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Saya: «Eravamo in 150, farò i nomi al giudice»
by personaggi da burletta???? Sunday, Jul. 03, 2005 at 1:00 PM mail:

Genova, il ministro Pisanu avvia il procedimento di sospensione dei poliziotti indagati. L’inchiesta sull’«antiterrorismo» parallelo. Il Dap mise in guardia gli agenti. L’ipotesi di contatti con gli 007.

«La magistratura non conosce tutti gli elenchi dei nostri iscritti, ma io ho 150 schede personali degli aderenti al Dipartimento di Studi Strategici Antiterrorismo e ho intenzione di portarle tutte ai giudici». Quella di Gaetano Saya, fondatore del Dssa, da venerdì agli arresti domiciliari a Firenze con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’usurpazione di pubbliche funzioni, è una dichiarazione di collaborazione che ha il sapore della provocazione. Mentre Saya continua a dichiarare «legale» la sua organizzazione di «lotta al terrorismo islamico», che raccoglieva civili con la passione per l’intelligence e le armi e appartenenti alle forze dell’ordine, il procuratore capo di Genova Francesco Lalla ribadisce che «solo le autorità istituzionali possono e debbono garantire la legalità». Lalla ha anche aggiunto che le forze di polizia istituzionali non erano a conoscenza dell’attività del Dssa.

LA DELIBERA - La «polizia parallela» si dava compiti come «limitare e controllare l’accesso dei terroristi alle risorse finanziare» o «massimizzare l’individuazione di terroristi e prevenire attacchi». Tutti scopi contenuti nella «delibera» con cui il Dssa si fonda poco dopo l’attentato dell’11 marzo a Madrid. «Delibera» che Saya e il suo braccio destro Riccardo Sindoca (agli arresti domiciliari a Pavia) inviano a Viminale, presidenza del Consiglio, Sismi e Sisde (dove però non sarebbe mai arrivata), organi di polizia.

LA SOSPENSIONE - Saya e i suoi si autoproclamano paladini della sicurezza del cittadino, reclutano quel che possono tra le forze dell’ordine. Fra i 22 indagati dalla procura genovese tre sono poliziotti in servizio, uno è un poliziotto in pensione, due carabinieri, un finanziere, cinque guardie carcerarie. E ieri il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu ha disposto «l’immediato avvio del procedimento di sospensione cautelare dei tre agenti di polizia coinvolti nell’indagine della sedicente Dssa». Gli agenti sono accusati anche di aver cercato informazioni nella banca dati del Viminale per trasferirle al Dssa. Ora Saya dice: «Ho molti nomi nei miei elenchi». E rilascia interviste per dire che tutti lo conoscevano, da Ratzinger in giù. Sicuramente nei suoi elenchi ci sono i nomi di appartenenti alle forze dell’ordine che erano stati contattati. Alcuni avevano ascoltato Saya per allontanarsi poi rendendosi conto del pericolo. È il caso di un vicequestore in Toscana (che i magistrati hanno quindi valutato di non dover indagare).

TINEBRA - L’attività di reclutamento fra le guardie carcerarie non era passata inosservata, tanto che il direttore del Dap Giovanni Tinebra aveva mandato una nota negli istituti penitenziari per mettere in guardia dal Dssa. E nelle intercettazioni telefoniche gli aspiranti «gladiatori» si sfogano contro il «rosso» Tinebra. Dai loro colloqui è evidente che sanno di essere «ascoltati». A fornirgli notizia sulle indagini che li riguardano ci pensa più volte l’ex maresciallo dei carabinieri Giovanni Vergottini che sembrerebbe prendere le informazioni da suoi ex colleghi. Un’altra persona che sostiene di essere ben introdotta in alcuni Palazzi e avere contatti con i Servizi è l’imprenditore romano Gilberto Di Benedetto. Sono questi due, secondo gli investigatori, i personaggi più «interessanti». Saya e Sindoca saranno interrogati mercoledì dal gip di Genova. Intanto, i giudici hanno ribadito loro, con ordinanza aggiuntiva, che la custodia cautelare ai domiciliari comporta l’obbligo di parlare solo con gli stretti familiari. Ha ottenuto i domiciliari anche l’ex poliziotto Salvatore Costanzo, arrestato venerdì a Milano per detenzione di due pistole non denunciate.

