Resoconto che apparirà su Umanità Nova di questa settimana + alcune foto del corteo
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Parma antirazzista in piazza
Sabato 19 febbraio oltre duemila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal comitato antirazzista e dalla comunità senegalese Guy-Gi dando vita così ad una giornata di lotta significativa e determinata che è andata al di là delle speranza degli stessi organizzatori. Parma ha così risposto a vari episodi di razzismo (danneggiamento di un' automobile e scritte intimidatorie nei confronti di una famiglia di migranti) e alle politiche reazionarie della giunta comunale, tutta impegnata a trasformarla in una "capitale europea". In questa città esistono forti pressioni speculative legate anche all'arrivo dell' authority alimentare europea, per cui trovare casa sta diventando impossibile: studi di settore hanno dimostrato che gli affitti sono più che raddoppiati in breve tempo (oltre 600 euro mensili per un semplice bilocale). Per questo, lavoratori italiani e migranti hanno sfilato attraverso Parma dimostrando che è possibile opporsi al progetto "occulto" dei padroni della città, che prevede una vera e propria espulsione dei ceti popolari e degli insediamenti produttivi per far posto a centri residenziali di lusso e centri commerciali stile "piccola Parigi". Da ricordare che in questo contesto i vigili urbani a fine gennaio avevano letteralmente buttato in mezzo alla strada una trentina di lavoratori migranti colpevoli di occupare una cartiera dismessa per poter avere un tetto sulla testa. Il corteo (fornito di ben tre sound system) ha visto una grossa partecipazione di immigrati provenienti anche da altre città. Numerosi infatti gli striscioni delle varie associazioni e collettivi di lotta che costituivano tutta la prima parte del lungo serpentone che attraversato tutto il centro cittadino. Molto significativo anche il fatto che alla fine, durante il microfono aperto, numerosi siano stati gli interventi dei migranti per spiegare le ragioni della loro lotta e, fatto purtroppo raro ma proprio per questo molto significativo, anche alcune donne. All'interno del corteo fra gli spezzoni di movimento (assenti quasi del tutto i partiti) era ben visibile lo spezzone libertario e anarchico costituito da circa duecento compagni/e, provenienti anche da Torino, Volterra, Modena, Bologna, Alessandria, Val d'Enza e Casalmaggiore e dove alcuni compagni modenesi di" Libera" si sono presi la briga di fornire una lezione di bel canto ("Figli dell'officina", "Addio Lugano bella...") alla città verdiana. Alla fine della giornata tutti erano concordi che Parma aveva vissuto una straordinaria giornata di lotta che non mancherà di dare nuovo impulso alla lotte che da anni immigrati e "locali" combattono per i rivendicare i bisogni sociali negati e per la propria dignità. A cura di xFDx (Liberamente ispirato a vari resoconti)
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www.federazioneanarchica.org/antirazzista
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