ecco gli articoli usciti oggi sui giornali locali sugli sviluppi derivati dal pestaggio di Pino Monaco a Schio domenica.
Il Giornale di Vicenza
1)«Polizia e Cc intervenuti in 3 secondi» 2)Rischia di perdere un occhio l’avvocato di Bari aggredito in piazza 3)La lettera di Pino Monaco sul Giornale di Vicenza: http://italy.indymedia.org/news/2005/07/832612.php
1)Filmato della Digos documenta il pestaggio al corteo e il corretto operato delle forze dell’ordine
«Polizia e Cc intervenuti in 3 secondi»
I fotogrammi individuano alcuni dei responsabili
(d. n.) «L’intervento è stato del tutto tempestivo. I filmati lo dimostrano. Come è chiaro pure che la manifestazione, a parte l’episodio in questione, si è svolta regolarmente, e che il servizio di ordine pubblico è stato pianificato e svolto a dovere». Il questore Dario Rotondi difende l’operato di polizia e carabinieri. Ora, agli inquirenti, non resta che acciuffare i responsabili del pestaggio del leccese Pino Monaco, 45 anni, portavoce di Alternativa sociale per la Puglia al quale è stato fratturato uno zigomo. Per il questore Rotondi è stato un fine settimana difficile. Tanto sabato - le Guardie padane di Vicenza - che domenica - Alessandra Mussolini - hanno chiesto le sue dimissioni. Ma il numero uno della polizia vicentina si dice sereno. «Sono convinto di aver agito bene, sia per non aver consentito la ronda delle Guardie padane che nell’organizzazione dell’ordine pubblico a Schio». In merito al pestaggio di Monaco il pm Marco Peraro ha autorizzato la divulgazione di foto e filmati girati da agenti della Digos in piazza Rossi, teatro dell’aggressione. Effettivamente le riprese parlano chiaro: due agenti in borghese, indicati con le frecce nelle foto, erano a distanza di qualche metro da Monaco quando è stato aggredito da alcuni giovani della sinistra antagonista. E sono intervenuti in tre secondi esatti per allontanare gli aggressori. Come si fa a dire che la polizia ha assistito al pestaggio senza fare nulla? «L’intervento tempestivo ha evitato degenerazioni. Tutti hanno fatto il loro dovere». Rotondi smentisce che qualche poliziotto possa aver consigliato Monaco di passare fra gli attivisti dei centri sociali («un’ipotesi inverosimile»). Nè altre provocazioni, come il falò in piazza, sono state impedite. Resta da capire il comportamento del pugliese, che ha deciso di passare fra i giovani con le bandiere di Che Guevara con una croce celtica al collo. Una scelta consapevole o un errore strategico? In queste ore i poliziotti stanno lavorando per attribuire le responsabilità a coloro che hanno violato il codice penale domenica mattina a Schio. Oltre ai due responsabili del pestaggio (che dovranno rispondere di lesioni), ci sono da scovare coloro che hanno imbrattato di escrementi la piazza, e altri che hanno superato il limite della provocazione e della dialettica politica. La Digos, con il vicequestore Edoardo Cuozzo, sta studiando i filmati per dare un nome a tutti i responsabili. A lavoro ultimato sarà il pm a decidere se richiedere provvedimenti restrittivi.
