Stop dei mezzi pubblici dalle 18 alle 22, Ferrovie Nord dalle 9 alle 13. Il segretario cittadino Uil Monticelli: «Effetti devastanti del declino». Epifani: «Il Governo è solo davanti a questa finanziaria».
«Siamo qui in oltre centomila per manifestare contro la manovra di questo Governo». Il segretario generale della Uil milanese Roberto Monticelli ha salutato così i manifestanti presenti in piazza Duomo, più di 100 mila secondo i sindacati. Clou della giornata, il discorso del leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
EPIFANI - In testa al corteo, il leader della Cgil non ha risparmiato critiche al Governo. «E' isolato e per non naufragare si aggrappa agli specchi - ha detto -. Non siamo noi le allodole». «Il Governo - ha detto ancora Epifani - aveva promesso di avviare con noi un vero confronto sulle politiche dello sviluppo e della difesa dei redditi. Ma non si è fatto assolutamente nulla. Il Governo è totalmente solo in questa manovra finanziaria». Rivolgendosi a Confindustria e all'apertura di Montemezolo verso i sindacati e la concertazione, Epifani ha detto: «Con Confindustria abbiamo un interesse comune, sostenere le imprese e chi vuole fare impresa, sostenere l'industria italiana e lo sviluppo».
MONTICELLI: DEVASTANTI EFFETTI DEL DECLINO - Dal canto suo, il segretario cittadino della Uil Monticelli ha puntato il dito contro il declino dell'industria a Milano. Cassa integrazione straordinaria triplicata rispetto al 2003; cassa integrazione ordinaria aumentata del 41,5%; più di tre milioni di ore di cassa integrazione nell’ultimo trimestre; sono questi i dati snocciolati dal sindacalista davanti alla platea di piazza Duomo.. Ed è proprio il capoluogo lombardo, «motore storico dell’industria nazionale dove sono più devastanti gli effetti del declino». Monticelli ha criticato «una manovra che non favorisce lo sviluppo del Paese, fatta senza il coinvolgimento diretto delle parti sociali: il sindacato ha una piattaforma e non è stato ascoltato». Per Monticelli sono sbagliati i tagli indiscriminati al pubblico impiego: «Tagliare la sanità, l’istruzione, la sicurezza significa anche tagliare le capacità di uno stato civile di rispondere ai bisogni della gente».
COBAS E CENTRI SOCIALI - Il corteo è partito da Porta Venezia per arrivare in piazza Duomo, dove i leader sindacali si avvicendano sul palco. Al corteo dei sindacati si è unito nella mattinata un gruppo di militanti dei sindacati di base e dei centro sociali, che si erano riuniti in piazza San Babila. Su uno striscione del centro sociale Vittoria si legge: «Contro il precariato, contro la concertazione rilanciamo il conflitto sociale». «Non ci piace vedere a un tavolo i segretari della Cgil accarezzare Montezemolo», ha detto Vincenzo Lilliu dello Slai Cobas di Arese. Corrado Delle Donne, della stessa sigla sindacale, ha attaccato i «padroni che chiudono le fabbriche con i miliardi dello Stato» e anche i sindacati confederali: «Come mai - ha detto - all'Alfa di Arese non si è mai fatto vedere un dirigente di Cgil, Cisl e Uil?».
IN LOMBARDIA - In tutta la Regione si calcola che oltre 150 mila persone sono scese in piazza nelle tante manifestazioni organizzate dai sindacati confederali nei capoluoghi di provincia e non solo. Secondo gli organizzatori, agli oltre 100 mila manifestanti di Milano, favoriti da una tregua concessa dal maltempo, si contano 8 mila persone in piazza a Brescia, che hanno sfidato invece una pioggia battente, 5 mila a Bergamo, 3.500 a Mantova e 3 mila a Pavia. Manifestazioni in corso nelle altre città lombarde, compresa Monza, futuro capoluogo di provincia.
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