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[Repressione] Lettera di un compagno anarchico in Carcere
by Black_Cat Saturday, Jun. 18, 2005 at 1:33 PM mail:

Lettera di Salvo da Salerno


Operazione Nottetempo
16 giugno 2005
Cari amici e cari compagni, vi mando un saluto attraverso queste righe e un ringraziamento per tutta la solidarietà che io e i miei compagni colpiti dalla repressione abbiamo ricevuto. Io cerco di essere tranquilla e forte perché questa follia dovrà finire prima o poi. La tenacia di chi non si rassegna all'iniquità e allo sfruttamento che ogni giorno si abbattono sulle teste di milioni di esclusi,evidentemente dà molto fastidio. Ma questo deve farci capire che cio' che paga è solo la lotta.Solo alzando la testa potremo sentirci veramente liberi in questa società-galera che noi vogliamo cambiare. Forse è un sogno ma, come ha scritto qualcuno, meglio un sogno sublime che una tremenda realtà.
Vi allego alcune parti di alcune lettere di Salvatore dal carcere di Salerno. Poichè le lettere sono personali si tratta di estrapolazioni: ma non vi preoccupate, non le ho travisate come fanno gli sbirri.

11 giugno 2005
Da oggi alle 14.30 mi trovo nel carcere di Salerno. Ieri mi hanno comunicato che sarei stato tradotto e solo stamattina sul furgone ho saputo la mia destinazione.Mi hanno svegliato alle 5.30, alle 6.00 sono sceso e alle 7.00 ero sul furgone della traduzione, con altri detenuti, fra cui Saverio.
Gli altri due detenuti che erano con noi sapevano già di dover andare a Melfi e sinceramente speravamo che a Melfi lasciassero anche me e Saverio,sia per stare insieme,si perché gli altri ci dicevano che quel carcere era buono..Purtroppo una volta sul blindato abbiamo chiesto alla scorta e ci hanno detto che Saverio restava a Melfi, mentre io ero destinato a Salerno.Questo carcere non è uno di quelli di nuova costruzione ,ma è vecchio ed è stato ristrutturato,"abbellito".La cosa che mi pare di aver notato subito(ma puo' essere che mi sbagli) è la severità delle guardie:devi tenere una certa posizione,camminare sempre vicino al muro e mi hanno detto che quando passa la conta(ore 8,16,20) bisogna stare in piedi vicino alla branda.Dopo le formalità in matricola,mi hanno messo in cella d'isolamento e non ci sono altri detenuti attorno a me,quindi non posso praticamente chiedere nulla al momento.
La cella in cui mi ritrovo è allucinante, sembra quella di un ospedale psichiatrico. Ho il letto, il tavolo è inchiodato all muro al di sotto della tv ma la cosa veramente squallida è che c'è un lavandino e la tazza del cesso piantati nella stanza, aperti, senza chiusura. La tazza è proprio vicino al cancello e hanno montato un pannello di legno che ti copre alla vista di quelli che passano, anche se dire che copre è usare un eufemismo, infatti si vede praticamente tutto. Lo scarico non funziona neanche bene. La luce si accende e si spegne solo dall'esterno, ed anche la tv possono spegnermela da fuori. Al medico ho detto che sono vegetariano ma non gli è fregato un cazzo. Mah! spero solo che non mi lascino troppo in isolamento, per calendario mi sono dovuto scrivere la data a penna sul muro, per evitare di perdere il conto.

12 giugno 2005
Stamattina sono sceso a fare l'aria:mi hanno messo da solo in un cortiletto 7x8 metri alle spalle della mia cella, per un'ora. Uscendo all'aria ho potuto constatare che questo è un vecchio carcere, la struttura è completamente diversa da quella di Lecce.Purtroppo non posso chiedere nulla neanche al lavorante che porta i pasti perché, contrariamente a quanto avviene a Lecce,q ui ci sono due sbirri che lo seguono. Gli altri detenuti non ho idea dove facciano l'aria dal momento che dove ero io non ho sentito nessuna voce; l'aria (si fa per dire) dove ero io ha i muri alti circa sette metri ma, al contrario di quella di Lecce, non ha la rete metallica sopra. Non ho idea di che genere di carcere sia questo,c omunque arrivando non mi è sembrato piccolissimo, almeno dal poco che riuscivo a vedere dal furgone.

