parata antipro a Roma nella giornata mondiale della Million Marijuana March con motori e generatori diesel alimentati ad olio vegetale anzichè a gasolio,con spiegazioni su come e perhe usare olio di semi.
> > Alla pagina http://www.fuoriluogo.it/speciali/mmm/index.htm è possibile scaricare > sia l’appello da far girare nelle varie mailing list che 2 file in formato > fotografico (jpeg) che chiunque può scaricare per stampare localmente,in > maniera capillare nel territorio, per ottenere flayers con il più piccolo e > locandine con il più grande al fine di lanciare la giornata mondiale della > Million Marijuana March del 2 maggio in tutta Italia.Sono in stampa a > Bologna i manifesti e gli adesivi che appena pronti(giovedì) verranno > distribuiti tra chi li andrà a prendere direttamente al Livello 57 o ne farà > richiesta alla ns. casella gica@inventati.org o telefonando al > 3393393589.Forse è superfluo ma vale comunque la pena ricordare che il vero > motivo per cui la cannabis è vietata è che disturba gli interessi oltre che > delle narcomafie anche e soprattutto delle multinazionali del farmaco,del > petrolio e derivati plastici.> Il reale pericolo in chiave concorrenziale è che oltre a mettere fuori > mercato troppi farmaci più tossici,meno efficaci e più costosi perché non > autoproducibili,consentirebbe uno sviluppo ecocompatibile fornendo a tutti > la > possibilità di produrre anche in proprio senza ricorrere all’industria > un’idrocarburo pulito oltre che fibre alternative alle plastiche > sintetiche.La bachelite si otteneva dalla canapa e Henry Ford nel 1941 fece > una macchina tutta in canapa e alimentata a olio di canapa.Non è un caso > che > la coltivazione della pianta è stata vietata in America nel 1937,stesso anno > dell’immissione sul mercato dell’aspirina della Bayer e del brevetto del > Nylon del petroliere Dupont. Ogni motore diesel immatricolato dal 1991 in > poi > (gli ecodiesel delle normative C.E.E. ma c’é chi dice che anche i precedenti > potevano) può funzionare esattamente alla stessa maniera sia col gasolio che > con olio di semi vegetale ed alcuni nostri amici lo usano già da anni e > senza > problemi.Addirittura scopriamo dal sito ufficiale della Volkswagen che > l’olio di colza (come qualsiasi olio di semi vegetale) non ostruisce gli > iniettori al contrario del gasolio e per questo motivo lo usano in pista per > i loro diesel,o che in Francia tutto il gasolio è allungato (tagliato?) per > il 5% con olio di girasole(in fondo c'è allegato il materiale che spiega ciò > in > maniera estesa e tecnica).In Italia ci sono alcuni consorsi che riciclano > l’olio bruciato delle friggitorie e due distributori di olio vegetale per > trazione(in Emilia ad Alcatraz ed a Umbertide PG) ma se comprate un > qualsiasi > olio di semi vari in un qualsiasi discount il risultato è identico dal punto > di vista tecnico ma il prezzo sensibilmente più economico del gasolio.Nella > giornata Mondiale della Canapa è importante difendere la pianta in ogni suo > aspetto boicottando gli interessi criminali che perpetuano il divieto sulla > sua coltivazione e libera diffusione a discapito della salute pubblica e > della futura vivibilità del pianeta,senza dimenticare che è per il petrolio > che si fanno le guerre.Per questi motivi chiediamo a tutti di utilizzare > almeno per la parata del 2 Maggio solo olio vegetale per alimentare motori e > generatori nella giornata mondiale,esponendo bene in vista cartelli che > indicano il tipo di carburante utilizzato,l’odore di patatine fritte farà il > resto.Il 2 maggio la parata partirà dal Gianicolo e dopo essere passata nei > pressi del carcere “Regina Coeli”per il forte nesso che c’è tra il > proibizionismo e il carcere,raggiungerà il palco in piazza Bocca Della > Verità > dove la manifestazione prosegue fino alle 24 con un concerto.Per ora già > alcuni gruppi ci hanno confermato