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Operazione porco rosso
by dal corriere Sunday, Jul. 03, 2005 at 1:04 PM mail:

Via al sequestro di Battisti. La Dssa ave intenzione di rapire il ricercato appartenente alle Brigate Rosse (????). Ma non l'ha mai trovato.

GENOVA - Il signor Bruno Rossi era «lì da portar via». Sicuro, garantito. Una operazione che avrebbe portato al Dipartimento «visibilità e porti d'armi come piovesse». Il 14 settembre 2004 l'agente di polizia penitenziaria Marco Campidani, inquadrato come «capo divisione», è al telefono con il capo, Riccardo Sindoca, che si sta lamentando perché è rimasto in mezzo al traffico di Milano. Gli parla della preda, Bruno Rossi, ovvero BR come Brigate rosse, ovvero, con un ulteriore sforzo di fantasia, Cesare Battisti, l'ex terrorista fuggito dalla Francia, più correntemente definito nella miriade di intercettazioni di questa indagine come «il porco» oppure «porco rosso».
Campidani, uno dei fedelissimi, dice di aver sentito il «comandante» e Sindoca chiede al suo uomo se è vero che «il porco» si trova in Corsica. Dovrebbe. «Il comandante mi ha parlato dei due famosi che hanno visto ieri…». Magari ha semplicemente letto un quotidiano che proprio quel giorno lancia l'ipotesi della presenza del latitante sull'isola. I due si fanno qualche risata. Campidani confessa di essere ancora un po' spaesato, l'arruolamento nel Dipartimento gli ha cambiato la vita: «Sono entrato in una baraonda di intrighi, però mi piace, anche se non ci capisco un c…». Sindoca, tranquillizzante: «E' roba da Cia… cosa vuoi che capiscano questi metronotte che ci intercettano». In effetti, i metronotte stanno ascoltando. E prendono nota dell'«ambizioso progetto», come lo definisce Saya in un'altra telefonata. Scovare Cesare Battisti, ormai latitante da due mesi, e consegnarlo al Viminale. D'altronde, spiega Campidani, è solo questione di tempo per avere la conferma di quanto annunciato dal giornale, armarsi e partire. «Stasera mi rincontrerò con un amico della Legion Etrangere che sta in stand by per ritornare giù». Sindoca gli dice che ha capito, le informazioni gli arrivano da «quello che hanno ferito in faccia mentre si trovava in macchina».
In effetti, l'informatore è stato ferito, non in Corsica ma in Iraq, qualche mese prima. Era un amico di Fabrizio Quattrocchi, ligure come lui. Intorno al progetto-Battisti, sicuramente il più ambizioso mai elaborato dal Dipartimento, girano i nomi di altre due persone che sono state vicine alla guardia del corpo uccisa vicino a Bagdad. Per il commando che avrebbe dovuto sequestrare il fondatore dei Proletari Armati per il Comunismo erano stati nominati anche Luigi Valle, il quarantenne di Sori reduce dall'Iraq, e un'altra body guard genovese. Comunque, le notizie su «Bruno Rossi» non andranno mai oltre quelle diffuse dalla stampa, e pochi giorni dopo il Dipartimento tornerà alle altre attività. Perfetta esemplificazione di tutta la storia della «polizia parallela», fiumi di parole e pochissimi fatti. C'è da rimanere basiti alla lettura delle 128 pagine che compongono l'ordinanza contro il «Dipartimento». Certo, si intravede la potenziale pericolosità di certi personaggi, e l'illegalità di certi comportamenti. Ma poco altro, se non una valanga di insulti che riguardano praticamente tutto l'arco costituzionale. Vanno da Fassino a Bossi, passando per Gianfranco Fini, Giuseppe Pisanu, il capo della Polizia (quella vera) Gianni De Gennaro, il direttore del Dap Giuseppe Tinebra. Per tutti, epiteti di ogni genere, invariabilmente seguiti dall'aggettivo evidentemente ritenuto più sprezzante: «comunista». «Il Dssa è dotato di una struttura gerarchica nell'ambito della quale Sindoca e Saya si sono attribuiti ruoli apicali», scrive il Gip.
Gli uomini più importanti della struttura sono il vice sovrintendente di polizia Giuseppe Scarano, l'assistente capo Giuseppe Francavilla, il maresciallo dei carabinieri a riposo Giovanni Vergottini, un ex elicotterista: secondo l'accusa, sono loro che su richiesta di Saya e Sindoca consultavano il cervellone del Viminale al quale avevano accesso per trarne notizie e dati. C'era poi la quarta divisione, di fatto l'unica, della quale facevano parte quasi tutti gli affiliati. Era incaricata dei lavori sul campo. Battisti, ma anche il pedinamento di un cittadino marocchino a Vigevano, gli appostamenti alla stazione Termini. A vederla così, sembra una cosa seria. E forse lo sarebbe diventata. Quelli del Dipartimento erano ambiziosi, e sul loro sito si erano attribuiti una medaglia. Fabrizio Quattrocchi, c'era scritto, era uno di loro. Bugie. Uno degli episodi più vergognosi di questa storia riguarda proprio un video che riprende la guardia del corpo pochi giorni prima della sua uccisione. E' pensato per la fidanzata Alice, verso la quale ci sono parole affettuose. Passato di mano dai (presunti) amici a Saya, diventa la prova della sua militanza nel Dipartimento, affidato a Gilberto Di Benedetto e messo all'asta. La verità è un'altra. In una telefonata del 15 novembre 2004, Saya dice: «Quello è morto in una data, e noi siamo nati molto dopo. Io Quattrocchi non sapevo nemmeno chi fosse, prima che ne parlassero in televisione».

