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er marione attizza la PADANIA
by viva marione Sunday, Mar. 28, 2004 at 12:37 AM mail:

Il fascista della Roma che ci minaccia Ecco chi è "er Marione"


Speriamo bene. Speriamo che ora le radio romane che da giorni aizzano e sobillano ininterrottamente i tifosi contro di noi, non diano la colpa alla Lega Nord, al ministro Maroni e alla "Padania" per l'eliminazione della Roma dalla Coppa Uefa e la sconfitta della Lazio a Bologna. Speriamo che non accusino noi, anziché il loro adorato presidente Sensi e il loro ex-idolo Cragnotti, di non aver pagato l'Irpef, l'Iva e i contributi Inail e Enpals. Speriamo che non facciano credere che ci siamo noi dietro l'Uefa e i suoi neanche troppo rigorosi parametri per l'ammissione dei club alle prossime competizioni europee, dato che Roma e Lazio sono prive dei requisiti-base: la prima perché priva della certificazione di bilancio, la seconda perché debitrice nei confronti del Valencia per il saldo di Mendieta e Lopez (a proposito, ma ci voleva così tanto per trovare qualcuno disposto a certificare il bilancio della Roma, visto quello che hanno fatto i certificatori dei bilanci Parmalat o Cirio?).
Ma soprattutto speriamo che "er Marione", dai microfoni della radio "Rete Sport" che diffonde quotidianamente urbi et orbi la sua rubrica "Te la dò io Tokyo", non continui a minacciarci e a tenere alto il fuoco sotto la pentola, come abbiamo appreso da "La Stampa" (giovedì a pag. 9, articolo di Francesco Grignetti). Vi invitiamo a leggere qui sotto la lettera che "er Marione" ci ha mandato, ai sensi dell'articolo tal dei tali della legge numero non mi ricordo quale. Leggete la sua lettera e prendete nota dello scoop, anzi dello sgub che Marione ci affida: "Non è vero che io, Mario Corsi, sono capo-tifoso". Prendiamo atto. Non pensavamo che Marione ritenesse così offensivo essere definito "capo-tifoso". Che c'è di male?
MARIONE SUPERSTAR - Anche perché lo hanno fatto, proprio in questi giorni, "La Stampa", "la Repubblica" (basta leggerlo sulle pagine web con data 22 marzo), l'agenzia Ansa, "C'è Diaco" (su Sky TG 24), e molti altri organi d'informazione. Per non parlare, qualche tempo fa, del libro "Romanisti - Che mondo sarebbe senza la Roma?", scritto da Angelo Bocconetti, edizioni Sonda. Ma, probabilmente, er Marione si è sentito sminuito dalla nostra definizione: forse gradisce e ritiene molto più acconcia al suo rango quella che lo include tra "i nuovi padroni degli stadi", come afferma "Dagospia"? Non sappiamo. Sicuramente Marione ha ragione di dolersi se nel derby di domenica scorsa lo abbiamo erroneamente collocato nella curva Sud. Lui ora va in tribuna Vip. È giusto indignarsi: come si possono tollerare simili retrocessioni del proprio status sociale così difficilmente raggiunto? Prendete nota: Marione non si mescola con quella feccia delle curve, lui sta in mezzo a D'Alema e alla signora Fini, a Gasparri e Gianni Letta, e che diamine? Lui convince Claudio Amendola a sborsare 6 milioni e mezzo per una pagina intera di pubblicità sull'edizione romana del "Corriere della Sera" (28 febbraio 2002) con questo testo: "Tutti con Sensi per non avere le mani LEGAte". Amendola, ma non poteva darli in beneficenza quei 6,5 milioni?