la loro disponibilità a suonare(Punkreas,Contromano,Sud Sound Sistem e Radici nel Cemento), ma siamo > in attesa delle risposte di altri e contiamo di incrementare sensibilmente > le > partecipazioni nei prossimi giorni per poi rendere publico il programma la > prossima settimana.Ciò che chiediamo ai gruppi è di testimoniare su quel > palco la loro adesione ad una battaglia di libertà per il fine > comune,rappresentando quella eterogenea umanità offesa dal proibizionismo.Ed > è per questo che crediamo sia importante costruire uno spettacolo vario per > stili e generi musicali come variegato è il popolo dei consumatori.> Ed è soprattutto per questo che siamo ottimisti.buon 2 Maggio a tutti.> GALASSIA INTERVENTO CREATIVO ANTIPROIBIZIONISTA> > > > > SPECIALE motori> > Nostra singolare prova con un nuovo carburante vegetale> 400 KM. CON L'OLIO DI COLZA NEL SERBATOIO AL POSTO DEL GASOLIO> Non è stato un ponderoso "test tecnico". Bensì, un imprevisto, > casuale "viaggio di prova" con un nuovo carburante vegetale che propone > inusitati traguardi per le auto Diesel. La vicenda è partita durante le "4 > Ore di Vallelunga" dove la nuova "Bora" Diesel "Common rail" della > Volkswagen ha vinto (in versione "Superturismo") a mani basse la gara > infliggendo ben otto giri di distacco a tutte le rivali a benzina. Mentre i > dominatori, "Dindo" Capello e Walter Sanduz, effettuavano l'unico > rifornimento (contro i tre degli altri concorrenti) mi ero reso conto che > nel loro serbatoio non veniva versato gasolio ma un oleoso liquido vegetale. > Che poi apprendevo esser estratto dalla colza: una 'crocifera' largamente > diffusa in agricoltura e detta anche "cavolo oleaginoso". Un prodotto di > chiara origine "agreste" che nulla ha a che vedere con quelli che si > ottengono dalla raffinazione degli idrocarburi che fino ad oggi hanno fatto > marciare i nostri motori. Una novità non da poco di questi tempi, dove > l’invenzione della "Carbon Tax" con la benzina ad oltre 2.000 lire al litro, > e con i continui provvedimenti restrittivi (sempre più severi e spesso sopra > le righe) si tenta di limitare l'inquinamento dei grandi centri urbani. > Questo carburante definito "Biodisel" viene prodotto da una nostra mezza > dozzina di specifiche "mini raffinerie" tra cui quella della "Estereco" di > Umbertide.> E quando un tecnico di quest'ultima, che sponsorizza le competizioni in > pista della Bora Diesel, mi ha offerto di provarlo sulla mia Diesel > personale (per la cronaca una Citroen ZX turbodiesel intercooler), ho > accettato al volo di comprare, come si dice "sul tamburo", questa innovativa > prova. Così la "Biodisel" (che non richiede alcun accorgimento per esser > usato in sostituzione oppure miscelato al gasolio) ha fatto il pieno del mio > serbatoio che era quasi "in riserva". Occorre precisare che il "Biodisel" > (inodore e poco infiammabile) ha un rendimento energetico eguale a quello > del gasolio ma la sua arma vincente è costituita dal fatto che non aggiunge > anidride carbonica in atmosfera (una corresponsabile del temuto "effetto > serra" per il nostro pianeta, non contiene zolfone, componenti aromatici e > riduce del 50% i residui incombusti emessi dai motori Diesel. E’ quindi un > carburante altamente ecologico che non richiede costosi e poco > durevoli "catalizzatori", ma solo il consueto impianto EGR di riciclo dei > gas di scarico. Usando per oltre una settimana questo carburante sia su > strada che in città non ho mai avvertito la minima differenza sia negli > avviamenti a freddo, sia nelle prestazioni velocistiche e di ripresa che > solitamente fornisce la mia "ZX turbo D". Forse, ad esser pignolo, qualche > chilometro in meno nella velocità di punta che viene dichiarata dalla > Citroen in 185 Km/h . Quando ho rifatto il "pieno " con il gasolio > riportando perfettamente a livello il serbatoio il parzializzatore > kilometrico azzerato in precedenza, segnava 460 Km per percorrere i quali > avevo consumato 30 litri di Biodisel. Pari a 15,300 km con un litro. Un > risultato straordinariamente probante che è confermato dall'esito delle > competizioni e dal fatto che in Francia, l'olio di colza (oppure quello di > girasoli che ha un costo di raffinazione più alto) viene miscelato in > percentuale del 5% in tutto il gasolio posto in vendita nella rete stradale. > Il costo del Biodisel dovrebbe aggirarsi sulle 1000 lire al litro (più IVA > ed oneri accessori) in quanto è stato esentato dal pagamento delle accise di > fabbricazione. Ma il problema è ora quello della sua distribuzione e dello > specifico utilizzo che per caratteristiche e disponibilità produttiva > dovrebbe esser soprattutto urbano. Non è, infatti, pensabile con 125.000 > tonn. di Biodisel esentate dalle accise per il trimestre 99/2001 (Legge 22-5-> 98 M° Finanze) si possa fare molto per sopperire ad oltre 10 milioni di > tonnellate di gasolio per autotrazione distribuite annualmente dalla rete > italiana.> Preferenziale sarà certamente il suo uso per i trasporti pubblici, per i > taxi ed "auto blu" nell'intricato e velenoso traffico delle grandi. città. > Ma è già in marcia un altro progetto ancor più avanzato. La "Estereco" sta > realizzando un nuovo sistema di ripulitura e raffinazione degli olii > alimentari "esausti" che friggitorie ristoranti e cucine domestiche, gettano > via, inquinando cloache, tubazioni e fiumi. Raccolti da "Consorzio Olii > vegetali usati" potranno servire al pari dell'attuale Biodisel a far > marciare ecologicamente i propulsori a gasolio. Così dopo aver usato, > durante le sanzioni e la guerra, motori a "ciclo Otto" (benzina) alimentati > dal gasogeno e "carbone vegetale" e dopo aver provato a lungo il Biodisel, > potrò forse, col tempo, immettere nel serbatoio i risiduati delle fritture > di patatine, di pesce e di altre nostre raffinatezze alimentari.> Sergio Ferraguti> > > CARBURANTI ALTERNATIVI> I Motori diesel vanno a olio di semi?> FROM: C@C@O ELEFANTE> http://www.alcatraz.it/> > > 19 Giugno 2001> > Tutte le auto diesel vanno a olio di semi?> Pare, si dice, si mormora, l'olio di semi vari, quello che in certi > supermercati puoi trovare in offerta speciale sotto le mille lire, quello > schifoso che se lo usi per la frittura ti azzanna il fegato con dei denti da > squalo, sarebbe un perfetto carburante per tutte le auto diesel. Senza > nessuna modifica. Parliamo con un meccanico che non vuole rivelare il suo > nome: "Io lo uso da dieci anni, va benissimo. D'estate 100% olio di semi > vari, d'inverno bisogna aggiungere un 30% di gasolio perche' col freddo > diventa poco fluido."> Un altro meccanico, che non vuole rivelarci il nome, dichiara: "Qui in giro > lo usano tutti. Non c'e' nessun problema, solo se uno ha un auto che ha > fatto piu' di 50mila chilometri col gasolio deve iniziare gradualmente, > prima 5 litri, poi dieci litri. Praticamente devi> disintossicare l'auto dalle schifezze che ci sono dentro il gasolio."> Un terzo meccanico intervistato ci dice: "L'olio di semi ha una resa > maggiore del gasolio del 3% e il motore si usura meno, lo abbiamo verificato > mettendo un motore sul banco. E' una cosa che non vogliono che si sappia in > giro e non e' difficile capire perche'. Qui quando al supermercato fanno le > offerte speciali di olio di semi la gente spazzola i banchi in un ora." C'e' > proprio da chiedersi quante siano le persone che si autoriducono il costo > del pieno. Con un prezzo dell'olio di semi vari dalle 800 alle 1300 lire al > litro e' un bell'affare. Su un pieno di 50 litri si risparmia dalle 20 alle > 45 mila lire. Le differenze di prezzo dipendono dai meccanismi deliranti del > mercato. Questa mattina in un supermercato di Ancona sono stati razziati > alcuni bancali di lattine da 25 litri in offerta speciale a 790 lire il > litro.