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VEDI GELLI CHE GLI HA SCRITTO DELLE BELLE LETTERINE !
by ERA UGUALE ALLA FOTO DEL SITO Monday, Jul. 04, 2005 at 8:13 PM mail:

Di che città è Gaetano Saya ?
Dove vive ?
Di che vive?


lo conoscevano e lui li può riconoscere: percio è in pericolo di vita !

Dietro di lui c'é la manonera,la mafia organizzata,la massoneria di palazzo giustiniani, Gaetano Saya é un pupazzo in mano a Licio Gelli e Silvio il Berluska ...

Cari compagni,

io sono di Milano,un paio di volte mi sono appostato in Via Pier Capponi dove i tizi si riuniscono,ebbene un via vai di Jaguar con lampeggianti ecc.ecc.

Con a bordo c'era SAYA,almeno così mi sembró(ERA UGUALE ALLA FOTO DEL SITO: http://www.destranazionale.org/curriculum.html )
auto con scritto REPUBBLICA ITALIANA CORPO POLITICO DESTRA NAZIONALE anche queste con tutte quelle schifezze,luci, sirene e orpelli vari !
Ora tu dici sono cazzari forse,forse ma con tanti quattrini,inoltre si muovono con i modi di chi si sente stapotente.
Poi con l'affetto dei miei circa 50 anni,fidati pure questi anche da lontano e sottovento puzzano di GOLPE .....

GOLPE ISTITUZIONALE O GOLPE RIVOLUZIONARIO:SONO STATO CHIARO?