LA BUFALA SU PUTIN - E poi, sempre a proposito di Marione, ma questa volta del suo modo di fare informazione, come ci permettiamo noi giornalisti di parlare indegnamente, o anche semplicemente di osare di nominare un uomo (stava per scapparmi "collega", ma non voglio che Marione si arrabbi di nuovo per questo mio atto di superbia) che ha costretto a scomodarsi perfino il premier Berlusconi? Eh sì, perché - e questo esempio ci serve per far capire certi meccanismi dell'informazione ormai saltati del tutto (ha ragione Giuliano Ferrara: non esiste più lo "Statuto" delle notizie) - Marione è colui che nel suo programma dalle 10 alle 14 tutti i giorni, con telefono aperto dopo aver incendiato la folla, ha tirato fuori la "bufala" di Putin. E cioè che, pur di far fuggire i compratori russi della Roma, è intervenuto in persona Berlusconi, il quale ha nientepopodimenoché telefonato a Vladimir Putin chiedendogli di intervenire sui padroni della "Nafta Moskva" e di dissuaderli dall'acquistare la società giallorossa. Il motivo? Chiaro: se arrivano i russi, la Roma si rafforza, non vende Totti (che secondo noi farebbe i salti di gioia per andare al Milan), e la squadra rossonera non domina più in Europa mostrando il più bel calcio del mondo (ma anche quello della Roma tocca spesso vette deliziose e sublimi).
ALTRO CHE BIMBO UCCISO... - La "bufala su Putin" - questa sì, identica come modalità e non certo come gravità, a quella del bambino investito e ucciso dall'auto della polizia -, la bufala della telefonata di Berlusconi al suo amico Volodja ha dilagato poche settimane fa per tutta Roma. Ma questa era solo la "fase 1". La "fase 2" prende corpo con Melli che porta la "notizia" al "Processo di Biscardi" (ma l'ha copiata Melli da Marione o viceversa?) e la fa quindi uscire dai confini ristretti dell'Urbe, ammantandola di qualcosa di ufficiale ma incontrollabile ("è questa la tesi della famiglia Sensi, che mi ha autorizzato a diffonderla", ha annunciato con aria dolente e solenne anche se un po' bisunta per via della consueta indigestione di porchetta). La "fase 3" è naturalmente appannaggio della sinistra che, a corto di argomenti, usa strumentalmente "la bufala di Putin" per attaccare Berlusconi, aizzargli contro la città di Roma, spaventarlo alla vigilia delle elezioni con una invenzione di questo tipo.
MELLI & MARIONE - Mentre Marione, cioè colui che ha attivato (o è stato Melli?) il meccanismo contro Berlusconi - rappresentante dell'"odiato" Nord e colpevole di avere la sua squadra in vetta alla classifica - se la rideva, ecco arrivare la "fase 4". Che è anche la più preoccupante: Palazzo Chigi, infatti, decide di diffondere un comunicato ufficiale con cui viene decisamente smentita ogni voce riguardante passi o interventi del premier sul presidente Putin. E, a questo punto, mettetevi nei panni di Marione: chi lo ferma più, chi lo riporta coi piedi per terra uno che, attraverso questo tam-tam dell'informazione (?) che vi abbiamo descritto, "costringe" il premier a diffondere una nota ufficiale di smentita? Adesso lo capite perché uno come Marione si offende se lo definisci "capo-tifoso"? Egli appartiene, o crede di appartenere, a un'altra categoria e quindi, al massimo, accetta - ma forse con un moto di ribrezzo - di essere messo al livello di Biagi, Bocca, Montanelli, Scalfari, Pansa, Ferrara. Ma con più potere e con una verifica costante, e sul campo, di questo potere.
