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La Rice non esclude l'ipotesi di un'aggressione all'Iran, ma non sarebbe in programma per adesso
Londra, 4 febbraio - Nel corso di una conferenza stampa, con il ministro degli Esteri britannico Jack Straw accanto, il nuovo segretario di Stato americano Condoleezza Rice, alla domanda se prevedeva un attacco militare statunitense all'Iran, ha risposto: "La questione, al momento, non è semplicemente all'ordine del giorno". La Rice ha poi aggiunto: "Abbiamo molti mezzi diplomatici a disposizione e intendiamo sfruttarli al meglio".
Da notare come le minacce statunitensi siano perfettamente congeniali alla politica di apparente dialogo condotta dai tre Paesi europei con Teheran. Gli europei, esibendo la loro "disponibilità", intendono usare lo spettro di un intervento militare americano per costringere Teheran a rinunciare almeno per un periodo di quattro anni, sino alla fine del mandato di Bush, a portare avanti delle attività nucleari, come il processo di arricchimento dell'uranio, che gli Stati Uniti e Israele contestano. Ovviamente, se un qualsiasi accordo venisse raggiunto in materia nucleare, l'Iran verrebbe preso di mira per altre ragioni, quali i diritti umani o il sostegno a movimenti di resistenza medio orientali.
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