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Iraq: ad al Madain non ci sono ostaggi, la storia è falsa
by am Monday, Apr. 18, 2005 at 10:57 AM mail:

cosa diranno ora i nostri TG?

Iraq: ad al Madain non ci sono ostaggi, la storia è falsa

Baghdad, 18 aprile - Non c'è traccia né di ostaggi, né di combattenti iracheni nella città di al Madain, a sud di Baghdad. Il generale Mohammed Sabri Latif, delle truppe speciali irachene entrate all'alba in città, ha detto all'Afp che l'intero abitato è sotto controllo, che sono state perquisite le case dove si sosteneva ci fossero gli ostaggi, ma nessuno è stato trovato: la città è tranquilla, non presenta alcun segno di violenza e tantomeno di uccisioni. Egli ha aggiunto che se c'era qualcuno, potrebbe essere fuggito.

Sono stati il premier uscente Iyad Allawi, il suo ministro di Stato per la sicurezza nazionale Kassim Daoud, il consigliere per la sicurezza nazionale Mouwaffak al Rubaie e qualche esponente politico sciita ad aver alimentato le voci false. Per Abdul Salem al Kubayssi dell'Associazione degli ulema si è trattato di una gigantesca montatuta per avere la scusa di assaltare la città e arrestare coloro che potevamo avere relazioni con la resistenza irachena. 

arabmonitor

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niente
by e Monday, Apr. 18, 2005 at 11:29 AM mail:

faranno finta di niente,

come il sito de La Repubblica che dopo aver scritto per giorni di essere in "ansia per gli ostaggi sciiti" oggi non scrive niente.


ps_ ve li immaginate i giornalisti di repubblica in ansia per gli ostaggi sciiti?

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misteriosi
by Panzanella Monday, Apr. 18, 2005 at 11:37 AM mail:


ecco la repubblica siore e siori puntuale con un concentrato di scemenze. continuano a parlare di "mistero" .

si dice BUFALA signori, si scrive BUFALA e si pronuncia BUFALA.

il "mistero" è quello nei vostri cervelli.







Truppe governative e Usa attaccano nella città di Madaen
Il gruppo terrorista di Zarqawi accusa: "Solo una manovra"

Iraq, il giallo del villaggio sciita
Uccisa una pacifista americana
Bomba contro Marla Ruzicka, "portavoce" delle vittime civili


Marla Ruzicka (a destra) con una donna irachena
BAGDAD - Che cosa sta succedendo nella cittadina irachena di Madaen? Il giallo degli sciiti sequestrati da un gruppo di miliziani sunniti si fa più fitto, con le fonti che riferiscono notizie contrastanti. Secondo l'Associated Press, le forze di sicurezza irachene appoggiate da truppe americane hanno liberato ieri almeno 15 famiglie sciite che erano state sequestrate da guerriglieri sunniti. L'agenzia Reuters, invece, smentisce che i militari abbiano scoperto tracce di un sequestro di massa, ma che si siano limitati a liberare un paio di ostaggi. L'allarme per il rapimento collettivo - a questo punto si può chiamarlo "presunto" - era stato dato da un funzionario della gerarchia sciita venerdì sera. Il religioso aveva segnalato che i ribelli minacciavano una strage se la popolazione sciita non avesse abbandonato la città. Ma già sul numero degli ostaggi c'erano incertezze: qualcuno parlava di 80 rapiti, altri facevano una stima doppia.
L'arrivo di americani e truppe governative, dicono fonti di Bagdad, ha trovato "forte resistenza". Ma con un messaggio su Internet, l'ala irachena di Al Qaeda guidata da Al Zarqawi ha smentito che a Madaen ci siano stati sequestri, e ha accusato i governativi di voler solo "occupare la città".

In più, proprio fuori dell'abitato di Madaen la polizia irachena ha trovato 19 corpi non identificati. Secondo la tv al Iraqiya, la polizia sostiene che i cadaveri sono "vittime di operazioni terroristiche avvenute qualche tempo fa", ma non fornisce altri dettagli.

Sulla strada per l'aeroporto di Bagdad un'autobomba è esplosa contro un'altra auto di passaggio uccidendo quattro persone. Una delle vittime è Marla Ruzicka, operatrice umanitaria americana e anima della organizzazione "Campagna per le vittime innocenti". Di origine californiana, la Ruzicka era famosa nell'ambiente della cooperazione internazionale per la tenacia con la quale seguiva i suoi obiettivi. Dopo essere stata capace di strappare al Senato americano 2,5 milioni di dollari per le vittime civili dell'intervento in Afghanistan, si era impegnata per gli iracheni, contribuendo con le sue pressioni alla decisione Usa di stanziare 10 milioni di dollari per le vittime civili.

