzitutto premettere il grande rispetto che nutro nei confronti del lavoro dei poliziotti che svolgono la loro attività in condizioni difficili, al centro di permanenza temporanea, di viale Colajanni, operano all’interno di un container – dichiara il senatore diessino Gianni Battaglia, raggiunto telefonicamente – Detto questo, però credo che la protesta sia stata da un lato condivisibile nel merito e dall’altro non abbia travalicato i termini di civiltà. I ragazzi erano animati da uno spirito di solidarietà e di aiuto, volevano non solo protestare contro il Cpt in quanto tale ma conoscere le storie delle donne presenti nel centro e come potevano agire per aiutarle. Dall’altro lato si è trattato, di un’ azione contenuta e civile. A questo punto mi auguro che si tratti del classico 2atto dovuto” e spero che alla fine possa prevaler il buon senso. Mi auguro anche – di de Battaglia- che tra le segnalazioni alla procura non ci siano le persone che hanno fornito le loro generalità per comporre la delegazione che è entrata con me al centro. La delegazione una volta entrata con me ha svolto un’opera di informazione nei confronti delle donne del Cpt. Questa è un’appendice un po’ sgradevole anche se comprendo che si tratta di un atto dovuto. La delegazione ha fato un’opera d’informazione ed allo stesso tempo ha potuto verificare direttamente la realtà, conoscerla. Spero veramente che si tratti solo di un atto dovuto. Per quanto mi riguarda mi farò carico di fornire una testimonianza mia personale, di quanto ho potuto vedere e constatare nel pomeriggio del 1 agosto. Non comprendo però l’opportunità del comunicato stampa della questura ed il fatto che in esso siano ipotizzati i reati. Si potevano rappres4entare i fatti: ai magistrati il compito di verificare eventuali illeciti per cui valga la pena di avviare procedure.
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