Messaggero Veneto 21 maggio 2005
SABATO, 21 MAGGIO 2005 Pagina 3 - Udine Inquinamento: la Regione diffida l’Abs Stop allo smog o si rischia la chiusura dell’impianto della Ziu di ALBERTO LAUBER
È stata notificata giovedì ai vertici dell’Abs l’annunciata diffida della Regione che impone alle acciaierie di Cargnacco di provvedere immediatamente all’adeguamento di tutti gli impianti anti-inquinamento. In caso contrario la Regione potrebbe addirittura giungere alla revoca dell’autorizzazione e alla chiusura dell’impianto. Il provvedimento della Direzione centrale ambiente giunge dopo una serie di rilevamenti e sopralluoghi in azienda compiuti dall’Arpa. E proprio l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente aveva sottolineato – in una nota del 12 maggio – «che le analisi della qualità dell’aria hanno confermato un notevole peggioramento relativamente alla concentrazione di pressochè tutti i metalli a dimostrazione di una decisa minor efficacia dei sistemi di segregazione, captazione e abbattimento dei fumi». «L’Arpa – si legge ancora nel documento – attribuisce tale peggioramento a un naturale invecchiamento e a una scarsa manutenzione dei sistemi di aspirazione relativi sia al forno Eaf che al forno Danarc e alla mancata attuazione di interventi migliorativi relativi anche ad altre fonti». I rilevamenti dell’Arpa e gli sfondamenti dei limiti per quanto riguarda la presenza di polveri sottili nella Ziu avevano anche provocato la reazione dei comitati di cittadini che vivono nella Zona industriale udinese. La decisa presa di posizione della Regione costringe ora l’Abs a fornire risposte precise. «Dopo la notifica di giovedì abbiamo già fissato un appuntamento con la dirigenza dell’Abs che lunedì verrà nei nostri uffici» ha spiegato ieri l’ingegner Pierpaolo Gubertini, direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico e ambientale della Direzione regionale ambiente e lavori pubblici. «Abbiamo già avuto un primo scambio di impressioni – ha proseguito il direttore che ha personalmente firmato la diffida – e l’azienda si è dimostrata molta disponibile. Già lunedì cominceremo a discutere sui prossimi passi da compiere. Poi ci sarà una riunione con l’Arpa. L’Abs ha riconosciuto alcune manchevolezze gestionali. Si è detta disposta a seguire le nostre indicazioni e ad attivare le procedure necessarie. Bisogna comunque dire che dal 2002, tecnicamente, le cose sono state fatte e con buoni risultati». Nonostante questi riconoscimenti, la diffida della Regione impone tempi e procedure precise all’azienda di Cargnacco. Uno dei punti principali del documento (di cui riportiamo in alto gli articoli) rimarca infatti che «la Abs deve immediatamente assumere provvedimenti tali da garantire che tutte le attività produttive dello stabilimento vengano eseguite con la piena operatività degli impianti di abbattimento esistenti». La Regione concede poi 30 giorni per produrre «un documento riportante in dettaglio i tempi necessari» per la messa in sicurezza degli impianti; per effettuare «interventi di manutenzione e sigillatura al sistema di segregazione del forno Eaf e del forno Danarc al fine di garantire la completa aspirazione dei fumi prodotti nella fasi di lavorazione effettuate a volta aperta»; per presentare un progetto preliminare degli adeguamenti. La diffida della Regione riporta comunque una importamente precisazione: in una nota dell’11 maggio dell’Ass 4 «non si rilevano specifiche emergenze sanitarie nella zona circostante lo stabilimento dell’Abs salvo il rischio implicito connesso al superamento del numero massimo di sforamenti dell’inquinante Pm10 fissati dalla normativa vigente». L’avvocato Giuseppe Campeis, legale dell’Abs, chiarisce però che l’azienda non avrà difficoltà a soddisfare le richieste della Regione: «Ora si apre un contraddittorio fra l’azienda e la Regione. Credo sia un fatto positivo operare una verifica preventiva congiunta. Bisogna comunque ricordare che l’Abs è avanzatissima rispetto ad altre realtà e che l’azienda di Cargnacco ha già fatto o sta facendo ciò che gli viene chiesto dalla Regione».
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