LA COMMISSIONE EUROPEA PUBBLICA UN PIANO D’AZIONE CONTRO IL TERRORISMO
- I piani riguardano il terrorismo ma includono anche misure che non hanno niente a che fare con la guerra al terrorismo
- Saranno obbligatorie le impronte digitali su passaporti e carte d’identità
- Sara’ creato un Registro Europeo per le detenzioni legate a qualsiasi crimine
- Sara’ creato un Registro Europeo di tutti i viaggi
- Si raccoglieranno e metteranno in un database i nomi di tutti i passeggeri europei
- La Gran Bretagna richiede l’archivio obbligatorio dei dati delle comunicazioni in tutto il territorio Europeo
La commissione Europea ha oggi pubblicato un ampio piano d’azione in risposta agli spaventosi atti terroristici del 11 Marzo 2004 a Madrid. Vedi: Testo completo dell’ Action Plan (pdf), Background Note for JHA Council (pdf). Aggiornamenti su eupoliitx.com (link), Guardian (link)
Questo piano sara’ discusso in una riunione d’emergenza del Concilio della Giustizia e degli Affari interni, venerdì 19 Marzo, e le conclusioni saranno adottate dal Summit Europeo del 25 – 26 Marzo. Ci si aspetta che altre proposte saranno messe sul tavolo delle trattative da parte dei governi nazionali. La Gran Bretagna, per esempio, richiede di includere la ritenzione obbligatoria dei dati delle comunicazioni (vedi: una precedente proposta della GB respinta nel Agosto 2002). L’Inghilterra é molto preoccupata di essere esclusa dall’ EU Border Management Agency, non essendo membro di Schengen a pieno titolo. David Blunkett vuole “usare” la situazione per “trovare un meccanismo” per permettere alla Gran Bretagna di esserne parte. Il Piano D’Azione contiene le seguenti proposte: 1. Una serie di misure in precedenza adottate dovranno essere applicate a livello nazionale e tra gli stati membri. 2. Ci sara’ una Dichiarazione di Solidarietà presa dalla proposta della Costituzione Europea. Questo permetterà agli stati membri di aiutarsi reciprocamente. La clausola di “Solidarietà” sara’ implementata dal Comitato per la Politica e la Sicurezza del Consiglio e un nuovo Art 162 sara’ implementato dal Comitato Permanente sulla cooperazione operativa e la sicurezza interna (vedi L’analisi di Statewatch sull’argomento: Committee's role under the Constitution Il piano d’azione segue questa strada proponendo che il Concilio potrebbe creare un “nuovo meccanismo di coordinazione per lo scambio di informazioni”. Questo “meccanismo” includerebbe applicazione delle leggi, autorità giudiziarie e servizi di intelligence (inclusi i servizi di sicurezza interni). 3. La Commissione propone una legislazione sull’ “inseguimento in flagranza attraverso i confini” – questo non sembra essere limitato al solo terrorismo. 4. Una nuova proposta per introdurre controlli doganali sui movimenti di valuta sui confini esterni – non sembra essere limitato al terrorismo 5. La Commissione e il settore Bancario europeo stanno creando un “database elettronico di tutte le persone ed entità segnalate” – per bloccarne i beni. Sara’ operativo nell’estate del 2004 – sembra essere limitato alle persone e gruppi inserite in liste di terroristi. 6. Scambio di informazioni sulle condanne per crimini legati al terrorismo. 7. Un database creato insieme al settore privato sulle “persone, gruppi, ed entità coinvolte in misure restrittive per combattere contro il terrorismo” 8. La creazione di un Registro Europeo sulle Condanne e sulle interdizioni individuali e di gruppo per aiutare a “combattere il crimine in generale e il terrorismo in particolare” 9. Nuova proposta della Commissione per avere “sistemi che permettano di identificare i proprietari di conti bancari e facilitino le investigazioni sui conti bancari e sui movimenti di fondi” – questo non sembra essere limitato al terrorismo. 10. Le “lista delle organizzazioni/risorse dovrebbe diventare operativa e utilizzabile in tempo reale. Le attuali tre liste dovrebbero diventare due – attualmente due liste sono pubblicate e una, quella dei “sospetti”, no. 11. “Proposte per la politica europea sulle informazioni per l’applicazione della legge”: sistemi diretti dall’intelligence per trattare con “minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza, per evitare rischi alla sicurezza e combattere il crimine organizzato e il terrorismo” – in nessun modo limitato al terrorismo. 