> C'era la gente che aveva la bava alla bocca...> La quotazione del Sole 24 ore dell'olio di semi vari oggi era 880 lire al > litro, comprandone intere cisterne da 30mila litri.> Mille litri in comodo dispenser su bancale (un metro cubo), dotato di un > simpatico rubinetto te li portano a casa a 1190 lire al litro. Ed e' > garantito che il camionista e' giovane e aitante e selvaggiamente bisessuale.> Possiamo infine domandarci: e' legale tutto questo? Da un certo punto di > vista si tratterebbe di evasione delle tasse sui carburanti, d'altra parte > l'ultima finanziaria ha liberalizzato la distribuzione sperimentale di > 300mila tonnellate di carburante vegetale (biodiesel) detassato. A partire > da Luglio sara' possibile aprire distributori di bio carburante nelle > principali citta' d'Italia. Ma nessuno lo sta facendo. Quindi si potrebbe > ipotizzare che il cittadino che si autoprocura un bene di cui e' legale la > vendita ma che nessuno si preoccupa di vendere non compia un reato, bensi' > sopperisca legittimamente alle colpevoli lacune del mercato. Che dire poi > dell'indubbio beneficio ecologico?> L'olio di semi vari e' 100 volte meno inquinante del gasolio.> > > > Metti il colza nel motore> di Carlino Aucaulis> A grande richiesta,> ritorniamo sull’argomento> dell’olio di colza con alcune> informazioni di tipo tecnico> L’articolo di Dario Fo sull’utilizzo dell’olio di colza nei motori diesel, > come soluzione non definitiva, ma sicuramente di rapida applicazione per la > riduzione dell’inquinamento atmosferico ha suscitato un grandissimo > interesse tra i lettori. Siamo stati letteralmente sommersi di lettere, e-> mail e telefonate di adesione alla petizione e di richiesta di chiarimenti. > Torniamo dunque con piacere sull’argomento per offrire altre informazioni di > tipo tecnico-pratico. Nelle pagine seguenti troverete nuovamente il testo > della petizione da fotocopiare e utilizzare per la raccolta delle firme.> Meglio puro> Come è stato già detto, il biodiesel ha la possibilità di essere utilizzato, > sia puro che in miscela con il gasolio minerale, sia negli impianti di > riscaldamento che nell’autotrazione, ma la soluzione più ecologica quella > che noi sosteniamo con la petizione è l’impiego di biodiesel puro, cioè olio > di colza al 100%. Qualche lettore si chiedeva se c’era il rischio con la > diffusione di questo tipo di carburante di dare una mano alla coltivazione > di colza transgenica (dopo il mais e la soia, la colza è una delle colture > più interessate alla manipolazione genetica).> Noi diciamo che si tratta di un timore giustificato, ma facilmente > superabile se si utilizza colza di produzione nazionale, in quanto in Italia > non è autorizzata la coltivazione di colza Ogm.> Altri lettori si chiedevano dove è possibile fare il pieno di olio di colza > questo purtroppo è il punto debole della faccenda. Per il momento non esiste > ancora una rete di distributori di colza. Chi è interessato può contattare > la Estereco.> Un ultimo chiarimento: l’impiego di olio di colza non è la soluzione > definitiva all’inquinamento atmosferico, né rappresenta il carburante > ecologico del futuro, ma può essere una valida soluzione temporanea di > facile e immediata applicazione, per rendere più vivibile l’aria delle > nostre città. La soluzione definitiva per ridurre l’impatto ambientale è > ancora al di là da venire.> Inconvenienti facilmente risolvibili> Nel servizio di ottobre sono state sottolineate quelle che sono le > caratteristiche ecologiche straordinarie sia nella composizione dei gas di > scarico che negli altri parametri chimico-fisici dell'olio di colza.> Tale carburante può essere utilizzato nella maggior parte dei motori diesel > senza sostanziali modifiche, anzi, le principali case automobilistiche, > nelle recenti versioni, producono motori perfettamente idonei e raccomandati > per l’uso del biodiesel.