CAMICI BIANCHI INTERROMPONO L’INCONTRO DEL COMITATO DI VALUTAZIONE PER LA RIPARTIZIONE DEI FONDI DESTINATI AGLI ATENEI
“Il sapere non si misura”, “siamo tutti fuori corso”, “ricercatore, brevetto, precario perfetto”, questi sono le parole dei cartelloni che teniamo in mano. Sono le 11.30 quando tra ricercatori e studenti precari de “La Sapienza” invadiamo l’aula Marconi del Cnr di Piazzale Aldo Moro e interrompiamo i lavori della Comitato di valutazione degli atenei. Il comitato ha infatti il compito di progettare sistemi di valutazione adeguati ai criteri proposti dalla Moratti: studenti fuori corso, brevetti e ricerca, laureati negli ultimi 3 anni. Avranno accesso a fondi maggiori le università che producono più brevetti, sfornano più laureati ed eliminano i fuori corso, parassiti per eccellenza.
Contro questo processo di differenziazione dei finanziamenti e l’introduzione arrogante (già avanzata da dieci anni di riforme del centro-sinistra) di logiche produttivistiche nella ricerca e nei tempi della didattica, l’azione di oggi è un passaggio significativo. Dopo esser stati sotto la sede della Crui (Crui…miri), contesteremo la presenza di Confindustria che venerdì 26, tra le altre cose giornata di sciopero generale, vuole invadere la nostra università (la facoltà di Chimica, nel pomeriggio) per parlare di futuro della formazione.
Il precariato della conoscenza si ribella
Verso l’EuroMayDay
Studenti e ricercatori precari de “la Sapienza”
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