Intanto dagli Usa arrivano notizie poco consolanti per la ricostruzione del paese: se nel 2003 il Pentagono parlava di un "cantiere Iraq", la realtà è ancora lontana. Il controllo dei progetti di ricostruzione è passato al Dipartimento di Stato, che nei giorni scorsi, per la terza volta in nove mesi, ha presentato al Congresso le modifiche ai piani di ricostruzione, che riguardano quasi 5 miliardi di dollari di lavori dei 18 miliardi di aiuti stanziati dagli Usa. E' il terzo cambio di strategia deciso dal team di Condoleezza Rice: la decisione riguarda finanziamenti destinati in un primo momento a impianti elettrici, fognature, strutture petrolifere: secondo le nuove direttive, saranno investiti nella sicurezza.

(18 aprile 2005)



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L'ennesima menzogna
by xy Monday, Apr. 18, 2005 at 11:45 AM mail:

Questa del sequestro degli sciiti è l'ennesima menzogna fatta circolare per avere il pretesto per circondare la cittadina e rastrellarla palmo a palmo; questa volta non potevano dire ancora che Al Zarqawi si nascondeva da quelle parti.

Aspettiamo la prossima palla per giustificare futuri bombardamenti e rastrellamenti.

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BUFALA
by aggiornamento Monday, Apr. 18, 2005 at 11:48 AM mail:


NIENTE "MISTERI" PER AL JAZEERA:
NON CI SONO OSTAGGI.






The Iraqi army has found no hostages in the besieged town of al-Madain, where fighters have reportedly been holding Shia residents hostage.


A 1500-strong Iraqi force moved into al-Madain - known also as Salman Pak - 30km southeast of Baghdad, according to an AFP correspondent embedded with the US military. 

"The whole city is under control. We've secured houses where people said there were hostages. We could not find any. I don't think we'll find any," said Iraqi Brigadier-General Muhammad Sabri Latif on Monday. 

The military action followed reports that Sunni fighters had abducted dozens of people and had threatened to kill them unless all Shia left the town, although details on the situation had been sketchy and contradictory. 

"I think they (fighters) ran away to the other side of the river. Possibly they took hostages with them. There are no signs of any killings," said Latif. 

Hiding inside

As the Iraqi forces moved in, the streets were deserted, shops shuttered and most of the town's 7000 residents were hiding inside their homes fearing a military offensive. 

The incident threatens to raise
sectarian tensions"They (the fighters) have either left or are just laying low," said US Lieutenant-Colonel Michael Johnson. "The Iraqis have secured most of the town, from here on there will be a police presence in Salman Pak." 

Johnson said Iraqi forces were pushing south of the town along the Tigris to sweep through villages in the region. 

The latest incident threatened to raise sectarian tensions between the country's majority Shia, who won control of parliament in January, and the Sunnis, who have lost the privilege and power they enjoyed under the ousted government of Saddam Hussein. 

Al-Madain itself is built on the ruins of the ancient city of Cestiphon. 

Another Falluja

Abd al-Salam al-Kubaisi, a member of the influential and mostly Sunni Association of Muslim Scholars in Iraq (AMS) told Aljazeera that he had contacted some people in al-Madain and they confirmed there was a fierce attack on the town despite the apparent absence of fighters. 

"We can call this another Falluja ... the issue is a matter of pursuing resistance fighters in Baghdad"

Abd al-Salam al-Kubaisi,
AMS member"We can call this another Falluja," al-Kubaisi said. He went on to say that the Iraqi Interior Ministry announced on 14 April that there would be an attack against al-Madain town.

"We have urged them to keep the situation calm, but they have insisted to storm this safe city with its Sunni and Shia residents. Therefore, this operation comes to create a sectarian strife in the town," he added. 

Al-Huriya area in al-Wihda neighbourhood was raided 22 days ago although there were no fighters there, al-Kubaisi said. Five days later, all families were thrown out, he added.

"Therefore, the issue is a matter of pursuing resistance fighters in Baghdad," he said. "This is a US plan. Unfortunately, Iraqi National Guardsmen have been dragged into such operations."

Al-Madain witness

One resident, Ahmad al-Ubaidi, told Aljazeera: "Iraqi police forces and National Guards, backed by US troops, entered the centre of al-Madain on Monday at 7am. There was no resistance at all.

"Iraqi forces have searched citizens' houses in the town but found no hostages. Iraqi police have also confiscated some light arms from the citizens. They have even taken my light weapon," he added.

Al-Ubaidi said there are no armed fighters in the town.

"The area was safe and there was no resistance.

"Iraqi police forces asked me about hostages and I told them I was sure there are no hostages in the town. This information is incorrect," he added.

