Danneggiata una caserma a Gradisca. La Cdl chiede la rimozione del consigliere
19-06-2004 da Il Messaggero Veneto Blitz contro il centro immigrati Coi Disobbedienti il verde Metz Danneggiata una caserma a Gradisca. La Cdl chiede la rimozione del consigliere
Al blitz dei no-global un consigliere Verde Anche Metz partecipa alla protesta al Cpt di Gradisca. La Cdl: va escluso dal consiglio
TRIESTE. Blitz ieri dei Disobbedienti, Invisibili del Nordest e Tavolo nazionale migranti al cantiere edile che sta trasformando la caserma Polonio di Gradisca in un Centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini. Dei centoventi convenuti, anche dal Veneto, un piccolo gruppo ha devastato a colpi di mazza i quadri elettrici, le strutture murarie, e messo fuori uso un caterpillar, mentre gli altri, guidati da Luca Casarini e dal consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, si sono limitati a manifestare contro la struttura, al grido di «Non vogliamo una Guantanamo nel Friuli Venezia Giulia».Ma la presenze di Metz – che ha trattato con il capo della Digos goriziana, per scongiurare uno scontro con le forze dell’ordine, e partecipato poi ad una conferenza stampa volante per spiegare le ragioni del gesto – ha provocato peraltro vivaci reazioni nel centrodestra che intende puntare addirittura all’estromissione del consigliere di Id, sollecitando una immediata censura da parte del presidente Illy. «Il centro di Gradisca è rifiutato dal programma di Intesa democratica. E a gennaio il ministro Pisanu, parlando con il presidente Illy, l’assessore Antonaz e l’allora sindaco Fabris, si era impegnato a interrompere i lavori in attesa di verificare l’opportunità di realizzare la struttura. Ma si sa che questo governo è bugiardo», dice il consigliere dei Verdi. «C’è stata una manifestazione pacifica, anche se radicale sugli strumenti con cui si portano avanti i lavori; io ho parlato con i giornalisti, e mediato con il dottor Zecchino, della Digos, che ha soprasseduto per qualche minuto evitando uno scontro». «Nel centro di permanenza temporanea stava continuando la costruzione di strutture di contenimento, gabbie per rinchiudere le persone su base etnica. Una Guantanamo che credo non rappresenti un bene per questa Regione», conclude Metz.«Presenterò al più presto una mozione per impegnare la giunta al rigetto di questo lager, che al centro destra va bene, come gli è andato bene Abu Ghraib». Se il presidente Illy preferisce non rilasciare dichiarazioni, almeno per ora, il centrosinistra distingue tra metodo e merito. «Non conosco i contorni esatti della situazione, che peraltro mi pare originata da una dichiarazione del ministro degli Interni di non procedere a una realizzazione del genere», nota il capogruppo Ds Bruno Zvech. «Ciò detto, nulla giustifica atti violenti, se ve ne sono stati, perché altre sono le vie della politica e del confronto democratico. Nei confronti di Metz mi pare comunque essere in atto una strumentalizzazione: dalle agenzie non risulta una sua partecipazione ad atti se non di mediazione, per riportare tutto ad un contesto di civiltà». Netta anche la dissociazione della Margherita. «Le forme di protesta violenta non appartengono alla nostra cultura, senza se e senza ma. Non sono il modo migliore di attuare una cosa che pure è prevista dal programma», dice il capogruppo Cristiano Degano. «Non ho sufficienti elementi per esprimere un giudizio più preciso, pur se ribadisco verso questo cpt la stessa contrarietà che avemmo, a suo tempo, contro quello di Trieste, una struttura invivibile».La Cdl intende invece far esplodere un caso, ipotizzando addirittura un’incompatibilità su base statutaria (il giuramento di fedeltà alla Repubblica e l’esercizio dell’ufficio al solo scopo del bene dello Stato e della Regione). «Nella coalizione di governo ci sono anche degli eletti e dei gruppi che sostengono Illy ponendosi palesemente in contrasto con le leggi dello Stato e della Regione, e violando il giuramento dell’articolo 17. A nostro avviso ci sono gli estremi per l’esclusione di Metz dal consiglio, e ci attiveremo su questo versante», dice l’An Paolo Ciani. «Chiediamo ad ogni modo al presidente della giunta regionale una forte presa di posizione non solo verso lo stesso Metz, ma nei confronti di tutti i gruppi destabilizzanti