12. “Approccio dell’UE all’uso dei dati dei viaggiatori per il controllo dei confini e la sicurezza dell’aviazione e altre proposte per l’applicazione della legge” – questo si riferisce a un sistema PNR (Passenger name record) in cui tutti i passeggeri sono perquisiti – questo permettera’ il controllo su vasta scala dei movimenti aerei e attraverso i confini – non é di certo limitato al terrorismo. 13. “Sistema Globale e Interoperativo di Informazione Europea” per esempio il SIS II, il Visa Information System (VIS) e Eurodac – impronte digitali per chi richiede asilo. Questo é già in cantiere, ma i grandi cambiamenti saranno nell’introduzione di nuove categorie di dati (ad esempio “pericoli” all’ordine pubblico), e nell’accessibilità’ di tutti i database (attualmente limitati alle agenzie interessate per motivi di privacy, ad esempio addetti all’immigrazione per informazioni sull’immigrazione) da parte di tutte le agenzie di sicurezza e intelligence, che non dovranno più sottostare ai provvedimenti sulla protezione dei dati della Convenzione di Schengen. L’interoperabilita’ permettera’ anche di raccogliere dati da altri database, in nessun modo limitati al terrorismo. Se operativa questa proposta permetterà di creare “profili” per tutti. 14. Passaporti UE e documenti di soggiorno e dei residenti dei paesi terzi : la proposta potrebbe essere modificata per rendere “obbligatoria l’impronta digitale” – la proposta attuale prevede un periodo iniziale in cui le attuali foto sul passaporto saranno digitalizzate prima dell’introduzione dell’impronta digitale. Il piano propone anche di estendere l’impronta digitale alle carte d’identità. In pratica chiunque nell’UE dovrà dare la propria impronta per una ragione o per un'altra. Si propone anche di creare un Registro Europeo dei documenti di viaggio, che contenga dati personali e “biometrici” di tutti i possessori di passaporto Europeo, dei permessi di soggiorno e residenti di paesi terzi - Assolutamente non limitato al terrorismo e di poca importanza per la lotta allo stesso – introdurrà “profili di viaggio” a vita 15. La Task Force dei Capi della Polizia Europea “dovrebbe avere un ruolo più decisivo nelle attività operative” ; questo corpo si incontrerà tra il 22 e il 23 marzo. Questo corpo ad hoc non ha nessuno stato legale o costituzionale nell’UE – perciò non é possibile attribuirgli responsabilità. 16. Attualmente gli stati membri possono rifiutarsi di portare avanti un’investigazione richiesta da Eurojust, “questo dovrebbe essere abrogato, almeno quando le richieste di Eurojust riguardano il terrorismo”. Sara’ interessante constatare se questo cambiamento sara’ limitato ai casi di terrorismo. 17. La Commissione dovrebbe creare un network tra i Direttorati, siccome il contro - terrorismo coinvolge diversi campi (questo potrebbe essere un modello dell’Art 162 Council Body, vedi sopra il punto 2) 18’ L’UE e tutti gli Stati Membri dovrebbero “controllare la loro organizzazione legislativa o di produzione per renderla “a prova di terrorismo”– questo può portare alla “contaminazione” delle risoluzioni, diminuzione della protezione dei dati e della responsabilità – certamente non limitato al terrorismo. Tony Bunyan, redattore di Statewatch, commenta: “Alla vigilia dello spaventoso attacco bomba a Madrid, l’11 Marzo, ci si doveva aspettare che la UE si sarebbe riunita e avrebbe trovato nuove misure per combattere il terrorismo. Questo si stanno proponendo di fare in numerosi campi, quali il coordinamento dell’intelligence e l’attacco alle finanze dei gruppi terroristi. Comunque, stanno anche pianificando di usare la situazione per introdurre delle altre misure che hanno poco o nulla a che fare con il terrorismo, che riguardano il crimine in generale, la sorveglianza sulla mobilità di tutti e una serie di database interconnessi riguardanti tutti i cittadini Europei. Siamo già stati testimoni di gravi assalti alle libertà civili, alla protezione dei dati, alla privacy e agli standard democratici dopo l’11 settembre, momento in cui il cosiddetto equilibrio tra sicurezza e libertà si é considerevolmente spostato dalla parte della sicurezza. Ora sembra che l’Europa stia prendendo la stessa strada. Misure legittime per il perseguimento del terrorismo avranno il supporto di tutti. Ma non si può difendere la democrazia, privando la gente dei diritti e mettendo tutti sotto sorveglianza.”