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FACCE COME IL CULO
by reuters Monday, Apr. 18, 2005 at 12:28 PM mail:


la Reuetrs all' origine della Bufala, niente autocritica, è colpa degli altri, di loro no anche se non hanno verifcato una beata minchia:


Iraq, vicenda degli ostaggi sciiti appare "gonfiata"
Mon April 18, 2005 10:09 AM GMT

di Akram Saleh

MADAEN, Iraq (Reuters) - Le forze irachene hanno oggi passato al setaccio una città vicino a Baghdad in cerca di prove sul presunto rapimento di decine di sciiti da parte di miliziani sunniti, mentre si consolida l'opinione che l'allarme sia stato gonfiato a scopi politici.

Cinque brigate delle truppe speciali del ministero dell'Interno sono entrate a Madaen, a 40 chilometri a sudest di Baghdad poco dopo l'alba, ma dopo una ricerca porta a porta durata alcune ore non hanno trovato traccia né di ostaggi né di ribelli.

"Non abbiamo trovato alcun ostaggio e non abbiamo arrestato terroristi", ha detto il colonnello Abu al-Jau, vice-comandante di brigata, al telefono a Reuters da Madaen, aggiungendo che non è stato sparato un solo colpo.

"La gente era molto spaventata, ma abbiamo detto di stare calmi, sono stati molto collaborativi", ha aggiunti.

Funzionari sciiti a Baghdad hanno detto sabato che fino a 150 sciiti erano stati presi come ostaggi da rivoltosi sunniti nella città e minacciati di morte se gli sciiti non se ne fossero andati.

Fin dall'inizio la polizia aveva avvertito che non piÃ1 di tre persone erano state trattenute in ostaggio e che la situazione era il risultato di minacce incrociate di rapimento tra tribÃ1 rivali, non l'inizio di un conflitto settario.

La confusione ha sottolineato la fragilità delle autorità irachene nel vuoto politico che ha fatto seguito alle elezioni di gennaio, dato che nessun governo è stato ancora formato.

Fazioni politiche rivali stanno conducendo una usurante lotta politica per conquistare posizioni nel nuovo esecutivo, in particolare i ministeri della Difesa e dell'Interno.

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BBC conferma
by niente ostaggi Monday, Apr. 18, 2005 at 12:36 PM mail:


'No hostages found' in Iraqi town
Iraqi police patrol outside Madain
Iraqi forces reportedly met with no resistance upon entering Madain
Iraqi forces have reportedly found no hostages in the Iraqi town of Madain, where Sunni militants were said to have taken scores of Shia captive.

The security forces say no one resisted their move to take control in the town.

A leading Sunni cleric has told the BBC the reports of hostage-taking were fabricated as an excuse to raid Madain.

Iraq's outgoing Prime Minister Iyad Allawi had described the reported hostage-taking as a "dirty atrocity" designed to foment sectarian strife.

Reports say a force of 1,500 Iraqi soldiers, backed up by US forces, entered the town of Madain, some 30km south of Baghdad in an area known as a stronghold of bandits and insurgents.

Sectarian tensions

The BBC's Baghdad correspondent, Caroline Hawley, says the uncertainty over what happened in Madain risks inflaming Iraq's sectarian tensions.

She said Shia politicians are being accused of exaggerating the story in order to divert attention from their difficulty in forming a government and to discredit the security forces, whom they want purged of members loyal to former Iraqi leader Saddam Hussein.

Iraqi family outside Madain
US forces have kept watch from the outskirts of Madain

Our correspondent says the area around Madain is a dangerous and lawless area where sectarian tensions have been high and where there have been a string of recent tit-for-tat kidnappings.

An Iraqi army spokesman, Brig Gen Mohammed Sabri Latif, told the AFP news agency the city was in government control.

"We've secured houses where people said there were hostages. We could not find any. I don't think we'll find any. There are no signs of any killings," he said.

He added that militants may have fled across the river, taking with them any people they may have taken hostage.

Tribal divisions

Iraqi officials said last week that Sunni militants had called on the town's Shia residents to leave, and a local mosque has been destroyed.

A Shia official had claimed the militants had taken up to 100 Shias hostage.

A spokesman for the Committee of Muslim Scholars, Sunni cleric Sheikh Abdulsalem al-Qubaisi, told the BBC the story had been fabricated as an excuse to raid the town and rid it of insurgents.

Some of the town's residents have also dismissed the reported hostage-taking.

According to a website used by militants, Iraq's most-wanted insurgent, Abu Musab al-Zarqawi, said his al-Qaeda-linked organisation had not taken any hostages in Madain.

He too claimed the story was a pretext for cracking down on the town's Sunnis.

At a session of Iraq's new parliament on Sunday, politicians warned of attempts to divide the country along sectarian lines.

An MP in the Shia-dominated house said security forces had done nothing to stop "sectarian cleansing" in Madain.

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