Presidio contro i centri di permanenza temporanea e la legge Bossi-Fini ad Avellino.
La piazza principale di Avellino si è trasformata in un centro di permanenza temporanea. Un centinaio di attivisti del CSA Malepasso, del circolo "Che Guevara" di Rifondazione, del PDCI, della Caritas locale, della chiesa evangelica libera, insieme ai rappresentanti delle comunità migranti presenti in Irpinia hanno recintato con reti Piazza Libertà, simulando i soprusi, le violenze, la mancanza di diritti umani che si perpetrano ogni giorno nei lager per migranti, voluti dalla legge Turco-Napolitano - prima - e dalla ancor più retriva Bossi-Fini -poi. Inoltre, dal bordo della grande fontana della piazza, sono salpati ed approdati alcuni canotti gonfiabili, mimando i drammatici sbarchi dei migranti sulle nostre coste. L'iniziativa è stata messa in campo in risposta all'appello dei Padri comboniani di Castelvolturno, che denunciano - in un volantino - le gravi condizioni in cui versano i "prigionieri" dei famigerati CPT e la cattiva gestione degli stessi, chiedendone la chiusura. Molti i passanti che hanno solidarizzato con i manifestanti e forte l'attenzione dedicata dalla stampa e dalle tv locali all'evento. NO ALLA BOSSI-FINI, NO AI CPT, NESSUNO è CLANDESTINO.
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