13 giugno 2005
Qui le cose non vanno bene, stamattina verso le 8.00 sono arrivate una quindicina di guardie, mi hanno fatto una perquisizione corporale in cella, dopodicchè mi hanno fatto uscire e hanno perquisito la cella e quando sono tornato ho trovato le mie poche cose tutte all'aria, ed ho dovuto sistemare tutto. Ho chiesto di poter fare la doccia e mi ci hanno mandato:due docce luride che non vedono mai una spugna ed in piu' l'acqua era fredda. Alle nove sono andato all'aria nel solito cortile,c he tra l'altro hanno perquisito dopo la mia cella, e sono tornato giusto ora: pensa che mi impediscono anche di portare un libro all'aria, e stare soli senza far niente è parecchio scaglionante. Mi sembra una situazione veramente allucinante, non so cosa credono che siano gli anarchici, e perché mi stanno facendo tutto cio', ma questa situazione in cui non so nulla mi fa stare male anche se cerco di stare molto tranquillo. Il fatto è che fino a quando ero a Lecce i giorni volavano, mentre qui, in queste condizioni, un giorno dura un eternità. Come se non bastasse la notte,ogni tanto, accendono la luce in cella. E' una situazione talmente strana e incerta, comunque io sono forte e fiero.
Sai, quello che diciamo sul carcere, e cioè che è un mezzo di annientamento psico-fisico, ora credo di capire veramente cosa voglia dire, credo veramente che sia cosi'.

Ore 13.30,circa
E' venuto vicino alla cella un signore ben vestito e mi ha detto di avvicinarmi. Si è qualificato come il direttore.Gli ho chiesto come mai mi trovo in questa situazione di isolamento, e mi ha risposto che ci sono disposizioni dal Ministero in merito, che devo essere tenuto in stanza singola, e non sa dirmi per quanto tempo. Si è anche meravigliato che io mi trovi qui, in quanto ancora giudicabile, ha detto che non potrebbero tenermi fuori dalla competenza territoriale ma che secondo lui l'isolamento non puo' durare tanto e che comunque non puo' farci niente.
Al direttore avevo anche detto che volevo telefonare e mi ha mandato il centralinista. Questi mi ha detto che mi avrebbe fatto chiamare domani, solo che dopo un po' è tornato e mi ha detto che, nel mio dossier, mancava la fotocopia della bolletta che mia madre aveva spedito. Ha quindi chiamato a Lecce, per informarsi se non avessi già fatto le due telefonate, ma a Lecce gli hanno detto che quella fotocopia della bolletta loro non ce l'avevano, ed hanno negato che io avessi già chiamato mia madre dal carcere di Lecce il 30-5 e che per oggi mi avevano autorizzato un'altra telefonata. Non ho parole.
Oggi,dopo la storiaccia della perquisa, sono un po' piu' sereno e sono riuscito a mangiare di piu'.

14 giugno 2005
Quando vado all'aria da solo è una gran noia, ma è anche l'unica via per respirare un po' d'aria fuori dalla cella, cosa che faccio a pieni polmoni, e per vedere il cielo. Dalla mia finestra, infatti, non vedo un granchè, perché oltre alle sbarre c'è una doppia rete metallica a quadratini piccolissimi. Anche dal passeggio, essendo molto piccolo e con le mura alte, la porzione di cielo che riesco a vedere è davvero minima.
Io, anche in isolamento, sto imparando comunque a gestire meglio le giornate, anche se purtroppo questi sono i giorni con piu' ore di luce all'anno. Purtroppo i bastardi non mi fanno neanche dormire bene, interrompendomi il sonno con continui controlli notturni, accendendomi la luce in cella.
...Non vedo l'ora di iniziare a ricevere corrispondenza anche qui a Salerno, mi sarà di enorme aiuto.
... Ho l'impressione che il lavorante (un detenuto che lavora in carcere portando i pasti agli altri detenuti), a cui ho detto di essere vegetariano, ha riferito in cucina di farmi sempre qualcosa senza carne e pesce, perché oggi per esempio di fagiolini c'era solo una porzione per me. Se è cosi'mi fa piacere, perché significa che la solidarietà tra detenuti non riescono a togliercela. E d'altra parte non abbiamo sempre ripetuto che la solidarietà è alla base delle lotte degli sfruttati?

di Venerdì, 17 Giugno 2005 - 02:05 PM

Fonte: http://www.anarcotico.net/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=4336&mode=thread&order=0&thold=0

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minchia... z Sunday, Jun. 19, 2005 at 11:03 AM
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