Carta d’azione della Commissione Europea in risposta gli attacchi terroristici di Madrid
Bruxelles, 18 Marzo Carta d’azione della Commissione Europea in risposta gli attacchi terroristici di Madrid I terroristi responsabili per gli attacchi a Madrid hanno attaccato i principi fondamentali di tutti gli stati europei e su cui l’Unione é basata: rispetto per la dignità umana, libertà democrazia, uguaglianza, il rispetto della legge e della dignità umana. La Commissione non crede che la giusta risposta a questi attacchi sia la proposta di nuovi strumenti legali o nuove istituzioni. In primo luogo, perché la maggior parte dell’ossatura legislativa e istituzionale é stata proposta o già accettata e richiede semplicemente di essere approvata o applicata sul terreno. In secondo luogo perché non possiamo permetterci di aspettare le lunghe procedure legislative per dare una risposta a queste atrocità. La priorità in questo momento é la coordinazione dell’azione operativa Questa carta espone 5 tipi di azione che la Commissione dovrebbe proporre perché l’Unione dia risposta a questi oltraggi terroristici. • Dichiarazione di solidarietà, da essere pronunciata solennemente dai Capi di Stato e di Governo nel loro incontro a Bruxelles tra il 25 e il 26 Marzo • Migliore applicazione degli strumenti legislativi esistenti per combattere il terrorismo e l’adozione di misure già sul tavolo del Concilio • Rafforzamento della lotta ai finanziamenti terroristici • Miglioramento del coordinamento e della cooperazione operativa • Azione esterna • Altre misure
Dichiarazione di solidarietà Uno degli Stati Membri é stato vittima di uno spaventoso oltraggio terroristico. É dovere dell’Unione, delle sue istituzioni e di tutti i suoi Stati Membri agire tempestivamente e in uno spirito di solidarietà per fornire tutto il supporto e l’assistenza possibile alla Spagna sia nell’investigare su questo attacco e nell’assicurare i suoi fautori alla giustizia, sia nel prevenire la minaccia terroristica in futuro, sul territorio spagnolo o europeo La Commissione propone che i Capi di Stato e di Governo, insieme con i presidenti del Parlamento Europeo e della Commissione Europea facciano, all’incontro del Concilio Europeo, il 26-26 Marzo, una solenne dichiarazione di impegno a seguire questo dovere. La dichiarazione manderà un visibile segno di solidarietà al popolo spagnolo e il chiaro messaggio che l’Europa nella sua interezza non tollererà il terrorismo o chi lo perpetra. La dichiarazione sara’ precursore della clausola formale di solidarietà che la Convenzione Europea ha proposto di includere nel nuovo Trattato Costituzionale.
Bozza della dichiarazione di solidarietà I Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, il Presidente del Parlamento Europeo e il Presidente della Commissione Europea, avendo in mente la clausola formale di solidarietà proposta nella bozza del Trattato Costituzionale, proclama solennemente il testo seguente, la Dichiarazione di Solidarietà tra l’Unione e i suoi stati membri. L’Unione e i suoi stati membri dovranno agire congiuntamente in uno spirito di solidarietà nel caso uno stato membro sia vittima di un attacco terroristico. Tutti gli stati membri sono ugualmente esposti alla minaccia del terrorismo. L’Unione dovrà usare tutti i mezzi a sua disposizione per: • Prevenire la minaccia terroristica sul territorio degli stati membri; • Proteggere le istituzioni democratiche e la popolazione civile da ogni attacco terroristico • Assistere uno stato membro sul suo territorio in caso di attacco terroristico e su richiesta delle sua autorità politiche Una migliore applicazione degli strumenti legislativi esistenti per combattere il terrorismo e l’adozione di misure già sul tavolo del Concilio/ L’Unione ha già predisposto una serie di misure legislative per combattere il terrorismo. Ma l’applicazione di queste misure é spesso lenta, povera e inadeguata. Questo é inaccettabile. Si richiede un’azione per trasformare gli accordi politici in realtà. • I 5 stati membri che ancora non possiedono gli strumenti legislativi per inserire nel loro corpo legale nazionale il Mandato di Cattura Europeo (2) devono provvedere con la massima celerità. La trasposizione non é abbastanza: la Commissione farà un rapporto alla fine dell’anno sulle misure che gli stati membri hanno preso e sul funzionamento operativo sul Mandato di Cattura Europeo, un problema che é continuamente seguito dalla Commissione e da Eurojust. • Dopo l’11 settembre 2001, l’Unione ha adottato una Framework Decision come punto di riferimento per la lotta al terrorismo (3) per assicurare che la definizione di crimine terroristico sia simile in tutta Europa e per porre un minimo e un massimo comune alle pene per questi atroci crimini. Tre stati membri non hanno fornito un rapporto completo sull’applicazione di questa legislazione e per gli altri ancora non é chiaro se le misure nazionali rispetteranno i punti della Framework Decision. Nelle settimane a venire la Commissione