Articoli del Messagero Veneto nel pomeriggio quelli del Gazzettino
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DOMENICA, 04 APRILE 2004 Pagina 5 - Udine Presidio antifascista contro i centri di permanenza Corteo di Forza nuova per dire basta ai crimini degli extracomunitari Clandestini sì o no, le ragioni urlate e scritte GLI ARGOMENTI «Clandestini, fuori dai confini», strillavano per le vie della città i manifestanti di Forza Nuova. Partiti da piazza della Repubblica, sono arrivati in piazza San Giacomo attraversando il centro. In via Vittorio Veneto un signore li ha voluti contare: erano in 59 o poco più, mescolati agli “invisibili” della Digos e racchiusi fra quattro ali di poliziotti. «L’Italia agli italiani», «Basta criminalità extracomunitaria»: questi gli argomenti politici urlati a voce e leggibili negli striscioni esposti nel corteo e poi fatti vedere a semicerchio nella deserta piazza San Giacomo presidiata dalle forze dell’ordine. Partito alle 16.30 come previsto, il corteo è stato scortato fino al rientro alle proprie autovetture. Alle 17.22 quelli di Forza Nuova stavano già sulla strada del ritorno con gli striscioni arrotolati sotto braccio, in mezzo alla gente del sabato pomeriggio. In piazza XX Settembre, subito dopo le 15, il «presidio antifascista» della sinistra aveva esposto i propri banchetti, distribuendo volantini per dire no ai Centri di permanenza temporanea per i clandestini, definiti come «nuovi lager». Nel mirino, in particolare, quello che s’intende creare a Gradisca d’Isonzo. «Fascismo di Stato», sostenevano tra una canzone reggae e l’altra, dopo i discorsi di rito aperti dall’ambientalista De Toni e proseguiti con il rappresentante dell’Anpi, che non ha usato mezzi termini per denunciare un «rinascente pericolo fascista». Sventolavano le bandiere rosse della Cgil, era bene in mostra la sigla della Triplice sindacale. «Contro tutti i fascismi siamo tutti clandestini», scriveva Rifondazione comunista nel volantino e nello striscione. «Nel giorno in cui organizzazioni d’ispirazione fascista si ritrovano in una piazza a lui intitolata, vogliamo ricordare la figura di Giacomo Matteotti, affinché questo scandalo non possa ripetersi». E giù la biografia del socialista «ucciso da sicari fascisti», come scritto nel sito dell’Anpi, fedelmente riportato nel volantino. Studenti, immigrati, qualche politico, operai, impiegati: c’erano un po’ tutti, anche se molti meno dei 500 previsti dalla questura. Nelle parole d’esordio di De Toni l’amarezza per aver ottenuto soltanto mezza piazza al contrario di Forza Nuova che invece aveva tutto San Giacomo (g.s.) --------------------- --------------------- DOMENICA, 04 APRILE 2004 Pagina 5 - Udine Oltre 150 tra poliziotti e Cc per badare a una sessantina di Forza Nuova e ai 2-300 della sinistra Centro storico blindato per pochi manifestanti Un imponente servizio d’ordine pubblico ha consentito il regolare svolgimento delle contrapposte manifestazioni politiche previste ieri pomeriggio in città. Forza Nuova ha potuto raggiungere in corteo piazza Matteotti, la sinistra ha svolto il proprio sit-in in piazza XX Settembre. Tutto regolare, senza incidenti, anche se polizia e carabinieri sono stati costretti agli straordinari perché a un certo punto una trentina di manifestanti della sinistra ha raggiunto piazza Matteotti srotolando nuovamente gli striscioni precedentemente esposti. Agenti della Polizia scientifica hanno provveduto a filmarli e adesso, visto che non erano autorizzati a manifestare in quella piazza, non è escluso che la questura valuti eventuali provvedimenti. La parola d’ordine era evitare qualsiasi contatto, anche verbale, fra gli opposti manifestanti. Anche il percorso del corteo di Forza Nuova era stato studiato apposta. Unico intoppo una donna che, senza farsi vedere, da una finestra in via Paolo Sarpi ha urlato «Fascisti di m...», ma Stefano Salmè ha subito stoppato i suoi. Poliziotti e carabinieri erano ben oltre i 150 dichiarati. Tutta la questura era fuori ieri pomeriggio: dal questore Celentano al vicario, a cinque dirigenti. C’erano il capo della polizia municipale e s’è visto anche il comandante provinciale dell’Arma dei Cc, colonnello Gerosa. Ma soprattutto c’erano tutta la Digos e buona parte della Polizia scientifica, attenta a “immortalare” ogni momento critico. Molti anche i vigili urbani in auto e in moto, a scortare il corteo e a presidiare gli incroci per bloccare il traffico che a mano a mano si faceva sempre più caotico. Forze dell’ordine in servizio almeno due ore prima dell’inizio della manifestazione della sinistra, quindi dalle 13. Via alla cosiddetta bonifica, con i controlli in tutti i cestini, nelle auto parcheggiate, alla gente che cominciava ad arrivare. Ogni angolo del centro città era tenuto sotto controllo da Cc o agenti in borghese. Da piazza XX settembre qualche giovane ha cominciato a dirigersi verso via Vittorio Veneto sapendo che il corteo di Forza Nuova stava arrivando. Avrebbero voluto distribuire volantini, ma sono stati subito fermati in piazza Duomo. È successa la stessa cosa quando c’è stato il tentativo di andare in piazza Matteotti. Allora la polizia ha bloccato tutti. «Quando andavo a sentire i comizi di Berlinguer e Almirante, le piazze erano piene di gente e la polizia neanche si vedeva. Adesso è l’esatto contrario», ha commentato un signore sulla settantina che all’epoca non si perdeva un comizio. Ieri non è riuscito a sentire cosa dicevano quelli di Forza Nuova.
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