2)Rischia di perdere un occhio l’avvocato di Bari aggredito in piazza
«La polizia ci aveva detto di passare tra i manifestanti di sinistra: avevano assicurato agenti in tenuta antisommossa»
di Luca Valente
Rischia di perdere un occhio l’avvocato Pino Monaco, aggredito domenica dai manifestanti di estrema sinistra. Già rientrato a Bari, il 43enne coordinatore pugliese di Alternativa Sociale ha visto aggravarsi le sue condizioni. Ad aggiornare il quadro clinico è la compagna Alessandra Marano, che, col fratello Sandro e la fidanzata di questi, Mariella Celie, faceva parte del quartetto transitato in piazza Rossi. «L’occhio sinistro - sostiene la donna - inizia a non muoversi, ci sono dei frammenti ossei nell’orbita. Pino dovrà farsi operare per le fratture allo zigomo, alla mascella e alla mandibola, dovute ai colpi che ha ricevuto quando era a terra. Io mi sono buttata su di lui per proteggergli la testa, ma quelle bestie cercavano di togliermi, lo volevano morto. Quando siamo stati assaliti al grido di “fascisti di m…” abbiamo accelerato, a testa bassa, ma è stato inutile. E i poliziotti sono intervenuti in ritardo. In ospedale, comunque, il personale è stato gentilissimo e sono venute a trovarci tante persone di Schio che nemmeno ci conoscevano». Lo stesso Monaco racconta gli istanti precedenti l’aggressione: «Eravamo arrivati in albergo la sera prima e la domenica mattina volevamo recarci alla commemorazione. Avendo chiesto alla polizia schierata in massa la strada più opportuna, ci è stata indicata proprio quella che ci costringeva ad attraversare la piazza dove c’erano i manifestanti di sinistra, con la garanzia che nulla sarebbe successo in quanto gli stessi erano circondati da poliziotti in tenuta antisommossa. E oggi mi ritrovo le dichiarazioni “giustificative” dei responsabili dei partiti di sinistra, come se fossi talmente idiota da andare con tre amici a provocare centinaia di manifestanti di colore politico opposto». Il violento episodio non è stato l’unico a portare tensione in piazza domenica mattina: gli striscioni appesi alla balconata del Duomo non sono stati graditi dall’arciprete don Ludovico Furian, che ha tolto di forza quello più offensivo, “7/7/1945 giustizia è stata fatta”. «Già la mattina - spiega il sacerdote - avevo chiesto inutilmente che fossero rimossi gli striscioni appesi abusivamente scavalcando i cancelli. Dopo la messa sono stato avvisato di quest’altro, un insulto intollerabile in un luogo sacro. Mi hanno accusato di essere dell’altra parte, ma io sono solo con il Vangelo. Una parte dei manifestanti ha capito, tanto che tra di loro è scoppiato un fortissimo dissidio. Per l’anno prossimo, se la cosa si ripeterà, dovrò cautelarmi». Il giorno dopo la manifestazione, infine, critico sulla presenza della Mussolini è il Movimento sociale fiamma tricolore che ha partecipato con una sua delegazione alla cerimonia, ma che in una nota sottolinea che «non può più essere tollerata la presenza ipocrita e strumentale dell’on. Mussolini, che al parlamento europeo ha votato a favore della risoluzione di condanna del fascismo». ____________________________________________________________
Il Gazzettino:
1)Encomio per gli agenti digos, lo propone il questore 2)IL SINDACO LUIGI DALLA VIA
1)SCHIO IL GIORNO DOPO Monta la polemica. Sull�aggressione al coordinatore pugliese di Azione sociale, la polizia respinge le accuse dell�on. Mussolini
Encomio per gli agenti digos, lo propone il questore
Dario Rotondi: «Siamo intervenuti con tempestività e professionalità evitando che la situazione degenerasse». La prova dei filmati
L'onorevole Alessandra Mussolini chiede la sua testa. Lui, Dario Rotondi, questore di Vicenza, risponde proponendo un encomio per i due agenti della digos che hanno agito «in maniera tempestiva e mettendo a rischio la propria incolumità personale». Continua a distanza il duello fra la segretaria nazionale di Alternativa ingaggiato immediatamente dopo l'aggressione al coordinatore regionale pugliese di Azione Sociale Pino Monaco sul selciato di piazza Duomo a Schio, domenica mattina, poco prima dell'inizio della corteo organizzato dal popolo della destra per commemorare l'eccidio di numerosi fascisti in carcere, il 7 luglio del 1945 per mano partigiana. La parlamentare, a Schio come madrina della manifestazione, aveva accusato polizia e carabinieri di aver assistito al pestaggio senza fare nulla, informando e investendo quindi dell'accaduto sia il ministro Pisano, che il sottosegretario Mantovano. Ancora ieri sul sito ufficiale di "Libertà d'Azione", circa i fatti di Schio si leggeva: «A sole ventiquattro ore di distanza dall'aggressione subita da un militante di Alternativa Sociale a Taranto, l'episodio si ripete in una piazza a Schio dove il Coordinatore Regionale della Puglia Pino Monaco è stato vilmente aggredito e pestato a sangue, riportando fratture