«Noi eravamo incolonnati e tranquilli, quando quelli di estrema sinistra ci hanno tirato i mattoni...», è la versione di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Diverso il racconto dei 12 carabinieri del Battaglione Lazio sorpresi in piazza delle Camelie: «Quelli di destra erano in 60, avevano i caschi e poi mazze e bandiere, volevano sfondare, ci hanno lanciato sassi e bottiglie». Sabato di guerriglia a Centocelle, manifestazione non autorizzata: 6 ragazzi di destra arrestati, sette carabinieri e un poliziotto all’ospedale. Fiore ora accusa: «Il questore di Roma è contro di noi. Ha chiare simpatie di sinistra». Il caso si fa politico.
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Centocelle, 7 militari e un poliziotto in ospedale. Roberto Fiore: «Siamo stati caricati, il questore ha simpatie di sinistra». Forza Nuova in piazza, scontri e feriti.
Già il 4 giugno scorso, a Centocelle, Forza Nuova avrebbe voluto manifestare. Ma quello era il giorno della liberazione di Roma dal nazifascismo e Centocelle è un quartiere di sinistra, che non dimentica e non ha dimenticato. Così, per evitare problemi di ordine pubblico, il presidio di Forza Nuova in piazza Cantalice non fu autorizzato. Ieri, il bis. Ma stavolta i ragazzi di destra volevano entrare comunque. «Racconterò quello che è successo davanti ai giudici, quelli di sinistra che stavano alle spalle dei carabinieri ci hanno tirato i sassi, quindi i carabinieri stessi ci hanno caricato pesantemente, io pure ho preso qualche manganellata - attacca Roberto Fiore - La verità è che il questore Marcello Fulvi sembra avere chiare simpatie di sinistra, proibisce a noi tutte le manifestazioni e chiude i centri sociali di destra. Un tempo, per i cortei non autorizzati, c’erano le denunce e basta. Ora invece si usa una mano durissima. Ma noi non abbandoneremo le piazze, continueremo anzi la nostra lotta in difesa della libertà dei cittadini». Volevano manifestare a tutela del «made in Italy», quelli di Forza Nuova: contro l’invasione dei prodotti cinesi, contro lo sfruttamento degli operai e dei bambini con gli occhi a mandorla, contro le multinazionali che se ne approfittano selvaggiamente. Ma Centocelle da sempre è zona rossa e c’erano presìdi di giovani di sinistra un po’ dovunque: davanti al centro sociale Forte Prenestino, in via dei Glicini, in via Balzani, via della Primavera. Ma soprattutto c’erano più di cento, tra poliziotti e carabinieri, a sorvegliare dalle 8 del mattino tutte le possibili entrate del quartiere. In piazza delle Camelie, alle 17.45, all’angolo tra via Casilina e via Tor de’ Schiavi, stavano schierati 12 carabinieri della II e III compagnia del Battaglione Lazio: «Ci siamo trovati davanti all’improvviso circa 60 ragazzi con i caschi integrali, armati di spranghe, bastoni, fumogeni, le bandiere tricolori con la fiamma e le croci celtiche - raccontano - ma noi non abbiamo indietreggiato, anzi li abbiamo respinti. Due di noi sono rimasti feriti. L’autoblindo porta i segni indiscutibili delle sassate. Dopo 5 minuti, però, sono arrivati i rinforzi. Altri carabinieri e poliziotti. E insieme li abbiamo messi in fuga per due chilometri su via Casilina fino al parco di via dei Gordiani». Per venti minuti via Casilina è impazzita. Traffico fermo, un elicottero in cielo, il trenino della Roma-Pantano bloccato, c’è chi diceva che i ragazzi avessero utilizzato proprio la ferrovia per eludere i controlli fitti delle forze dell’ordine e raggiungere così il luogo previsto per lo sfondamento. Di sicuro, i sassi lanciati erano stati raccolti lungo la strada ferrata. I manifestanti alla fine si sono dispersi, una voce allarmata li dava diretti verso il campo nomadi di via dei Gordiani, per un possibile raid. Voce infondata, fortunatamente.
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