> Occorre comunque tenere presente che, finora, i motori diesel si sono > sviluppati ed affinati nell‘obbiettivo di utilizzare al meglio il gasolio > minerale disponibile sul mercato e pertanto nei vecchi motori ed in > particolare in quelli di grossa cilindrata (camion ed autobus) possono > essere necessari alcuni accorgimenti per il corretto uso del Biodiesel.> Le principali problematiche individuate sono ad oggi sono state le seguenti:> Dissoluzione delle gomme naturali> Per sue caratteristiche intrinseche il biodiesel (come del resto gli oli > vegetali di provenienza) è un ottimo solvente delle gomme naturali.> Pertanto eventuali tubi di collegamento e/o guarnizioni in gomma naturale > presenti nel circuito di alimentazione del carburante alla pompa di > iniezione tendono ad essere rapidamente dissolte se non sostituite con > idonei materiali resistenti a questa azione.> Detta azione dissolvente viene manifestata anche nei confronti di eventuali > morchie e/o sedimenti precedentemente depositati nei serbatoi dei veicoli a > seguito del possibile uso di carburanti di non buona qualità.> Queste morchie, smosse dall‘azione solvente del biodiesel, possono essere > trascinate dal flusso del carburante e causare conseguenti intasamenti del > circuito di alimentazione e dei relativi filtri. Entrambe queste > problematiche sono facilmente risolvibili a costi molto contenuti.> Trafilamento del carburante> Il fenomeno riguarda le pompe di iniezione cosiddette "in linea", che sono > lubrificate con lo stesso olio del motore. A seguito della usura dei > pompanti si verificano, col tempo, dei trafilamenti di carburante nella > sottostante coppa di lubrificazione dell’albero a camme e conseguente > travaso nella coppa dell’olio motore dal momento che i due circuiti sono > comunicanti. Questo fenomeno é comune anche al gasolio minerale anche se non > causa particolari problemi poiché esso evapora attorno ai 120 + 130 °C > inferiori alle normali temperature a cui si trova l’olio del circuito di > lubrificazione (disperdendosi però nell’ambiente con inevitabile aumento del > grado di inquinamento).> L‘elevata temperatura di evaporazione del biodiesel che supera i 300°C > invece, impedisce al combustibile vegetale di evaporare rimanendo miscelato > all’olio di lubrificazione.> Questa sua caratteristica può comportare una concomitanza di fattori > negativi quali: diluizione dell’olio motore, con conseguente diminuzione del > potere lubrificante; formazione di lacche semisolide, dovute alla > polimerizzazione del prodotto vegetale alle alte temperature di contatto che > si raggiungono in alcune parti del circuito di lubrificazione; dissoluzione > di eventuali morchie e depositi presenti nella coppa dell‘olio con > conseguenti trascinamenti nel circuito di lubrificazione e possibile > occlusione degli orifizi di passaggio.> Tale effetto è estremamente amplificato nel caso di impiego di biodiesel da > olio di girasole, caratterizzato da elevata insaturazione e da presenza di > cere.> Il problema può essere eliminato con una semplice modifica al sistema di > alimentazione/pompa di iniezione e con l’installazione del kit fornito dalla > stessa azienda produttrice del biodiesel (l’Estereco di Umbertide, vedi > indirizzo a fondo pagina).> Avviamento a sotto zero> Il problema è comune al gasolio minerale che infatti nel periodo invernale > viene posto in commercio opportunamente addizionato per consentirne l‘uso > alle basse temperature.> Per il biodiesel valgono le stesse considerazioni salvo l’uso di additivi > diversi.> Un’idonea additivazione consente avviamenti regolari fino a temperature > attorno ai –15°C.> Odore di fritto> Ogni carburante emette durante la combustione attraverso i gas di scarico un > suo caratteristico "odore". Ben noto è lo sgradevole odore di idrocarburi > incombusti, aromatici e non, dei carburanti tradizionali ai quali ci siamo > però forzatamente abituati.