VEDI GELLI CHE GLI HA SCRITTO DELLE BELLE LETTERINE !


http://www.conspiracyarchive.com/

Gaetano Saya é un pupazzo in mano a Licio Gelli e Silvio il Berluska ...

http://italy.indymedia.org/news/2003/05/285050_comment.php#825529


Perchè se arriviamo tardi è possibile che ce lo perdiamo, che arrivino tardi i suoi burattinai ed allora gli taglino i fili .... perchè non possa piu rivelare le sue scomode verità !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Capito mi hai ?

http://italy.indymedia.org/news/2005/07/825656_comment.php#826837

http://italy.indymedia.org/news/2005/07/825656_comment.php#826837

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Saya speva nulla degli attentati londinesi di questa mattina?
by eh? Thursday, Jul. 07, 2005 at 10:37 PM mail:

Sapeva mica nulla?
e perchè mai non ne ha parlato pria?

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Risulta che
by Il corvo della Procura di GE Tuesday, Oct. 11, 2005 at 11:47 AM mail:

Risulta dall'indagine di genova che quelli che oggi chiamano buffoni, avevano inviato circa sei mesi prima a tutti i cazzo di enti una relazione dove dicevano che il 7 di luglio ci sarebbe stato un attentato tra la manica londra e milano.
I vari bastardi ovviamente non hanno fatto un cazzo e ore visto che la verità scotta li hanno sputtanati!

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la vita del verme
by gesuino Tuesday, Oct. 11, 2005 at 12:04 PM mail:

LA VITA

Gaetano Saya nasce a Messina nel 1956, cresciuto dal nonno Matteo Francesco Gesuino, che aveva servito nel Regio Esercito ed era stato presente alla marcia su Roma, il quale gli aveva inculcato l'amore per la Patria; fin da giovanissimo simpatizza per il Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale e nel 1970 appena quattordicenne partecipa alle giornate di Reggio Calabria (rivolta per il capoluogo), a diciotto anni si arruola nel disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, dopo l'addestramento e una breve permanenza, viene ingaggiato dai Servizi Segreti della N.A.T.O. esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo. Raggiunti i massimi livelli si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo dell'Ufficio R del S.I.D. e divenuto successivamente capo del SISMI, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale. Nel Novembre 1997, viene citato come principale teste d'accusa della Procura della Repubblica di Palermo, nel processo contro Giulio Andreotti dove Gaetano Saya accusa Andreotti di essere il mandante dell'omicidio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa; verità rivelatagli dal Generale ed amico fraterno Giuseppe Santovito. Congedatosi dai Servizi, e messosi in "sonno" Massonico, decide insieme ad un gruppo di provata fedeltà di dar vita al movimento politico, voluto da Almirante ed iniquamente soppresso, "Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale". Gaetano Saya diviene così il capo assoluto di questa formazione politica. Laureato in Legge e Scienze Politiche, Cavaliere dell'Ordre International de la Paix. Il primo Dicembre 2002 in Milano è stato nominato Presidente onorario dell' U.N.F.P. (Unione Nazionale Forze di Polizia), il primo sindacato di Polizia interforze. Di recente aveva assunto la Direzione Generale dell'Ente denominato: Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo - Interforze di Polizia; in funzione Antiterrorismo Islamico. Proprio questo suo ultimo impegno, svolto con sacrificio, è stato motivo da parte della magistratura comunista e filo-islamica, asservita alla causa del terrore più che a quella dei cittadini Italiani, per trarlo in arresto con accuse ridicole e pretestuose al fine di bloccare l'attività di un Ente regolarmente costituito e notificato e che aveva portato a importanti scoperte nell'ambito del terrorismo internazionale.



© COPYRIGHT 2005 MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE - NUOVO M.S.I.


domandina per l'Unione ed il suo leader Prodi:

quand'è che le forze dell'ordine torneranno ad essere tali?
che prevede il programma dell'Unione in tal senso?

N.B Può rispondere anche Mastella, Parisi, Pecoraro, Rutelli, e persino Bertinotti.

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