E' uscito The day after tomorrow, un film che descrive la prossima catastrofe climatica. Ma lo fa cosi' male da fare un favore a Bush.
E' appena uscito in tutto il mondo il film "The day after tomorrow", diretto da Roland Emmerich, lo stesso dell'orrido e fascista Indipendence Day. Anche "The day after tomorrow" e' un film catastrofista, ma con l'audace pretesa di basarsi sulle conoscenze scientifiche. Il lungometraggio, infatti, parla dei mutamenti climatici del prossimo futuro. Nel film, vediamo Manhattan prima sommersa dall'oceano e poi coperta dai ghiacci a causa dello scioglimento dei poli e della fine della Corrente del Golfo.
Ancor prima dell'uscita del film, un simile scenario, per lo piu' dipinto come realistico, ha mandato su tutte le furie i climatologi di tutto il mondo. Infatti, e' altamente improbabile che il riscaldamento del clima che viviamo oggi porti ad una nuova era glaciale, come sostiene il film di Emmerich. Le conseguenze saranno meno spettacolari, forse, ma non meno gravi, e soprattutto potrebbero essere evitate se si limitasse l'inquinamento industriale: immaginare scenari catastrofisti serve solo a ridicolizzare chi vuole mettere in guardia sullo stato del pianeta.
Si tratta infatti di un tema molto attuale. Infatti, i dati scientifici oggi a disposizione descrivono molto chiaramente che il clima sta mutando, e che la terra si stia riscaldando. Tuttavia, ci si divide sull'analisi di questi mutamenti. Molti scienziati accusano l'effetto serra, dovuto alle emissioni industriali di anidride carbonica, e promuovono accordi come quello di Kyoto allo scopo di limitare l'inquinamento.
Altri invece ritengono che il mutamento climatico sia poco significativo, temporaneo e, soprattutto, indipendente dall'azione dell'uomo. Proprio gli industriali americani, sostenuti dall'amministrazione Bush, sono tra i principali sostenitori di questa scuola. Anche perche' limitare l'inquinamento da anidride carbonica lede gli interessi economici della prima potenza industriale mondiale.
Ma lo scenario disegnato nel film risponde anche ad altri interessi, forse piu' oscuri. Infatti, proprio un rapporto commissionato dal Pentagono ha previsto l'avvento di una prossima glaciazione, e ha paragonato la minaccia climatica al terrorismo. Nel rapporto, si consiglia a Bush di preoccuparsi per la sicurezza nazionale, di fronte agli sconvolgimenti sociali e politici che deriveranno dai mutamenti climatici.
Lo studio, stranamente identico al contenuto del film, era stato prodotto dal Global Business Network di Peter Schwartz e Doug Randall, un istituto di ricerca legato alla CIA in cui non compare nessun climatologo. Infatti, il rapporto non teneva in considerazione le ricerche scientifiche prodotte da scienziati ben piu' autorevoli. D'altronde, i ricercatori della Unione degli Scienziati Responsabili, tra cui figurano molti premi Nobel, avevano pubblicamente accusato l'amministrazione Bush di manipolare i dati scientifici su molte questioni, che vanno dal clima alla sanita', dalla deforestazione all'inquinamento.
Mai il rapporto tra scienziati e potere politico era stato cosi' cattivo come sotto l'amministrazione Bush. La scienza e la tecnologia, che costituiscono la vera marcia in piu' dell'industria americana, diventano invece una palla al piede quando esaminano gli effetti di questo modello di sviluppo.
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