Comunicato finale
DA RETE ANTIRAZZISTA DI VENEZIA
LE GIORNATE DI MOBILITAZIONE DEL 18 E 19 GIUGNO
Si sono concluse con un corteo di 500 migranti nel centro storico le due giornate veneziane di mobilitazione contro le gabbie della Bossi-Fini (proposte dalla rete solidale sorta per iniziativa dei frati comboniani di Castelvolturno e raccolte a Venezia da un’ampio cartello di gruppi ed associazioni). Il corteo ha attraversato Venezia sino alla Prefettura dove era stata riposizionata la gabbia che venerdì pomeriggio fino a notte aveva fatto apparizione nel salotto buono della città, quella piazza San Marco interdetta da anni alle manifestazioni politiche. La gabbia è stata smontata dai manifestanti a significare la volontà di rompere tutte le catene dell’attuale legislazione segregazionista Bossi-Fini: dai centri di permanenza temporanea all’insieme delle norme che pongono i migranti in perenne ricatto e pericolo di ritorno alla clandestinità come lo stretto legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno (la cui durata deve essere pari al contratto di lavoro) in un contesto del mercato del lavoro in recessione e con contratti brevi e impieghi intermittenti. E’ stato sottolineato ancora una volta il funzionamento inaccettabile della Questura veneziana dove è necessario oltre un anno per ottenere un appuntamento per il rinnovo di un permesso (e con il foglietto dell’appuntamento sono impossibili il ritorno in patria e i ricongiungimenti familiari, così come un cambio di lavoro, la stipula di un contratto di affitto, l’accesso all’assistenza sanitaria ecc). All’incontro in prefettura con il rappresentente del Prefetto sono stati sottolineati tutti questi aspetti avendo delle risposte insufficienti rispetto alla gravità dei problemi. Permane comunque l’importanza di una grossa mobilitazione nazionale di cui da molti mesi sentivamo la necessità e che ha saputo raccogliere adesioni e protagonismo dalle diverse reti sociali. Dopo la pesante sconfitta dell’approvazione della Bossi-Fini che tanto sta pesando sulle possibilità di mobilitazione dei migranti queste due giornate (che si sono articolate in oltre 30 città italiane) ci danno nuove speranze. Un doveroso riconoscimento ai comboniani di Castelvolturno che fra l’altro ci hanno accompagnato in queste due giornate.
RETE ANTIRAZZISTA/VENEZIA
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