rassegna stampa da lecce
Slogan contro mons. Ruppi e contro don Cesare Lodeserto – ex direttore del “Regina Pacis” – durante il corteo di protesta degli anarchici contro gli arresti
LECCE - «La pagherete! Ve la faremo pagare!». Sono gli slogan intimidatori lanciati all’indirizzo dell’arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi, e di don Cesare Lodeserto, ex direttore del centro di accoglienza temporanea “Regina Pacis”, da alcuni dei circa 400 anarchici che hanno sfilato nel pomeriggio per le strade di Lecce. La manifestazione si è svolta senza problemi: l’unico momento di tensione c’è stato quando i manifestanti sono arrivati davanti al duomo della città e hanno inveito contro l’arcivescovo e don Cesare, quest’ultimo da tempo agli arresti (prima in carcere, poi ai domiciliari) per presunti abusi compiuti nella gestione del Cpt. La manifestazione, voluta dal gruppo anarchico leccese “Capolinea Occupato”, è stata organizzata per protestare contro il provvedimento di arresto che la magistratura leccese ha fatto notificare a cinque salentini il 12 maggio scorso con l’accusa di aver preso parte a un’associazione finalizzata all’eversione dell’ordine democratico. Gli indagati sono accusati di aver tentato, dal 2003 al 2004, di destabilizzare l’ordinamento democratico con una serie di atti intimidatori e attentati incendiari, messi in atto per protestare anche contro la Curia salentina per aver voluto il Cpt Regina Pacis di San Foca. Al corteo hanno partecipato molti anarchici provenienti da fuori provincia ed esponenti di alcune associazioni e movimenti. Presenti anche i Cobas di Brindisi e Taranto. I manifestanti sono partiti da via Adua, nei pressi di Porta Napoli, hanno poi attraversato il centro cittadino, fino a raggiungere corso Vittorio Emanuele, vicino al duomo, oggetto nell’estate 2003 di un attentato incendiario, come simbolo della lotta anticlericalista. Proprio vicino al duomo i manifestanti hanno tenuto un piccolo comizio di protesta. Sul corteo hanno vigilato oltre 150 agenti delle forze di polizia.
La Gazzetta del Mezzogiorno
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«Anarchici liberi» Corteo di solidarietà con i giovani arrestati
LECCE Un corteo di solidarietà per i cinque anarchici arrestati la settimana scorsa a Lecce, con l'accusa di associazione eversiva, partirà oggi dal centro di Lecce - per la precisione Porta Napoli - intorno alle 15. Apriranno il corteo gli «anarchici al capolinea», dietro i quali sfileranno i Cobas di Brindisi, Lecce e Taranto, esponenti di Rifondazione comunista e dei circoli Arci della provincia, la Rete No-Cpt di Bari e il collettivo «Iqbal Masiq». Chiedono «libertà per Saverio, Salvatore, Annalisa, Marina e Cristian» e annunciano che si è costituito un comitato di «controinformazione e mobilitazione politica, per lottare contro la logica repressiva, la criminalizzazione del dissenso e dell'attivismo politico antagonista in Italia». Intanto, tra le accuse rivolte ai cinque ragazzi di «Spazio anarchico», c'è quella di aver fomentato rivolte all'interno del cpt Regina Pacis e di aver minacciato la famiglia dell'ex gestore del centro, don Cesare Lo Deserto, attualmente sotto processo per violenza a sedici immigrati maghrebini e sequestro di persona. «L'arresto dei 5 compagni anarchici», dice Bobo Aprile, dei Cobas di Brindisi, «era qualcosa che ci aspettavamo da tempo». Nella relazione di apertura dell'anno giudiziario, il riferimento alla necessità di colpire gli «anarchici insurrezionalisti» di Lecce era fortemente presente, così come le affermazioni dell'ultra integralista sottosegretario all'interno, Alfredo Mantovano. Le accuse rivolte ai cinque arrestati sono un elenco di manifestazioni e iniziative realizzate a Lecce nel corso degli ultimi anni, esattamente come era già accaduto a Taranto e nell'inchiesta sulla rete del Sud Ribelle: le manifestazioni diventano un unico grande disegno criminosoe come tale, affermano i giudici, va perseguito. Questa inchiesta, sembra evidente, cerca di colpire chi agisce quotidianamente contro ingiustizie come quelle dei cpt, del Regina Pacis appunto, oppure contro i furti che la famiglia Benetton realizza contro la etnia mapuche in Argentina, o contro la vivisezione, o per difendere i diritti cancellati che rendono sempre più precaria la nostra vita». La manifestazione di solidarietà non terminerà domani, ma proseguirà anche domenica 22: in mattinata, alle 11, si terrà un'assemblea su «Carcere e repressione» e «Cpt e il mondo delle espulsioni», mentre alle 14, infine, ci sarà un presidio sotto il carcere di Lecce.
ANTONIO MASSARI
Il Manifesto 21/5/2005
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