Un´adesione vicina all´80 per cento. "È la testimonianza del malessere dei lavoratori". Lo sciopero blocca la città. Atm attacca: un´azione inutile. Le otto ore di blocco di tram e metrò hanno rafforzato la polemica tra sindacati e azienda.
La piena riuscita anche a Milano dello sciopero di otto ore degli autoferrotranvieri di Cgil, Cisl e Uil, con punte di adesione tra il 75 e l´80 per cento ha, se possibile, ulteriormente rinfocolato la polemica tra l´Atm e i sindacati. In mezzo, i molti milanesi che sono rimasti in coda, intrappolati nel traffico congestionato. In centro come all´ingresso delle tangenziali. Tram, bus e metrò sono rimasti nei depositi dalle 8,45 alle 15. E dalle 18 alle 19,45. Mentre i treni delle Ferrovie Nord, compreso il Malpensa Express, non hanno circolato dalle 9 alle 16,30. «È stata la prova - ha commentato il segretario della Filt Cgil - che quello della malattia per i lavoratori è un problema esistente, che va risolto velocemente, seguendo la strada degli altri contratti di lavoro». Dello stesso avviso, il segretario lombardo della Fit Cisl Dario Balotta: «Lo stato del malessere dei lavoratori - denuncia il sindacalista - risulta ben evidente dalla enorme partecipazione allo sciopero». Di parere opposto, il direttore generale dell´Atm Roberto Massetti: «È stato uno sciopero preventivo e inutile. Dal momento che l´azienda ha già detto che continuerà a pagare i primi tre giorni di malattia ai dipendenti anche in futuro. Abbiamo solo chiesto ai sindacati di aiutarci a combattere l´astensionismo, che da noi è il doppio. Per colpa dei furbi, ci sono altri che sono costretti a lavorare di più». Il segretario generale della Cisl Fulvio Giacomassi, invece, rinvia al mittente la proposta ed esclude ogni possibile accordo locale sulla malattia. «Il problema della franchigia va risolto a livello nazionale, l´Atm, invece, deve uscire allo scoperto se vuole discutere di riorganizzazione del lavoro. Non ascolteremo le sirene di Soresina e Massetti. I lavoratori temono che con la divisione della società perdano i diritti previsti dai loro rispettivi contratti». Anche la Provincia si schiera con gli autoferrotranvieri. «L´alta partecipazione allo sciopero - spiega l´assessore provinciale ai Trasporti Paolo Matteucci - deve fare riflettere. La migliore qualità dei servizi e la maggiore efficienza delle aziende non devono passare sopra i diritti fondamentali dei lavoratori».
|