Clima di entusiasmo sul sito Internet Indymedia, dove viene salutato «il treppiede lanciato nella palude del servilismo e della sudditanza». Rielaborati in chiave attuale slogan antichi - «10-100-1000 treppiedi» e «Treppiedi di tutto il mondo unitevi» - si pubblicano «Odi al cavalletto» di dubbia metrica e contenuti forti: « Su, colpiamolo in fronte e facciamogli mal: la preterintenzionale plastica faccial ».
----------------------------------- INTELLETTUALI E MOVIMENTI / Il verde Cento: è colpa della violenza verbale della destra. Gli attacchi del sito Indymedia: «Colpiamolo in fronte, facciamogli male» La sinistra radicale non si scandalizza: è solo ribellione Il girotondino Pardi: la Costituzione è ferita più del premier. E il no global Caruso: chi semina rabbia raccoglie tempesta dal Corriere - 2 gennaio 2005
MILANO - Sarà pure stato solo «il classico raptus d’ira», come dice Nando Dalla Chiesa , e anche «un gesto da condannare, stupido e controproducente», come chiarisce subito il comunista Marco Rizzo , ma è certo che quel treppiede lanciato verso l’anno nuovo è il fuoco d’artificio più inatteso e destabilizzante di questo San Silvestro politico. E mentre il Polo mette sotto accusa «il clima d’odio fomentato dalla sinistra», l’Ulivo reagisce condannando l’aggressione e «le strumentalizzazioni della Casa delle Libertà». Ma c’è una parte della sinistra che va oltre, che non considera grave l’aggressione e che non vuole sentirsi sotto accusa, rilanciando anzi su Berlusconi la colpa di avere creato nel Paese tensione e malessere. E’ la sinistra radicale dei girotondini e degli intellettuali, ma anche quella più viscerale ed estrema della rete, che si scaglia contro il Cavaliere con sberleffi e insulti e che non risparmia neanche i leader ulivisti. «Cattivi maestri», dice il centrodestra. Ma per Dalla Chiesa è un paragone assurdo: «E’ come se si fosse detto che ad armare la mano di Pallante contro Togliatti fosse stata la Dc dell’epoca. E’ una criminalizzazione del dissenso che ricorda quella di Almirante, quando diceva che "chi vota per il divorzio vota Br"». Dalla Chiesa si dice «contrario alla demonizzazione del Cavaliere, ma è stato lui il primo a dividere il mondo in buoni e cattivi. Quando Prodi ricevette la busta esplosiva minimizzò, come dovrebbe fare un leader equilibrato». Sulla stessa linea è Vittorio Agnoletto : «Questa è una strumentalizzazione cinica di un gesto non condivisibile e condannabile. Riemerge l’antico vizio della destra, il solito tentativo di limitare gli spazi di libertà». Per il disobbediente Francesco Caruso quello di Roberto Dal Bosco è stato «un atto incosciente di ribellione individuale: lui è uno dei tanti milioni di italiani che non sopportano più Berlusconi». E poi, fa capire Caruso, un po’ se l’è voluta il Cavaliere, perché «chi semina rabbia raccoglie tempesta». E di rabbia, dice Dario Fo , ce n’è davvero tanta nel Paese: «Berlusconi e i suoi accoliti - con la protervia, l’arroganza antidemocratica e la violazione delle regole - hanno creato una tensione vera». Bisognerebbe reagire: «Viviamo in un Paese in cui la destra fa quello che le pare. I giornali stranieri ci irridono per come continuiamo ad accettare una situazione del genere». «Il clima di malanimo nei confronti di Berlusconi - dice Lidia Ravera - è tale da portare a gesti che sono oggettivamente non gravi: perché in fondo si trattava di un treppiede non di un mitra. Bisognerebbe riflettere però su questo atto, che è sintomatico perché spontaneo. E invece si fa la litania delle colpe della sinistra e io sono stanca di sentirmi dare del mandante morale: è stupido e suicida criminalizzare il dissenso. Un’Italia impoverita, con la democrazia in crisi e il possesso in una sola mano dei mezzi di informazione, tutte queste cose mettono a disagio anche un turista di passaggio. Imputare a chi segnala questo disagio il clima di violenza è infantile e immaturo: sto aspettando che almeno una volta nella sua vita Berlusconi critichi se stesso». Perché «se l’Italia si sta imbarbarendo - aggiunge il verde Paolo Cento - la colpa è della destra che semina odio e violenza verbale». Non è scandalizzato dal lancio di cavalletti il professore fiorentino Pancho Pardi : «L’offesa che Berlusconi sta facendo alla Costituzione è molto peggiore dell’ematoma che si ritrova». L’Italia che dipinge il leader dei girotondi non è delle più tranquillizzanti: «Viviamo in una situazione anomala di eversione costituzionale. E’ una vergogna che Berlusconi, che era ineleggibile, sia al governo. E con la riforma costituzionale il potere andrà a una persona sola, senza limiti né controlli». Logico dunque, dice Pardi, che qualcuno non ne possa più. Anche se «sarebbe meglio che non si ripetessero questi gesti, perché la destra è pronta a dircene di tutti colori». Il che non esclude un prossimo ritorno dei girotondi: «Per uscire dalla nube dell’indifferenza sono pronte a partire le nostre Carovane della Costituzione». Pardi se la prende anche con la sinistra - «perché dovrebbe muoversi di più» - e Marco Rizzo (Pdci) rilancia: «Trovo ipocrite le condanne del lancio da parte di tanti dirigenti dell’Ulivo. Dobbiamo dire chiaramente che non accettiamo lezioni di etica da chi infrange la legalità». Le reazioni del centrosinistra, sottolinea Vauro , «dimostrano la distanza che c’è ormai tra i politici e il sentire della gente comune. Trovo ridicolo Fassino che condanna quello che mi sembra un naturale gesto di esasperazione». Altro che aggressione, dice il disegnatore del manifesto , «era solo un cavalletto di alluminio: peccato che non lo abbia preso sul punto di sutura del lifting. D’altronde, quello asfissia gli italiani e gli italiani asfissiati reagiscono con riflessi pavloviani. Ci fossi stato io, avrei fatto probabilmente lo stesso. Anzi, credo che prossimamente fonderò la confraternita del cavalletto».
Clima di entusiasmo sul sito Internet Indymedia, dove viene salutato «il treppiede lanciato nella palude del servilismo e della sudditanza». Rielaborati in chiave attuale slogan antichi - «10-100-1000 treppiedi» e «Treppiedi di tutto il mondo unitevi» - si pubblicano «Odi al cavalletto» di dubbia metrica e contenuti forti: « Su, colpiamolo in fronte e facciamogli mal: la preterintenzionale plastica faccial ». Molti, sul sito, gli appelli per un sostegno concreto alla difesa legale del muratore di Mantova. Nei giorni scorsi sono «scesi in campo» anche i messaggi brevi via telefonino: «Ogni volta che invii questo sms - recita una catena di Sant’Antonio - Berlusconi perde un minuto di vita». Scherzi macabri e ostilità sempre più diffusi. Ma il punto non è l’odio, avverte Dario Fo. Il punto è capire cosa lo provoca: «Bisogna cercare di entrare nella mente di un giovane precario che sta per essere sbattuto fuori, di un ricercatore che ha un futuro incerto, di un muratore che fa un lavoro durissimo, a volte mortale. Sono contrario alla violenza, ma non bisogna solo condannare: proviamo a capire cosa spinge la gente ad agire in queste forme non ragionate, non ragionevoli e pericolose» Alessandro Trocino
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