UN NEMICO: LA LEGA - Abbiamo di proposito fatto l'esempio di Marione e del tipo di problematiche che i suoi interventi alla radio suscitano (ma quanti altri Marione ci sono nelle radio private dell'urbe, quelle che per 24 ore al giorno, per dodici mesi all'anno, ferragosto compreso, diffondono ininterrottamente fili-diretti su Roma e Lazio?), per arrivare a un altro discorso. Pensate quando Marione e i suoi simili (qui mi sa che arriva un'altra sua richiesta di rettifica: ma noi ci riferiamo ai titolari di rubriche radiofoniche a Roma), invece che parlare di Putin e Berlusconi parlano della Lega Nord, di Maroni, della "Padania". Leggiamo la cronaca de "la Stampa": «Al tifoso medio che accede al microfono di "Te la dò io Tokyo" preme rispondere per le rime ai leghisti. Quelle continue punzecchiature, le manifestazioni, gli slogan, i manifesti, le campagne, sempre all'insegna di "Roma ladrona" hanno lasciato il segno nel profondo della città. E così Marione, ecumenico ma non troppo, liscia il pelo ai suoi ascoltatori: "Deve risultare chiaro che noi non odiamo il Nord. Ci mancherebbe altro. Significherebbe diventare come loro. Noi dobbiamo fargli abbassare la soglia dell'insulto. Ma loro hanno come capopolo uno come Bossi, su cui non voglio dire nulla. Uno come Gigetto Moncalvo, il direttore della Padania, su cui pure non voglio dire nulla. Uno come Maroni... Ma ve lo ricordate quando andava in giro per il ministero come in un film western?"». Osserva il giornalista de "La Stampa": «Inutile nascondere che c'è un gran condensato di romanità - l'aplomb della ministerialità contro la stravaganza del ministro settentrionale - nel discorso del capotifoso che meriterebbe un trattato sulla retorica capitolina». Hai capito, Mariò: pure "La Stampa" t'ha abbassato al rango di capo-tifoso? Ahò, ma da quando preferisci i doppiopetti ai rappresentanti del popolo che si vestono come il popolo? Ma quanto sei invecchiato... A quelli della "Stampa" la mandi la richiesta di rettifica o no?
CONTRO BOSSI - Andiamo avanti nella lettura dell'articolo di Francesco Grignetti: «La Lega, da queste parti, è l'avversaria di sempre. Tanto per dire, hanno adottato come sigla un ritornello di Pino Daniele, il cantautore napoletano che con i leghisti s'è querelato e controquerelato. (in verità lo abbiamo querelato noi, ndr). Marione, guarda caso, è andato a scegliersi proprio il passaggio: "Questa Lega è una vergogna/ noi crediamo alla cicogna/ e corriamo da mammà". E, a giudicare da quanto si sentiva martedì dalla viva-voce dei tifosi-ascoltatori, la Lega di Umberto Bossi è l'immancabile bestia nera dell'ultras». Ecco, avete letto qualche bell'esempio di conduzione di rubrica radiofonica. Immaginate gli effetti e le conseguenze che può provocare. L'altra sera a Roma un tassista si è rifiutato di farmi salire a Fiumicino. E da due giorni ho dovuto far mettere i miei telefoni sotto controllo per le minacce che arrivano. Ora, anche ripensando al meccanismo della bufala Berlusconi-Putin, avete capito come nascono, si diffondono, vengono fatte esplodere notizie fasulle come quella del bambino travolto dall'auto della Polizia? E dunque: prefetto Serra e questore Cavaliere per favore andate avanti. Non vi fermate. E, se vi fermano, fatecelo sapere. Voi sapete come.
CHE BIOGRAFIA! - Ma adesso è giunto il momento di andare a vedere chi è questo Marione e non c'è bisogno di attingere al suo sito internet dove oggetto di odio sono, con tanto di cartoline, Galliani, Moggi, qualche arbitro. Sentite la dedica scritta sul sito web: "Guglielmo Marconi ha inventato la radio, Marione le ha dato un senso", Firmato Enzo Salvi (crediamo sia il comico dei film di Vanzina). A noi interessa sottoporvi altre letture per farvi capire chi è Marione, questo predicatore, questo profeta della curva Sud (pardon, della Tribuna Vip) che semina odio e veleno contro di noi. Basta andare a leggere http://www.faustoeiaio.org ,http://www.tmcrew.org e http://www.ecn.org (naturalmente tenendo conto delle date in cui quelle pagine sono state pubblicate e delle eventuali variazioni o sviluppi che i fatti riprodotti hanno avuto) e soprattutto le parole con cui il giudice istruttore di Milano Guido Salvini, il 14 luglio 1997, chiese la prosecuzione delle indagini relative al procedimento penale 271/80 sul duplice omicidio di Fausto e Jaio, due giovani di sinistra uccisi a Milano nel 1978. Ci vuole poco per ricordare che Mario Corsi è un signore che è stato esponente dei NAR, una sigla terroristica di destra tragicamente molto nota non solo a Roma.
