No al trasferimento degli ultimi reparti di Arese». Non decolla il Polo della mobilità. Presidio dei dipendenti in piazza Duomo. «I politici ci aiutino».
ARESE - San Romeo e san Precario. Le statue simbolo dei lavoratori dell’Alfa Romeo, ieri mattina hanno sfilato per il centro di Milano con le tute blu di Arese. La protesta, organizzata dai sindacati Fiom-Fim-Uilm e Flm Cub, ha rotto la breve tregua natalizia. A farla scattare è stata la decisone della Fiat, che lo scorso 22 dicembre ha annunciato lo spostamento a Torino degli ultimi reparti rimasti ad Arese: la progettazione, la sperimentazione e il centro stile. Un «blitz» che sposta definitivamente da Milano la storica casa del «biscione». I lavoratori si sono dati appuntamento in piazza Duomo, dove hanno allestito un gazebo con bandiere e striscioni: da lì si è poi formato un corteo che ha sfilato per il centro fermandosi davanti a Palazzo Marino. «Con questa ennesima iniziativa vogliamo ricordare ai milanesi, alle forze politiche e alle istituzioni che l’Alfa Romeo e i suoi operai ci sono ancora. La Fiat ci deve dare un futuro certo con il rilancio dell’area e dell’occupazione costituendo ad Arese il polo della auto sportive e di lusso di Alfa, Maserati e Ferrari, mettendo attività produttive di meccanica e carrozzeria Alfa Romeo e facendo partire il polo della mobilità sostenibile» afferma Pierluigi Sostaro delegato sindacale dei Cub e operaio in cassa integrazione. «Il nostro problema non è solo di tipo sindacale ma di tutte le istituzioni politiche milanesi e lombarde che debbono impedire di smantellare la più importante fabbrica. Per questo motivo a metà dicembre avevamo chiesto al presidente Formigoni un incontro prima di Natale, per discutere i tempi di insediamento delle aziende e delle assunzioni nel polo della mobilità sostenibile e la questione dell’integrazione al reddito che con il prolungamento della cassa integrazione sarà ridotto fino al 30%. Purtroppo non c’è stata una risposta», aggiunge Maria Sciancati (Fiom-Cgil)». Durante il presidio in piazza Duomo, i lavoratori hanno ricevuto la visita di don Raffaello Ciccone, responsabile della pastorale del lavoro della Diocesi, che in altre occasioni si è schierato a fianco degli operai e li ha invitati a «essere attenti a tutte le situazioni di crisi occupazionale che non hanno la possibilità di manifestare e far sentire la propria voce». La decisione di spostare da Arese a Torino la progettazione, la sperimentazione e il centro stile dell’Alfa Romeo, nonostante le garanzie della direzione aziendale, era stata data il 22 dicembre in un incontro con i sindacati. Alla manifestazione hanno aderito tutte le organizzazioni sindacali a esclusione dei Cobas che stanno organizzando altre iniziative di protesta.
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