> L’odore caratteristico emesso dal biodiesel è quello di patatine fritte o di > pop corn che, anche se a qualcuno può fare storcere il naso, è comunque > indice di assenza di quelle ben note sostanze inquinanti purtroppo presenti > in così elevata concentrazione nelle emissioni dei carburanti tradizionali. > Ad ogni buon conto, per non obbligare i più schizzinosi a tapparsi il naso, > sono stati messi a punto accorgimenti in grado di contenere "l’olezzo di > friggitoria orientale" entro limiti accettabili.> Questi, come gli altri inconvenienti segnalati, oggi sono facilmente > superabili grazie all’impiego di speciali additivi (utili per migliorarne il > comportamento a freddo e durante il funzionamento), kit di installazione > (per modificare, ove necessario, il sistema di alimentazione/pompa di > iniezione per eliminare il problema dovuto ai trafilamenti) e dispositivi in > grado di ottimizzare il bruciatore di preriscaldamento (tipo Webasto).> Come è stato già illustrato nel numero di ottobre (vedi Un bambino con il > polmone da vecchio, a firma Dario Fo, pubblicato sul numero di ottobre 2000) > sono in circolazione almeno un centinaio di autoveicoli attualmente diesel > alimentati con olio di colza, i cui motori sono stati modificati con una > spesa media di circa 200 mila lire.> > Per saperne di più> Estereco,> Zona industriale Pian d’Assino,> Umbertide (Pg) tel 075 9415779> > > SPERIMENTAZIONE NELLE COMPETIZIONI: > L’ACCORDO CON VOLKSWAGEN RACING> l’Estereco ha deciso di seguire la strada dello sviluppo e del miglioramento > del prodotto affidandosi alle competizioni. Per dimostrare la validità del > carburante anche in condizioni estreme e così la scelta è caduta su un > settore che da sempre rappresenta un vero eproprio laboratorio per tutti i > prodotti legati al mondo dei motori: le competizioni. > la Estereco e la VW Motorsport Italia hanno infatti deciso di utilizzarlo > sulle vetture ufficiali schierate nell’European Superdiesel Challenge, > campionato al quale la casa tedesca ha partecipato con una Golf IV Tdi e la > nuovissima Bora Variant Tdi. Il motore che equipaggia le due vetture è un > cinque cilindri turbo diesel opportunamente elaborato dalla Volkswagen > Racing in grado di sviluppare quasi 300 cavalli. Dopo una lunga serie di > test svolti direttamente dagli ingegneri del reparto corse di Volksburg la > Casa tedesca ha consentito l’utilizzo del biodiesel per i suoi propulsori da > corsa rilevando tra l’altro che il biodiesel allo stato puro al posto del > gasolio tradizionale mantiene inalterata la potenza e grazie alle sue > caratteristiche detergenti il biocarburante Estereco mantiene puliti i > condotti di aspirazione, gli iniettori e le camere di scoppio, evitando la > formazione dei depositi carboniosi tipici del gasolio minerale. Le vetture > Volkswagen che partecipano alle gare di durata del Superdiesel Challenge > hanno collezionato fino ad oggi una serie innumerevole di successi a > conferma non solo dell’eccellente preparazione operata sulle vetture dai > tecnici della Casa ufficiale, ma anche dell’ottima qualità del carburante > Estereco utilizzato da tutte le vetture con il marchio vw.> > Ufficio Stampa> Francesco Ippolito> Tel/fax 075 5271817> E mail: motormedia@tin.it> > > > Utilizzazione degli oli vegetali in caldaiaGli oli potrebbero essere > utilizzati anche con bruciatori convenzionali in sostituzione del gasolio > industriale o per riscaldamento. Questo tipo di soluzione si pone > interessante per alcuni motivi sostanziali: 1. il prezzo del combustibile > fossile sostituito è frequentemente molto simile a quello del gasolio da > autotrazione, quindi soggetto all'applicazione di accise elevate; 2.