DUPLICE OMICIDIO - Marione era uno degli indiziati per l'omicidio di Fausto e Jaio, fino a quando il Gip Clementina Forleo ha archiviato la sua posizione per insufficienza di prove. Marione nel '77, faceva parte del gruppo "Prati" aderente ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Nel '79 riceve il primo avviso di garanzia per l'omicidio di Fausto e Jaio. Viene arrestato nel 1981 nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna, poi rilasciato insieme ad altri neofascisti romani. L'indagine parte dalle scoperte del giudice Mario Amato, assassinato dai Nar nel 1980. Amato aveva ereditato un dossier realizzato da Valerio Verbano, uno studente del Liceo Archimede di Roma, esponente dell'autonomia operaia anche lui ucciso nella sua abitazione, davanti ai genitori, il 22 febbraio 1980. Il 20 aprile 1982 il Tribunale di Roma lo condanna insieme a Massimo Morsello, Emanuele Appio e Maurizio Catena per l'assalto alla scuola romana "Fratelli Bandiera" avvenuto nel '79. Il 28 maggio 1982 è rinviato a giudizio insieme ad altri 55 neofascisti dei Nar. Al gruppo il giudice istruttore contesta 220 capi di imputazione che vanno dalla strage alla rapina, omicidio, violazione della legge sulle armi, danneggiamento doloso.
CINEMA INCENDIATI - Il 17 maggio 1984 arriva per Corsi un'altra condanna. Il Tribunale lo ritiene responsabile degli incendi nei cinema "Induno" e "Gardena", avvenuti a Roma tra il '79 e l'80. È condannato a cinque anni. Nel dicembre dell'84 viene accusato dell'omicidio del giovane simpatizzante del Pci, Ivo Zini, ucciso perché colpevole di leggere una bacheca de "l'Unità". Il 2 maggio 1985 c'è la sentenza denominata "Nar 1". Corsi riceve una condanna a 9 anni ma per il delitto Zini viene prosciolto per non aver commesso il fatto. Il 19 aprile c'è il secondo grado. In appello Corsi viene condannato per l'omicidio di Ivo Zini. 23 anni di carcere. Per lui la Corte d'Assise di Appello di Roma emette un mandato di cattura. Il 9 aprile dell'87, la Cassazione dispone un nuovo processo per Corsi relativo sempre a Zini.
ASSOLTO - Intanto le inchieste su Fausto e Jaio a Milano proseguono con nuovi accertamenti. Il processo Zini torna nuovamente in appello e Corsi viene assolto. Nell'89, la Cassazione ratifica e Corsi viene prosciolto in via definitiva. Nel 1991, il giudice Guido Salvini gli invia un nuovo avviso di garanzia per Fausto e Jaio. Siamo nel '96. Corsi si mette a capo della tifoseria romanista. Il 27 settembre viene arrestato. Con lui finiscono in manette Fabio Mazzei, Giuseppe De Vivo, Daniele De Santis, Guglielmo Criserà, Giuliano Castellino, Fabrizio Carroccia. I sette sono accusati di aver organizzato estorsioni a funzionari della società giallorossa, pretendendo trattamenti di favore e facilitazioni per entrare allo stadio in occasione delle partite della Roma. In caso contrario, minacciavano i funzionari avvertendoli che sugli spalti ci sarebbero stati problemi di ordine pubblico. Quattro di loro fanno parte del gruppo dei ''Boys''; gli altri tre di ''Frangia ostile, cuore di Curva''. Arrivano altre accuse. Irruzioni in radio private per imporre la loro partecipazione alla trasmissione e far leggere i loro comunicati; minacce a giornalisti sportivi, tra cui due cronisti di altrettanti quotidiani romani; striscioni esposti allo stadio con intimidazioni mirate. Il Gip del Tribunale di Roma emette per questi tifosi altri provvedimenti per violenza privata, dopo ulteriori indagini svolte dalla Digos diretta da Domenico Vulpiani. In particolare, per Mario Corsi, e Fabrizio Carroccia, 32 anni, ''er mortadella'' il Gip dispone gli arresti domiciliari. Il 24 settembre 1999, il Pm di Milano Stefano Dambruoso chiede l'archiviazione, per l'omicidio di Fausto e Jaio, per Mario Corsi, Massimo Carminati, Claudio Bracci, accusati di quel omicidio. Chiedendo l'archiviazione, il Pm D'Ambruoso sostiene che non sono state trovate sufficienti