alla mandibola, da un centinaio di appartenenti ai centri sociali (questi sarebbero i cosiddetti disobbedienti civili) che vedendolo a terra privo di sensi battevano le mani ed urlavano uno di meno, il tutto con le Forze dell'Ordine presenti e che non intervenivano». Versione smentita categoricamente dal questore che rimanda le accuse al mittente anche sulla base di prove documentali concrete. Ieri infatti, la polizia ha esaminato i filmati relativi all'episodio contestato: i poliziotti in borghese, mescolati ai dimostranti della sinistra antagonista, secondo i segnati sui frame della registrazione, si sono frapposti fra gli aggressori e Monaco in meno di tre secondi e tutto l'azione sembra ne sia durata otto. «Tutto il personale schierato in campo - è il commento di Rotondi - ha fatto il suo dovere assicurando l'incolumità innanzi tutto dei cittadini. È stato solo grazie alla professionalità degli uomini in servizio d'ordine se la situazione non è degenerata nel peggiore dei modi». Sul fronte delle indagini, prosegue l'attività di polizia giudiziaria condotta da digos e squadra mobile. Ieri mattina i rispettivi dirigenti, Edoardo Cuozzo e Michele Marchese, si sono recati in questura per consegnare quanto raccolto al magistrato. Per il momento non c'è nulla di ufficiale. Si sa solo che si sta procedendo in collaborazione con le questure di tutto il Veneto, estendendo accertamenti e riscontri all'intero mondo della sinistra estrema e anarchica. L'obiettivo primario rimane quello di assicurare alla giustizia i responsabili del gesto esecrabile ai danni di Monaco, ma anche di verificare tutta una serie di responsabilità che esula dal caso specifico. Il cerchio si sta comunque stringendo attorno a due attivisti, uno die quali vicentino, che rischiano una denuncia per lesioni personali con l'eventuale aggravante prevista dall'articolo 61 del Codice penale, circa i motivi abbietti o futili per cui si è agito: nella fattispecie potrebbe essere addotto l'odio antifascista. Monica Andolfatto
2) IL SINDACO LUIGI DALLA VIA
Schio - «La città ha subito ancora una volta violenza, non solo quella fisica, ma anche quella ignobile della strumentalizzazione». Queste le parole del sindaco all'indomani della manifestazione che ha portato a Schio un migliaio di nostalgici della Repubblica Sociale per commemorare i morti dell'eccidio. «Una pagina negativa per la città - afferma Luigi Dalla Via - Schio ha commemorato i suoi morti con la messa celebrata giovedì scorso in duomo. Lì c'era la città con i suoi rappresentanti, con i familiari delle vittime. La manifestazione di domenica è stata solo una strumentalizzazione politica dalla quale la città ha preso le distanze isolandola». E, in effetti, nel corteo che ha sfilato per le vie del centro storico si vedevano solo gagliardetti e bandiere di nostalgici provenienti da tante città d'Italia; poche persone erano di Schio, una decina di giovani dietro uno striscione. Schio, insomma, non c'era. E c'era poco anche nella contromanifestazione organizzata dell'estrema sinistra che ha richiamato militanti dalla provincia e da fuori. Schio, evidentemente, dopo sessant'anni di incomprensioni e di rancori, vuol vivere serenamente lasciandosi alle spalle episodi senz'altro gravi ma che ormai appartengono alla storia e che non possono tenerla in ostaggio; soprattutto dopo l'atto di conciliazione tra familiari delle vittime dell'eccidio e associazioni partigiane. Probabilmente questo sarà l'ultimo anno di raduni naziskin: da più parti, infatti, si sente dire che quando il 17 maggio è stato firmato il patto di riconciliazione l'organizzazione della manifestazione era ormai in fase avanzata e che non si poteva tornare indietro. Una manifestazione che ha registrato il ferimento di un esponente nazionale di Azione Giovani. «Nessuna aggressione, invece-afferma un comunicato di Continuità Ideale- nei riguardi di Emanuele Righele, figlio dell'assessore Emilia Laugelli- si tratta di una notizia falsa e tendenziosa. Il sindaco si assuma le responsabilità morali per quanto accaduto in questi giorni e chieda scusa pubblicamente all'aggredito». Una nota arriva anche dal coordinamento regionale del Veneto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore: «Il coordinamento condanna fermamente l'atteggiamento falso ed opportunista assunto da Alessandra Mussolini. Prende ufficialmente le distanze da chi, in sintonia con il proprio passato cinematografico, ha partecipato al corteo di Schio, sospinta più dalla propensione all'esibizionismo e dalla ricerca di esposizione mediatica, che dalla purezza di spirito e dalla Fede. Dopo che Alessandra Mussolini ha votato, in Parlamento europeo, a favore della risoluzione di condanna del Fascismo, non può più essere tollerata la sua presenza ipocrita e strumentale, soprattutto come madrina dell'iniziativa».
www.inventati.org/mediablitz
|