Tute blue ma non solo: bancari, dipendenti pubblici, precari. Centomila a Milano.
Dopo due giorni di pioggia battente, è arrivato anche il sole a Milano, quasi una benedizione dal cielo su un corteo di 100 mila persone che si è mosso da porta Venezia a piazza Duomo, (dove è intervenuto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani), aperto da uno striscione che ne riassumeva il senso: «No alla finanziaria. Per il lavoro, per la difesa delle retribuzioni, per lo stato sociale».
Corte di molte bandiere, Cisl, Uil, Cgil, di tante categorie, dai Cobas alla Sinistra Giovanile, dai ds milanesi a Rifondazione, di tanti precari, di ogni contratto e condizione. Il corteo ha anche spiegato quanto sia cambiata Milano: poche le tute blu, soprattutto quelle che resistono all'Alfa di Arese, molti dipendenti pubblici, di scuole, ospedali, e servizi, della Croce Rossa, tanti i lavoratori del terziario, dalla Camera di commercio alle banche, come Unicredit, Wind, con un nuovo ingresso: Volare, la compagnia area con la sua crisi devastante.
Tante, si diceva, le bandiere, tante anche le copie de l’Unità, nella sua edizione straordinaria. E il giornale è diventato così, per il corteo e per i manifestanti, una specie di manifesto. Contro la finanziaria e contro la politica di questo governo.
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