prove a carico degli indagati. Per Salvini invece gli indizi c'erano. Quando Mario Corsi è arrestato nel '78 a Roma per l'aggressione ad alcuni militanti della nuova sinistra, nella sua casa vennero trovate le fotografie di Fausto e Iaio e dei loro funerali, che Corsi dice di aver preso dall'archivio di uno zio giornalista a Cremona. La presenza di quelle foto, per il Pm, è del tutto ingiustificata. Altre ipotesi del coinvolgimento di Corsi e del suo gruppo vengono da alcuni pentiti dell'estrema destra (tra cui Angelo Izzo), uno dei quali parlò anche di una sorta di confessione ricevuta da Corsi al telefono.
LE ACCUSE DI GAY - Il 18 marzo 2000, il consigliere comunale di Milano di Rifondazione Comunista, Umberto Gay, denuncia pubblicamente Corsi: «Io lo accuso di essere nella migliore delle ipotesi la "spalla" e nella peggiore il killer di Fausto e Iaio. Mi assumo le mie responsabilità - spiega Gay, che per rendere pubblica la sua denuncia incontra i giornalisti nel palazzo di giustizia di Milano -. Per la prima volta siete di fronte ad un soggetto privato che sceglie di accusare una persona con nome e cognome per quel delitto. Tu, Mario Corsi, sei l'assassino di Fausto e Iaio. Il mio obiettivo è che ci sia una risposta da parte dell'interessato e soprattutto che il giudice Clementina Forleo, che deve decidere se archiviare l'inchiesta, valuti invece l'opportunità di disporre nuove indagini. Anche perché la Procura di Milano, tranne le prime indagini compiute dal pm Armando Spataro, se n'è sempre fregata di questo omicidio». Poche ore dopo la denuncia di Gay arriva la risposta di Corsi: «È assurdo che si facciano affermazioni del genere quando ci sono stati tantissimi giudici che non mi hanno ritenuto responsabile del duplice omicidio. A quest'ora non sarei libero. Oltretutto non sono protetto da nessuno, né da gruppi politici, Fini e gli altri non mi stanno per niente simpatici, né da clan mafiosi, né da lobby. Non vedo perché un giudice onesto come Salvini avrebbe dovuto aver timori ad arrestare una persona come me. Non sono certo Sofri, che tra l'altro ritengo innocente, che viene difeso dall'intera sinistra». Corsi annuncia una querela nei confronti di Gay.
PROVE INSUFFICIENTI - Poi arriva la definitiva archiviazione per insufficienza di prove del giudice Clementina Forleo, il 14 dicembre 2000. Ma il giudice istruttore Salvini, nella richiesta di prosecuzione delle indagini, aveva scritto che il possesso delle foto di Fausto e Iaio, trovate a casa di Corsi nel 1978, era del tutto "ingiustificato trattandosi non di fotografie di camerati, ma di avversari politici caduti perdipiù in un'altra città". Un altro elemento a suo carico era la sua "presenza, unitamente ad altri camerati romani, secondo la testimonianza di Mario Spotti sostanzialmente non smentita dallo stesso Corsi, a Cremona nei giorni circostanti l'omicidio. In tale città, in quel periodo prestava servizio militare un altro esponente del FUAN, Guido Zappavigna, mentre Mario Spotti si era poco tempo prima recato a Roma per acquistare una pistola da Franco Anselmi. Mario Spotti ha inoltre ammesso di avere distrutto la propria agenda del 1978 che poteva fornire ulteriori dettagli dei legami logistici fra Roma e la Lombardia. Lo stesso, coinvolto in altre vicende di armi a Bolzano, si è suicidato nel 1995". Altri elementi a carico di Corsi, secondo il Giudice Salvini: "Indicazioni, sia pur generiche, in ordine alla responsabilità del gruppo Corsi nel duplice omicidio, provenienti dai pentiti dell'area di estrema destra Cristiano Fioravanti, Walter Sordi, Stefano Soderini, Paolo Bianchi, Patrizio Trochei e Angelo Izzo. In particolare Paolo Bianchi avrebbe ricevuto dal Corsi una sorta di confessione diretta e caratterizzata da qualche particolare (cfr. episodio della cabina telefonica) in occasione di una successiva azione di autofinanziamento commessa in comune con il gruppo di Corsi.
