Licenziamenti Alcatel
Il 26 maggio 2005 i lavoratori del Service Team di Alcatel Italia denunciano il tentativo di Alcatel di procedere alla terza cessione di un folto gruppo di un centinaio di lavoratori. Tale cessione non ha alcun fondamento giuridico in quanto non si configura una cessione di ramo d'azienda, ma per ammissione dello stesso ufficio personale di Alcatel solo di alcuni lavoratori che sono stati inseriti in alcuni centri di costo. Questi dipendenti sono provenienti da varie altre aree aziendali, e sono stati inseriti sulla carta in questi centri di costo con il solo fine di disfarsene. Da dire inoltre che il Service Team non ha caratteristiche di autonomia organizzativa ed economica e pertanto non è comunque neppure a livello di Service Team configurabile la cessione di ramo aziendale, cosa che invece Alcatel nei documenti ufficiali delle due precedenti vergognose espulsioni ha dichiarato con la sottoscrizione del sindacato. L'ufficio personale di Alcatel di Vimercate lamenta un calo di lavoro, ma questo è conseguenza logica anche del fatto che lo stesso ogni anno rimpolpa i centri di costo condannati all'espulsione con un centinaio di lavoratori che guarda caso poi si ritrovano in esubero. I lavoratori di Alcatel denunciano e testimoniano in assemblea e lo faranno sempre la verità e cioè che queste "cessioni" hanno il solo scopo di disfarsi dei lavoratori che vengono scelti nominativamente dall'azienda in contrasto con le disposizioni di legge riguardanti il licenziamento del personale. Le due precedenti cessioni ad aziende del gruppo Intelfin fatte senza che quest'ultime avessero lavoro sufficiente per i nuovi lavoratori acquisiti provano che Alcatel è a conoscenza della mala fede di queste società. Questo è un altro tentativo di Alcatel di mascherare come cessione d'azienda una cessione di lavoratori che richiederebbe il consenso degli stessi. Giova ricordare che le molteplici professionalità presenti nei centri di costo condannati sono ampiamente fungibili con numerose altre figure presenti in Alcatel e quindi senza alcun fondamento l'ipotesi che per questo centinaio di lavoratori non c'è più il lavoro in Alcatel. Giova anche ricordare come Alcatel abbia sempre sfruttato il lavoro straordinario non pagandolo ai dipendenti, nello stesso fase in cui si disfava di altri lavoratori. Alcatel ricorre inoltre a forme di lavoro temporaneo e precario che non sono legittime nel caso in cui si voglia ridurre il personale per esuberi. Esistono quindi gli spazi per una ricollocazione in azienda anche di questi lavoratori condannati dall'ufficio personale.
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