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TORINO - Cariche di polizia davanti al Cpt
by speed Saturday, May. 21, 2005 at 7:15 PM mail:

«I cittadini devono capire - ha detto il migrante, uscito dal centro da qualche giorno - che lì dentro non ci sono dei criminali ma persone che non hanno commesso alcun reato»

da "il manifesto" del 21 Maggio 2005
TORINO
Cariche di polizia davanti al Cpt

Un arresto e otto agenti contusi dopo un'iniziativa per gli immigrati
ORSOLA CASAGRANDE,

Otto agenti contusi e un militante del centro Askatasuna arrestato sono il bilancio degli incidenti avvenuti ieri sera a Torino davanti al centro detenzione di corso Brunelleschi, all'interno del quale continua lo sciopero della fame degli immigrati. Ieri mattina la situazione all'interno del centro era più tranquilla anche se i migranti detenuti hanno confermato che lo sciopero continua e che una terza persona era stata ricoverata in ospedale dopo aver ingoiato qualcosa. La rivolta è scoppiata nella notte tra mercoledì e giovedì con il tentativo di fermare l'ennesima deportazione di gruppo. I migranti (una sessantina) hanno dunque cominciato lo sciopero della fame e qualcuno anche quello della sete. Qualche materasso è stato dato alle fiamme, ma la polizia è intervenuta immediatamente. In ospedale sono finiti almeno due cittadini stranieri. Giovedì sera davanti al centro si sono raggruppate diverse decine di persone per manifestare la loro solidarietà ai migranti in lotta. Qualcuno ha cercato di fare un buco sul muro del centro ma la polizia è intervenuta caricando i manifestanti. La tensione è salita ulteriormente con una sassaiola. Alla fine della manifestazione otto sarebbero stati gli agenti contusi, ma un giovane del centro sociale Askatasuna è stato arrestato mentre rientrava a casa. Per lui l'accusa è di resistenza e lesioni, e ci potrebbero essere altri denunciati. L'Askatasuna ha indetto per oggi un presidio davanti al centro di detenzione per rinnovare la solidarietà ai migranti. Da corso Brunelleschi poi il presidio si sposterà davanti al carcere delle Vallette, dove è detenuto il giovane arrestato mercoledì.

L'altra sera dopo il presidio le decine di partecipanti hanno deciso di partire in corteo per rendere partecipe anche la città di quanto si sta compiendo sotto i suoi occhi, spesso tra l'indifferenza dei cittadini. L'informazione su quanto avviene quotidianamente nei centri di detenzione è infatti una delle richieste che proprio i detenuti rivolgono all'esterno. Lo ha detto bene un cittadino straniero rinchiuso nel centro milanese di via Corelli, che ha partecipato ad un dibattito su Radio Black Out. In via Corelli i migranti stanno attuando una protesta ormai da diverse settimane. «I cittadini devono capire - ha detto il migrante, uscito dal centro da qualche giorno - che lì dentro non ci sono dei criminali ma persone che non hanno commesso alcun reato». Ed è questo forse l'aspetto più aberrante di questi centri che di per sé sono un'aberrazione, in quanto in aperta violazione dei più elementari diritti umani. Non si contano ormai più i casi di cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, magari da dieci anni, con famiglia che finiscono nei centri per cavilli burocratici o espulsioni vecchie di anni.

A Torino mercoledì sera il corteo partito dal Brunelleschi ha ricordato i due cittadini senegalesi uccisi dalla polizia la settimana scorsa. E ha sottolineato, pur continuando a solidarizzare con le lotte degli autoferrotranvieri, che il clima xenofobo e razzista si è fatto ancora più aspro da quando i controllori della Gtt (il gruppo trasporti Torino) hanno la possibilità, in accordo con la questura, di fermare i cittadini stranieri sprovvisti di documenti e di consegnarli direttamente alle forze dell'ordine che si occupano di portarli nel cpt. E quello di Torino è tra i più efficienti d'Italia per numero di espulsioni e rapidità nelle deportazioni.

«La situazione nel centro - dice Marilde Provera, deputata di Rifondazione - è di fortissimo disagio. La tensione è molto alta e anche l'esasperazione. Del resto per molti detenuti è proprio la detenzione a risultare incomprensibile: non capiscono perché sono rinchiusi». Quanto ai servizi Provera sottolinea che sono molto «improvvisati. Queste persone sono rinchiuse in container, senza servizi igienici adeguati. E la Croce rossa non svolge funzione di mediazione, ma ha quasi una visione militare del suo ruolo».
http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/428f5337821ec.html

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