Il «Rattazzo» di Porta Ticinese «opzionato» per 1,2 milioni di euro. Negli anni ’70, fu punto di riferimento per operai e intellettuali. Tra i frequentatori Gad Lerner e Adriano Sofri. Potrebbe esser stato comprato da Dolce e Gabbana.
Al Ticinese non si parla d’altro. Con la saracinesca del bar Rattazzo, lo storico ritrovo della sinistra milanese, potrebbe chiudersi un’epoca. Quella delle trattorie, dei muratori pagati a cottimo che mangiano fegatini e del popolo con l’eskimo. Dopo 43 anni di attività Pietro Rattazzo sembra pronto a vendere. Avrebbe ceduto all’offerta di Dolce e Gabbana, che in corso di Porta Ticinese 83 apriranno una boutique . Lui e la moglie Maria Rita negano da dietro il bancone. «Non vendiamo e non siamo in trattativa», dicono. «Certo, il locale è un pezzo della storia di Milano - ammette Pietro -. Di qui è passata gente di tutti i tipi, operai, contestatori, intellettuali». Qualche nome. «Nanni Balestrini, Enrico Deaglio, Enrico Mentana, Gad Lerner, Adriano Sofri, Tony Negri, Guido Salvini». A pochi metri c’era la sede di Democrazia proletaria e tutta la sinistra, dal ’68, ai gruppi extraparlamentari, ai ragazzi dei centri sociali, è passata dal Rattazzo. Nonostante la smentita «ufficiale», nel quartiere tutti ne parlano. Vengono fuori anche i particolari dell’affare: la prima offerta sarebbe arrivata da Versace. Poi, sempre tramite la Fim (società di via Montenapoleone che fa da intermediaria per le griffe della moda), si sarebbero fatti avanti Dolce e Gabbana. Questa volta sul piatto c’era una cifra irrinunciabile: un milione e 200 mila euro. L’offerta è per la sola buonuscita, fissata per il 31 dicembre 2005, Rattazzo resterebbe proprietario dell’immobile. «Lo dicono tutti e so che Pietro l’ha confidato a un amico che ha un locale nella via», conferma un vicino di negozio. «Ha già chiuso l’affare - dice Paul, del ristorante indiano dietro l’angolo -, lo so da fonte certa». Lo sa anche Atomo Tinelli, consigliere comunale di Rifondazione comunista e habitué del bar. «Negli anni più belli e difficili della città Rattazzo è stato un punto di riferimento -. Pietro ha resistito per anni, ora ha ceduto perché il figlio non lo aiuta più. Non andrà in pensione però, si comprerà un bar più piccolo». Il Rattazzo è rimasto lo stesso di quarant’anni fa, ma il Ticinese gli è cambiato intorno. Un anno fa è arrivato Armani Jeans. Il logo della Fim campeggia su molte saracinesche abbassate, come quella del vecchio forno al 76, mentre Cavalli entrerà nei locali della tabaccheria Iron. E chi non ha ancora ricevuto l’offerta di acquisto, la aspetta con ansia.
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