Comunicato stampa
Invasione del cpt di Borgo Mezzanone, Foggia.
Comunicato stampa Invasione del cpt di Borgo Mezzanone, Foggia. Oggi circa cinquanta attivisti campani e pugliesi hanno invaso il centro di permanenza temporaneo di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. L’azione e‘ durata circa due ore, permettendo di filmare le dichiarazioni dei rifugiati politici che li si trovano e di invadere lo spazio che sara’ adibito a nuovo cpt-cpi. Infatti vicino all’area delle rulotte circondata e chiusa con le reti, sorge ora un vero complesso carcerario in muratura che secondo le mappe che e’ stato possibile fotografare all’interno costituira’ un modello di cpt-cpi secondo quanto previsto dai decreti attuativi della Bossi-Fini con tanto di spazio per l’insediamento della commissione territoriale che dovra’ valutare in loco lo status di rifugiato: operazioni eseguite contestualmente alla reclusione perche’ finalizzate solo alla deportazione e condotte secondo le metodologie sommarie che ormai si vanno affermando in Europa. Malgrado la crescente presenza di carabinieri (che hanno perquisito anche il pullman allo stazionamento, pensando di trovare chissa’ cosa) il materiale documentale e’ fuoriuscito e presto sara’ in circolazione sulle reti. Borgo Mezzanone è un tipico esempio della mostruosità fisica e giuridica che avvolge i corpi dei migranti che arrivano in Europa: gabbie a cielo aperto all’interno di una struttura già recintata, lontana dai centri abitati, controllata e gestita da polizia, carabinieri e dalla Croce Rossa italiana, con container e roulotte come luoghi in cui dormire per mesi. In più la scelta di costruire questo cpt all’interno di un’area militare (ex aeroporto) è significativa della volontà di affrontare l’inserimento dei migranti non nella società con cui vengono a contatto ma in vere e proprie strutture di reclusione. Con questa azione vogliamo rendere visibile e smascherare i luoghi della cd. accoglienza che in realtà sono luoghi di identificazione, di reclusione e di espulsione, contribuendo a sabotare il clima di oscurità che non permette a nessuno – semplici cittadini, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni locali, etc - di entrare a contatto con chi è immotivatamente recluso. Abbiamo voluto rendere visibile gli inquietanti aspetti detentivi della vita carceraria, manicomiale, che ne costituiscono la base reale del funzionamento e che trovano immediatamente riscontro nei regolamenti attuativi della legge Bossi – Fini. Abbiamo voluto sottolineare la impossibilità di gestire in maniera “umanitaria” queste strutture, semplicemente perché la logica all’interno della quale sono costruite le rende strutturalmente inidonee all’inserimento e funzionali all’esclusione dalla partecipazione sociale. Questi luoghi vanno chiusi, la logica che li sottende, manifestandosi nelle attuali leggi sul lavoro (dalla legge Treu a quella Biagi) e sull’immmigrazione (dalla Turco – Napoletano alla Bossi - Fini), va radicalmente rovesciata con la costruzione di momenti di conflitto e di socialità alternative a quelle oggi imposte. Quella di oggi è una iniziativa che si inserisce nella campagna - che avrà il suo apice domani con una giornata europea di mobilitazioni - per la libera circolazione delle persone, per la chiusura dei cpt e per la costruzione di una Europa che sappia fare della cooperazione sociale il suo humus principale e abbandoni definitivamente le logiche securitarie che attualmente la ispirano. Ora piu’ che mai e’ necessario in particolare denunciare e smascherare l’ipocrisia e la corresponsabilita’ di enti come la Croce Rossa e la Misericordia che partecipano alla realizzazione di questi mostri. 1 aprile 2005, Borgo Mezzanone Antirazzisti Napoletani e Pugliesi, collettivo napoletano noborder, lab Insurgencia, cs depistaggio, area antagonista, comitato immigrati napoli
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