il sistema democratico regionale, nazionale ed europeo». «Il fatto in sé non mi meraviglia. Ho spesso sottolineato come questa maggioranza vada da un Augusto Antonucci, espressione della finanza che conta, a Metz, legato a quei no global che manifestano nelle piazze in modo anche violento. Un atto del genere è ingiustificabile, ma ancor più grave sarebbe l’assenza di un’esplicita condanna da parte di Illy e dei capigruppo di maggioranza», gli fa eco il presidente degli azzurri Isidoro Gottardo. E, precisato che responsabilità e giudizio «sono di carattere personale, e non coinvolgono il movimento dei Verdi, personaggi non violenti», si associa alla richiesta di esclusione: «Se anche materialmente Metz non ha sfasciato nulla, è comunque partecipe e solidale con un’azione di estrema gravità. Ancorché probabilmente legittimato a farlo, moralmente non può più sedere in consiglio regionale». Stringata la valutazione di Roberto Molinaro, capogruppo Udc. «E’ necessario che tutti, ma soprattutto quanti sono investiti di pubbliche funzioni, prendano le distanze da episodi del genere». E addirittura telegrafica (nonché un po’ criptica) quella del segretario leghista Fulvio Follegot: «Questi sono dei disobbedienti, e come tali vanno presi». Un comunicato del gruppo del Carroccio denuncia poi «l’esistenza in Italia di una sinistra tendenzialmente violenta, e in crescita, come dimostra il 13% raccolto alle ultime europee». Luciano Santin
Muri demoliti a colpi di mazza e imbrattati con lo spray Danneggiato anche un bulldozer, distrutti quadri elettrici LA CRONACA GRADISCA. Dopo quello del 30 gennaio, sono tornati a Gradisca i Disobbedienti. Un blitz, alla caserma Polonio, ancor più deciso di quello di cinque mesi fa e contro il centro di temporanea permanenza per immigrati (Cpt). Ieri verso mezzogiorno un centinaio di giovani provenienti da Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Lombardia (in rappresentanza dei gruppi “Invisibili del Nordest”, “Disobbedienti” e “Tavolo nazionale migranti”) ha fatto irruzione nella struttura dismessa di via Udine per protestare contro la realizzazione del Cpt.I giovani – fra i quali il noto Luca Casarini – hanno demolito alcune strutture murarie del Cpt, mentre altre decine di giovani, fra i quali il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, hanno manifestato davanti alla struttura, controllati a distanza da polizia e carabinieri. Il blitz è durato circa quaranta minuti, durante i quali sono stati accesi alcuni fumogeni colorati e sono stati danneggiati alcuni pannelli elettrici del cantiere installato per trasformare l’ex caserma dismessa di Gradisca in Cpt. I manifestanti hanno inoltre abbattuto a colpi di martello una parte del muro di recinzione dell’ex caserma, mentre un bulldozer è stato danneggiato a colpi di mazza: divelte insegne e tabelle, danni anche per alcuni tubi dell’acqua.Non sono mancati gli striscioni colorati e le scritte con lo spray sui muri: «No ai Cpt» e «Nessun lager sulla nostra terra», gli slogan più gettonati. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che, dopo una breve trattativa con Metz, sono entrate nella struttura per verificare i danni. Nessun incidente fra manifestanti e forze dell’ordine, rallentamenti sulla statale che costeggia la caserma.Dopo i fatti, le parole: Luca Casarini, della Rete del precariato sociale e degli Invisibili del Nordest, ha affermato: «Il governo non creda di raccontare bugie sul Cpt di Gradisca d’Isonzo: non devono fare promesse, ma anche loro devono bloccare i lavori, perché abbattere un lager è un’azione civile». Giuseppe Pisano
«I danni sono gravi? E’ molto peggio un falso in bilancio» L’ASSESSORE TRIESTE. «Mesi fa Pisanu ha detto a Illy: credevo che la Regione fosse d’accordo, e aveva promesso una consultazione formale. Poi non ha neppure risposto ai ripetuti solleciti. La disobbedienza civile contro leggi ingiuste, come insegna Gandhi, è un atto di elevato valore morale. In particolare, direi, contro la Bossi Fini, che vuol trattare gli immigrati come un puro problema di ordine pubblico, e contro i centri di permanenza, contestati dalla stessa Corte costituzionale». «I danni li considero meno gravi di un falso in bilancio. In quanto a Metz, si è limitato a manifestare la propria opinione. Avrei potuto farlo anch’io».