IZZO RACCONTA - Leggiamo altre notizie: «Soprattutto Angelo Izzo ha parlato di un episodio avvenuto a Milano nel 1978 riconducibile, quale modus operandi, al duplice omicidio di Fausto e Iaio in quanto rivolto contro un altro esponente del Leoncavallo (seppure a livello più alto) e commesso da elementi dell'estrema destra romana in trasferta. Izzo ha infatti dichiarato - in tre diversi interrogatori - di avere appreso da Valerio Fioravanti e Mario Corsi che costoro si erano recati a Milano, nel 1979 , insieme a Guido Zappavigna con l'intenzione di uccidere Andrea Bellini, esponente prima del Gruppo Casoretto e poi del Circolo Leoncavallo, che allora era sospettato di avere partecipato all'uccisione dello studente missino Sergio Ramelli. In tale occasione Guido Zappavigna aveva preso alloggio presso un albergo, portando con sé le armi necessarie per l'azione, e Valerio Fioravanti gli aveva addirittura chiesto di provare uno dei silenziatori sparando un colpo all'interno della camera.
GIUSVA FIORAVANTI - Il gruppo appoggiato da una struttura logistica milanese conosciuta da Fioravanti, aveva avuto a disposizione un furgone con targhe false, ma, dopo alcuni appostamenti, non avendo potuto vedere Bellini, aveva rinunciato all'operazione. In tale occasione Mario Corsi si era lamentato con Fioravanti in quanto per l'azione dell'anno precedente egli non aveva potuto usufruire degli appoggi logistici di cui Fioravanti disponeva a Milano. Secondo il dottor Salvini l'episodio raccontato da Izzo ha trovato significativi elementi di riscontro. Infatti:
1) Guido Zappavigna ha preso alloggio presso l'Hotel Cristallo di Milano dal 12 al 18 aprile 1979 (come da nota Digos Milano del 15 marzo 1989), circostanza neutra e generica che Izzo non avrebbe potuto conoscere se non gli fosse stata raccontata in relazione a qualche episodio significativo per il gruppo;
2) Valerio Fioravanti ha confessato tale episodio (interrogatori del 27 dicembre 1990 e 23 luglio 1991) in termini abbastanza analoghi a quelli riferiti da Izzo e pur rifiutandosi di indicare il nome dei complici;
3) Andrea Bellini ha fornito una descrizione dei suoi movimenti, in tale periodo compatibile con gli altri elementi acquisiti (deposizione del 7 gennaio 1991)».
I FASCI DI ROMA - Abbiamo pubblicato il testo della richiesta di proseguimento delle indagini per l'omicidio di Fausto e Iaio (due giovani di sinistra del Centro Sociale Leoncavallo uccisi a Milano nel 1978), perché fornisce uno spaccato di quello che è stato e di quello che in parte ancora è l'estrema destra a Roma. Ci riferiamo per esempio a Guido Zappavigna consigliere circoscrizionale per Alleanza Nazionale in XII circoscrizione, nonché capo dei "Boys", un gruppo nazi ultras della Roma, nonché titolare della ultra-pubblicizzata pizzeria Palla al Centro insieme a Bruno Petrella altro fascistone (laziale). Ma soprattutto Mario Corsi, che dopo essere stato imputato dell'uccisione di Ivo Zini, ucciso mentre leggeva "l'Unità" in una bacheca di via Appia nel 1978, e che poi dopo qualche anno di rifugio in Inghilterra, insieme ad altri suoi camerati (come Fiore che organizza un milionario business con la sua agenzia "Easy London").
