siti, forum e blog che si sono nell’emergenza trasformati in pagine di informazioni utili
29.12.2004 In rete, mail, blog, forum e siti di prima emergenza di ro.ar.
Anche internet si è reso utile in questa tragedia che è stato lo Tsunami che ha travolto tutto il Sudest asiatico. E forse dopo la tv, il web è stato lo strumento più utile tra i mezzi di comunicazione. Soprattutto per chi cercava notizie di parenti e amici. In molti, infatti, leggendo i siti dei giornali locali, visitando quelli dei centri di prima emergenza, inviando e-mail e sms alle ambasciate, hanno potuto avere le prime notizie sicure sulla sorte dei propri cari. Già a poche ore dalla tragedia, molti siti web davano le prime notizie di persone che erano sul luogo e raccontavano cosa stava accadendo. Ma subito i racconti si sono trasformati in comunicazioni ai familiari. E poi quest'ultimi hanno invaso la rete per chiedere notizie dei dispersi. E infine, molti sono state le associazioni che hanno lanciato campagne di raccolta fondi per gli aiuti ai paesi colpiti dal disastro.
Internet così è divenuto qualcosa di molto personale. «La spiaggia a Phuket è un disastro con tutti i ristoranti locali distrutti», scrive un testimone sul sito della Bbc (www.bbc.co.uk). Ma sono soprattutto i siti non professionali a fare lo sforzo maggiore. Su una delle “vetrine online” più significative, www.travelforumorg/Thailand, si può ricostruire quanto accaduto in Thailandia, dove l’archivio dei messaggi scandisce un singolare mosaico sul disastro. Il giorno stesso del sisma, domenica scorsa, “Cinny” firma l’ultimo messaggio prima dell’apocalisse: «Quanto costa girare sugli autobus?», chiede. Due ore dopo, da Phoenix, Arizona, Dave lancia l’allarme citando Cnn: «A chiunque abbia contatti a Phuket, il più forte terremoto degli ultimi 40 anni... Phuket evacuata». Gli risponde Steven, con un messaggio scritto da «Kata Beach, 200 metri dalla spiaggia»: «Non c'è stata nessuna evacuazione da Phuket. Alcune enormi onde, alcune persone morte, paura di una seconda ondata ma è tutto tranquillo e la gente fuggita nelle zone più alte sta tornando. Sembra che i media stiano esagerando...». «Potete dirci di più? Siamo in Australia e tra qualche giorno voliamo a Phuket...», chiede poco dopo Tracey. «Se devi volare a Phuket potresti ripensarci... c'è poca gente sulla spiaggia, sedie e ombrelloni sono spariti... l’hotel c'è ancora, il muro di cinta è (parzialmente?) distrutto» le risponde Anon, che si trova a Kata. David Bailey chiede vagamente informazioni su amici che sono «da qualche parte in vacanza sull’isola di Phuket. Ogni informazioni sarà gradita...». Di un italiano che si firma Claudio, una delle testimonianze più dettagliate dal posto. Racconta di essersi svegliato sentendo la casa scuotersi. «Non una scossa forte, ne ho sentite di più forti in Italia... alle 10 il mio vicino tedesco è venuto ad avvisarmi che la strada per Raway era allagata... abbiamo lasciato la casa e siamo andati verso le colline. Arrivati a un punto panoramico, la vista di sotto è stata orribile ed ho capito all’improvviso che era successo qualcosa di terribile... il mare davanti a Kata Thani Noi non esiste più, la sabbia si estende per centinaia di metri, forse miglia... ho tremato all’idea di cosa sarebbe successo quando l’acqua fosse tornata...». Mat dal canto suo chiede informazioni su come raggiungere Phuket per aiutare come volontario i soccorritori.
Questo scambio di messaggi è simile a quello di molti altri siti, forum e blog che si sono nell’emergenza trasformati in pagine di informazioni utili. Come quello di un uno studente liceale umbro, Valerio Natale, 14 anni di Amelia (Terni), alla prima esperienza come webmaster, creatore del sito http://www.tuttosimpsons.altervista.org/index.htm, che, colpito dalle immagini della tragedia nel Sudest asiatico, si è chiesto come fare ad aiutare le persone che chiedevano disperatamente notizie dei familiari nei paesi devastati dal terremoto. Così ha trasformato il sito su un dominio gratuito che aveva dedicato ai Simpson, la celebre saga tv, in una raccolta di elenchi dispersi, link a notiziari e a liste di superstiti compilate nei diversi paesi devastati dal terremoto. Raccogliendo in un paio di giorni oltre 82.000 contatti. «Le informazioni vengono raccolte grazie all’aiuto di tutti i visitatori, che ci inviano costantemente email e ci informano. Tutte le informazioni sono state raccolte da siti Internet con server nei diretti paesi interessati», ha detto lo studente. «La lista dei feriti, ad esempio, è stata prelevata dal sito del Phuket hospital. Il collegamento che permette di ascoltare sulla frequenza dei radio-amatori ci è stato fornito dal sito ufficiale dei radioamatori in Thailandia. Mentre altre notizie, come i comunicati, sono stati tratti dal sito del ministero per gli Esteri», ha aggiunto.
Ma moltissime sono anche le associazioni umanitarie che aprono siti web per fornire notizie utili, come quello allestito dalla Croce Rossa (www.familylinks.icrc.org), o per la raccolta fondi, come quello attivato dal comune e dalla provincia di Bologna, in collaborazione con la Caritas Diocesana (www.cesvi.org/donazionionline).
Fonte:www.unita.it |

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