La manifestazione alla caserma Polonio dei Disobbedienti guidati da Casarini si trasforma in un caso politico: «Non vogliamo una Guantanamo in Fvg» Il centro-sinistra: siamo contro la violenza, ma anche contro un centro immigrati tipo lager
No-global, irruzione alla Polonio Demoliti alcuni muri, danneggiati pannelli elettrici e un bulldozer GRADISCA. Un altro blitz nella caserma Polonio dopo quello del 30 gennaio scorso, ancor più deciso, e il caso del centro di temporanea permanenza per immigrati (Cpt) torna prepotentemente a far discutere: un centinaio di giovani provenienti da Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Lombardia (in rappresentanza dei gruppi “Invisibili del Nordest”, “Disobbedienti” e “Tavolo nazionale migranti”) ha fatto irruzione ieri, poco prima di mezzogiorno, nella struttura dismessa di via Udine per protestare contro la realizzazione del Cpt.I giovani – fra i quali il noto Luca Casarini – hanno demolito alcune strutture murarie del Cpt, mentre altre decine di giovani, fra i quali il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, hanno manifestato davanti alla struttura, controllati a distanza da polizia e carabinieri. Il blitz è durato circa quaranta minuti, durante i quali sono stati accesi alcuni fumogeni colorati e sono stati danneggiati alcuni pannelli elettrici del cantiere installato per trasformare l’ex caserma dismessa di Gradisca in Cpt. I manifestanti hanno inoltre abbattuto a colpi di martello una parte del muro di recinzione dell’ex caserma, mentre un bulldozer è stato danneggiato a colpi di mazza: divelte insegne e tabelle, danni anche per alcuni tubi dell’acqua.Non sono mancati gli striscioni colorati e le scritte con lo spray sui muri: «No ai Cpt» e «Nessun lager sulla nostra terra», gli slogan più gettonati. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che, dopo una breve trattativa con Metz, sono entrate nella struttura per verificare i danni. Nessun incidente fra manifestanti e forze dell’ordine, rallentamenti sulla statale che costeggia la caserma.Dopo i fatti, le parole: Luca Casarini, della Rete del precariato sociale e degli Invisibili del Nordest, ha affermato: «Il governo non creda di raccontare bugie sul Cpt di Gradisca d’Isonzo: non devono fare promesse, ma anche loro devono bloccare i lavori, perché abbattere un lager è un’azione civile», mentre il consigliere regionale Metz ha voluto specificare che «con il blitz di oggi abbiamo visto che la promessa di congelare i lavori del ministro dell’interno Pisanu non è stata mantenuta». Metz ha auspicato «che questa maggioranza e questa giunta regionale, in maniera molto forte e decisa, dicano il proprio no al Cpt. Non vogliamo e non permetteremo una Guantanamo sui nostri territori» e ha tirato in ballo in neosindaco gradiscano Franco Tommasini: «Stando ad alcune indiscrezioni, il sindaco di Gradisca sta trattando con il ministro Pisanu per lasciar realizzare il Cpt e avere in cambio un’altra caserma di Gradisca dove realizzare un polo universitario. È necessario che Tommasini, eletto con i voti del centro-sinistra, dica in maniera chiara qual è il suo intento sul Cpt».Proprio il nuovo primo cittadino è giunto attorno alle 13 alla Polonio, dove nel frattempo erano accorsi il prefetto Vergone e il questore Marangoni: questi ultimi due non hanno rilasciato dichiarazioni, mentre Tommasini si è così espresso: «Mi sono informato dell’accaduto da prefetto e questore: da parte mia posso solamente ribadire la nostra contrarietà al Cpt e che ci opporremo in maniera democratica. Proprio in questi giorni Maran ha presentato un’interrogazione al ministero dell’interno per sapere le reali intenzioni del governo».Con il sindaco c’era anche il consigliere regionale Mirio Bolzan: «Non è vero che Comune e Regione vogliono barattare una caserma per l’altra. Atti così vanno condannati, ma hanno almeno il merito di sollecitare una chiara posizione del governo; tutti hanno diritto di sapere». Alla Polonio, intanto, è ben visibile un’inferriata alta circa quattro metri che divide in due la caserma, mentre alle 13.25 di ieri è arrivato un semirimorchio carico di materiale di ferro: cinque minuti dopo il portone è stato chiuso. I lavori continuano, le polemiche anche. Giuseppe Pisano
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