oggi sul Giornale di Vicenza nella pagina delle lettere c'è la ricostruzione di Pino Monaco, il coordinatore regionale pugliese di Alternativa Sociale pestato a Schio domenica.
Ecco la lettera pubblicata oggi sul Giornale di Vicenza di Pino Monaco.. tra parentesi quadre quello che è successo veramente.
Eccidio/1 «Sono partiti in 30 per picchiarci»
Vorrei ringraziare prima di tutto i suoi collaboratori e, tramite il suo quotidiano, la meravigliosa città di Schio per l’assistenza e la solidarietà espressami dai suoi cittadini, in occasione di una delle peggiori giornate della mia vita. Premetto che ho 43 anni, sono un avvocato e non vado certo provocando la gente[ come mai allora quando a Pino Monaco è stato "consigliato" di andarsene, questo si è messo in posizione stile boxe urlando con tono provocatorio e da sfida "io faccio quello che voglio"], anzi ho sempre condannato la lotta violenta fra opposti estremismi, avendo vissuto quella epoca che tanti lutti e dolore arrecò a migliaia di famiglie italiane. Ciò premesso è doveroso da parte mia ribadire la verità dei fatti accaduti a Schio il 10 luglio: eravamo arrivati in albergo con un collega e le nostre due ragazze la sera prima e la domenica mattina volevamo recarci alla commemorazione dell’eccidio di Schio; chiedemmo alla Polizia schierata in massa la strada più opportuna e ci fu indicata proprio quella che ci costringeva ad attraversare la piazza dove c’erano i manifestanti di sinistra, con la garanzia che nulla sarebbe successo in quanto gli stessi erano circondati da poliziotti in tenuta antisommossa. Sta di fatto che, arrivati a qualche metro dalla piazza, una trentina[è stato "toccato" da 2 o 3 persone al massimo] di “bestie feroci” è partita verso di noi[non è vero, Pino Monaco è passato sotto la statua di Alessandro Rossi proprio in mezzo ai manifestanti ed è per questo che è stato notato] con insulti, calci e pugni, colpendo anche le ragazze che erano con noi; quando sono svenuto a causa dei colpi ricevuti e mentre la ragazza faceva scudo al mio capo per evitare che i “coraggiosi” mi finissero, solo allora sono intervenuti alcuni poliziotti i quali mi hanno trascinato sotto i portici, impedendo agli aggressori di avvicinarsi. Durante questo “splendido esempio di coraggio”, gli altri manifestanti con bandiere di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e della “gloriosa” Associazione Nazionale Partigiani esultavano per l’eroico atto dei loro compagni, invitando gli stessi al colpo di grazia e cercando di ostacolare l’arrivo dell’ambulanza. Oggi ho una commozione celebrale, più fratture al volto e una contusione ad un ginocchio. Nel rispetto delle diverse tesi politiche, a parti inverse, io mi sarei preoccupato soprattutto di condannare il gesto e portare solidarietà al malcapitato; invece mi ritrovo le dichiarazioni “giustificative” dei responsabili dai partiti di sinistra, come se fossi talmente idiota da andare con tre amici a provocare centinaia di manifestanti di colore politico opposto[per fortuna che se lo dice da solo di essere un idiota, perchè proprio così ha fatto, Pino Monaco e company con tanto di celtiche al collo potevano tranquillamente passare dall'altra parte della piazza dalla parte dei bar e nessuno l'avrebbe notato, invece è venuto proprio in mezzo con tanto di ragazza che insultava più di lui..] Nonostante tutto avendo vissuto i famigerati anni ’70 continuerò ad impedire che questi fatti ritornino. Spero, ma non credo, che da sinistra avvenga lo stesso. Avv. Pino Monaco coordinatore regionale
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