CAPO DEI "BOYS" ROMANISTI - Mario Corsi è poi tornato a Roma, ha guidato i "Boys" nella loro ascesa durante la presidenza della AS Roma dell'altro fascistone Giuseppe Ciarrapico che mentre portava allo sfascio la squadra e la società, elargiva potere e denaro ai suoi camerati, tra questi, in prima fila, proprio Mario Corsi detto Marione che, ai tempi di Radio Incontro, con fare innocente e simpatico tra un inno nazionale ed un accenno a Che Guevara e a quei ragazzi che ingannati dai politici si sono sparati per strada anni fa... continua impunito la sua opera dedicando ad esempio canzoni ad un "NAR Kapplerino" morto anni fa durante una rapina. Ultimamente - dicono ancora queste fonti che parlano di fatti di qualche tempo fa che potete trovare su internet su tnr.org - si è separato dal suo partner Bruno Ripepi (neanche a dirlo ex consigliere del MSI in XII): la coppia è caduta in disgrazia ed ha divorziato dopo che la AS Roma ha denunciato i due per un giro di estorsioni contro la società che "ricattavano" potendo gestire tramite il loro programma radio gli umori di una parte della tifoseria, con un loro rendiconto economico, naturalmente. Il Corsi infatti gestisce anche il "Punto Roma di via Angelo Emo 59 (sempre nella "sua" Prati) da dove elargisce abbonamenti, introvabili biglietti di Curva Sud, trasferte, gadgets etc.".
ORA SAPETE CHI E' - Bene, ora sapete chi è il fior di galantuomo che quotidianamente su una radio romana attacca la Lega Nord, Bossi, Maroni e il direttore di questo giornale. Ricordate quel nome in cui ci siamo imbattuti prima, Zappavigna? Non sappiamo se si tratta di omonimia o di un parente, dato che un certo Paolo Zappavigna è uno dei capi degli ultras della Roma. Ma che cosa aspetta Maurizio Costanzo a invitare tutti costoro a "Buona Domenica" insieme col cameramen di sua moglie Maria, arrestato e rilasciato perché era uno dei tre entrati in campo domenica sera all'Olimpico? Che cosa aspettano i mass-media a farli diventare ancora più eroi, a lisciargli il pelo, a dare loro spazio, a renderli ancora più potenti. Perché dobbiamo essere solo noi a spiegarvi chi sono, a dirvi qual è il loro passato, a non avere paura delle minacce che riceviamo e che sono state accese dai contenuti di certe trasmissioni radiofoniche di Roma?
Per oggi è tutto. Arrivederci a domani, parleremo anche di quelli della Lazio.
Gigi Moncalvo



[Data pubblicazione: 27/03/2004]

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Titolo Autore Data
sempre tesi dallo schifo mi ribalto Saturday, Oct. 07, 2006 at 3:46 PM
ciao ciao cazzari romacapoccia Wednesday, Sep. 20, 2006 at 12:45 PM
Mario finge e basta Cla Wednesday, Aug. 30, 2006 at 11:48 AM
proprio nn capisco markketto Tuesday, Jul. 18, 2006 at 4:59 PM
Milan-Juventus in C2 Forza Napoli Friday, Jun. 02, 2006 at 9:08 AM
x occhio antifa Monday, Feb. 27, 2006 at 2:26 PM
merde occhio Monday, Feb. 27, 2006 at 1:06 PM
mario beppe Monday, Feb. 27, 2006 at 1:01 PM
la merda lionam Wednesday, Jul. 13, 2005 at 11:48 PM
cojoni bossisvociato Sunday, Jul. 03, 2005 at 11:40 AM
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