Dopo un pomeriggio di tensione fra le due piazze una furiosa grandinata si è abbattuta sul concerto per la Brigata Ariete
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DOMENICA, 20 GIUGNO 2004 Pagina 2 - Pordenone Centro blindato dalle forze dell’ordine per l’iniziativa dei no-global in concomitanza con il concerto promosso dall’amministrazione comunale Contestazione dei pacifisti in piazza Cavour Fermato un giovane che ha inveito contro le autorità durante l’inno nazionale Attimi di tensione durante il passaggio dei militari in divisa «Imperialisti di m...». L’Orchestra e il coro San Marco stavano per intonare l’inno nazionale quando dal terrapieno della piazza un giovane ha gridato lo slogan. Il concerto è regolarmente cominciato mentre il giovane è stato bloccato. Assieme alla contestazione rivolta a un gruppetto di militari di passaggio, sono stati questi gli unici due momenti di tensione di un pomeriggio di manifestazioni pacifiste in risposta al concerto promosso dall’amministrazione comunale per il ritorno della Brigata Ariete dall’Iraq. La manifestazione promossa dai pacifisti era cominciata nel tardo pomeriggio in piazzetta Cavour: un centinaio i partecipanti, molti i curiosi che hanno sostato davanti al capannello, formato soprattutto da giovani, che ha scandito slogan sulla pace e contro l’intervento in Iraq. Mentre piazza XX Settembre era tappezzata di bandiere tricolori, transennata e blindata dalla presenza di numerosi poliziotti e carabinieri, soprattutto in borghese, un cordone di agenti in tenuta antisommossa ha separato il teatro del concerto da piazzetta Cavour. Questura e Comando provinciale dei Carabinieri, per l’occasione, avevano chiesto rinforzi rispettivamente da Padova e Gorizia mettendo in campo circa 200 uomini. Slogan conduttore della prima manifestazione, quella promossa da Coordinamento No Global e Resistenza Antifascista (circa 200 i presenti) è stato «Bel lavoro, ragazzi. Nè con la vostra guerra, nè con la vostra pace». Sullo sfondo, la statua della libertà incappucciata e la gamba di un soldato che schiacciava il braccio di un detenuto. I manifestanti hanno chiuso la via di collegamento tra piazza Cavour e piazza XX Settembre con nastro colorato al quale hanno appeso cartelli con la dicitura “Zona militare”; il nastro è stato rimosso dalle forze dell’ordine per consentire il passaggio della gente. Sono dovuti intervenire gli agenti della Digos anche quando, al passaggio di alcuni militari in divisa, i manifestanti hanno gridato “assassini”. Riferendosi alle iniziative promosse dall’amministrazione comunale per il ritorno dell’Ariete, i manifestanti hanno spiegato che «nessuno dà ascolto ai militari, tranne il sindaco che prende i voti a sinistra, ma guarda a destra, rifiuta il comando onorario dagli americani, ma omaggia le truppe di occupazione». Tre ragazzi che distribuivano volantini nella zona riservata al concerto sono stati identificati e poi rilasciati, mentre il giovane di Trieste che ha contestato l’esecuzione dell’inno nazionale con parole pesanti è stato condotto in questura per l’identificazione. Alla manifestazione promossa da Rifondazione comunista ha partecipato invece una trentina di persone. Sul palco Michele Negro di Rifondazione comunista che ha chiesto il ritiro delle truppe dall’Iraq, il pacifista Tissino, il segretario del Pdci Valentino Grizzo e il consigliere comunale dei Ds Monia Giacomini, unica esponente dell’assise nella piazza della “contro manifestazione”. «Ho deciso di non andare al concerto – ha spiegato – perché sono stata coerente con le mie idee, sono nettamente contraria a tutte le guerre». La manifestazione è stata quindi sospesa per il maltempo. (e.l.)
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