> l'utilizzazione dell'olio in caldaia richiede l'organizzazione di > una filiera agro-energetica molto semplice e che può chiudersi direttamente > in ambito rurale, dove produttori di combustibile e utilizzatori possono > essere molto vicini tra loro (o addirittura coincidere). Ciò si dovrebbe > riflettere in sensibili economie di produzione e in bilanci energetici > favorevoli; 3. le eventuali modifiche dei bruciatori o gli interventi di > manutenzione sugli impianti termici sono meno impegnativi di quelli > richiesti dai motori. Gli utenti, quindi, potrebbero essere più invogliati > ad utilizzare il combustibile alternativo. In questo filone si inserisce una > recente ricerca promossa dalla Home-Grown Cereals Autority (UK) finalizzata > alla verifica della fattibilità dell'utilizzo energetico di olio di colza > prodotto anche con tecnologie molto semplici (estrazione meccanica con > piccole unità e filtrazione del prodotto). Per i bruciatori industriali è > stato preso in considerazione il modello NOH 13-23 della Nu-Way (147-542 kW) > montato su una camera di combustione cilindrica del diametro di 0,6 m e > lunga 4 m (raffreddamento ad acqua). Utilizzando olio grezzo di colza > (potere calorifico inferiore: 35,7 MJ/dm3 - 39,2 MJ/kg; flashpoint: 320ºC; > viscosità: 27 cSt a20ºC e 19 cSt a 60ºC) è risultato che: 1. la geometria > degli ugelli di atomizzazione deve essere leggermente differente da quella > utilizzata per il gasolio (45º nel primo caso contro i nomali 60º del > secondo); 2. la temperatura ottimale di preriscaldamento del combustibile > è di 65ºC, mentre la pressione di atomizzazione di 2,2 MPa; 3. con il > funzionamento in continuo, la combustione è molto simile a quella ottenibile > con gasolio da autotrazione e non dà origine a nessun tipo di problema. 4.> i corrispondenti valori delle emissioni gassose sono molto > interessanti. La fumosità è sempre molto bassa (valori indice nulli sono > molto frequenti). Gli ossidi di azoto sono ridotti (45-55 ppm) rispetto > all'utilizzo di gasolio (60-70 ppm), così come il monossido di carbonio (7-> 10 ppm); 5. con il funzionamento on-off (cicli con 10 minuti on e 5 > minuti off), si nota un certo accumulo di olio nella camera di combustione > dovuto al fatto che la fiamma si sviluppa dopo 1-1,5 s dall'inizio della > atomizzazione del combustibile (ciò a causa dell'elevato valore del > flashpoint). L'inconveniente viene ridotto utilizzando una miscela olio-> gasolio al 50% o utilizzando gasolio per i primi secondi di accensione della > fiamma (sono disponibili appositi sistemi che consentono l'utilizzo di due > combustibili) o, ancora, utilizzando l'olio per applicazioni dove la > temperatura delle pareti della camera di combustione è superiore a 100-150ºC > (esempio: produzione di vapore). Con un bruciatore commerciale di tipo > domestico (60 kW) i risultati sono stati deludenti, in quanto non si è > riusciti ad ottenere una una buona accensione del combustibile anche con > miscele al 50% di gasolio. Ricorrendo, invece, a miscele al 50% di kerosene, > l'accensione è soddisfacente e non risulta necessario il pre-riscaldamento. > A questo riguardo, tuttavia, va segnalato che la MAN Brennerbau (D) > commercializza una serie di bruciatori del tipo "fiamma blu" (15-60 kW) > progettati per funzionare con olio di colza. In essi, parte dei gas caldi > prelevati dalla parte posteriore della fiamma vengono ricircolati alla base > dell'ugello di atomizzazione. Ciò aiuta la vaporizzazione delle gocce di > combustibile prima della loro ignizione. Si tratta di una soluzione che > viene normalmente adottata per contenere le emissioni di NOx e che ben si > combina con le caratteristiche dell'olio di colza. La MAN, comunque, > consiglia di utilizzare miscele olio-gasolio al 40% di olio. Di contro, la > Dunphy Burners (UK) ha a disposizione bruciatori con fiamma pilota permante > (alimentata a gas) in grado di utilizzare olio puro. >
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