riporterà in chiari termini le mancanze al Concilio e farà tutto il possibile per assicurare che gli Stati Membri prendano le misure necessarie; • La Convenzione UE sulla Mutua Assistenza sulle Questioni Criminale del 2000 e il suo Protocollo del 2001 forniscono miglioramenti alle regole per la mutua assistenza. Questo include provvedimenti sulle richieste di attraversamento dei confini, per l’intercettazione delle comunicazioni e per il controllo dei conti bancari. Non é stato fissato nessun termine legale per l’applicazione di questo strumento. Ad oggi solo quattro stati membri hanno formalmente ratificato la Convenzione, sebbene altri stati abbiano adottato le misure necessarie; • Per attaccare i mezzi attraverso i quali le organizzazioni terroristiche finanziano le loro attività, é essenziale che gli stati membri prendano le misure necessarie per applicare la Framework decision in tema di riciclaggio di denaro, sulla identificazione, localizzazione, blocco, confisca di beni e sul procedere del crimine (4) che limitano le restrizioni degli stati membri rispetto alla Convenzione del Concilio Europeo del 1990 sul riciclaggio, ricerca, confisca di denaro e da’ pene approssimative per i crimini di riciclaggio. La scadenza per l’applicazione di questo strumento era il 31 dicembre 2002 e , sebbene tutti gli stati membri tranne uno abbiano informato la Commissione delle misure prese per applicarlo, in qualche caso le informazioni fornite non erano complete. • La Framework Decision sulle squadre congiunte di investigazione (5) fornisce uno strumento operativo essenziale nel permettere agli investigatori di due o piú stati membri di seguire le attività criminali attraverso i confini. Lo strumento avrebbe dovuto essere applicato dagli Stati membri per l’inizio del 2003; ad oggi comunque solo nove stati membri hanno riportato misure di trasposizione alla commissione. • Inoltre ci si dovrebbe impegnare per assicurare che si faccia pieno uso degli strumenti proposti dalle due Decisioni del Concilio sulla lotta al terrorismo, la Decisione che ha fondato Eurojust (6) e la Decisione sull’applicazione di misure specifiche per la cooperazione giudiziaria e di polizia per combattere il terrorismo (7). Quest’ultimo strumento richiede che tutti gli stati membri costituiscano di punti di contatto nazionali, responsabili per la raccolta di tutte le informazioni rilevanti concernenti e risultanti dalle investigazioni criminali nazionali e le pene per crimini terroristici che coinvolgano liste di individui, gruppi o entità e per passare queste informazioni a Europol e Eurojust. Ma due stati membri non hanno ancora costituito i loro punti di contatto nazionali per scambiare informazioni con Eurojust ed Europol. • Guardando al futuro, la Commissione sollecita tutti gli stati membri a dimostrare la loro condiscendenza alla Framework decision, attraverso l’esecuzione, nell’Unione Europea degli ordini sul congelamento delle proprietà entro il 2 Agosto 2005 • La Commissione richiede agli stati membri di applicare rapidamente la legislazione esistente sulla sicurezza marittima e aeronautica, in particolare il Regolamento 2320/2002 sulla sicurezza dell’aeronautica civile, il Regolamento 1486/2003 sulle procedure delle ispezioni della commissione riguardo alla sicurezza dell’aeronautica civile e il non ancora pubblicato Regolamento sul miglioramento della sicurezza di porti e strutture navali. Inoltre il Ministero della Giustizie e degli Affari Interni dovrebbe superare gli ostacoli burocratici e tecnici per assicurare che gli strumenti della bozza sul terrorismo siano adottati con la massima priorità. Bozza degli strumenti per combattere il terrorismo che il Concilio della Giustizia e Degli Affari Interni dovrebbe adottare con la massima priorità: Bozza della Framework Decision sulla confisca dei beni, mezzi e proprietà correlati a crimini, che vuole assicurare che tutti gli stati membri abbiano regole efficaci in campo di confisca di beni, inclusa l’estensione dei poteri di confisca. Il Concilio ha raggiunto un accordo politico su questo strumento il 19 dicembre 2002, ma l’adozione formale deve attendere l’estinguersi di riserve costituzionali e parlamentari in due Stati Membri. Bozza della Framework Decision sugli attacchi ai sistemi informativi, che risponde alla crescente preoccupazione legata al cyber terrorismo. L’accordo politico é stato raggiunto il 28 Febbraio 2003, ma ci sono ancora riserve parlamentari in tre stati membri. Bozza della Framework Decision sull’applicazione del principio di mutuo riconoscimento degli ordini di confisca. Le discussioni sull’argomento sono quasi completate e il Ministero della Giustizia e degli Affari Interni dovrebbe essere sollecitato a trovare un accordo durante l’incontro del 30 Marzo 2004; Bozza della Framework Decision sul Mandato delle Prove Europeo, per ottenere oggetti, documenti e dati da essere usati in processi criminali (9). Questa proposta applica il principio di mutuo riconoscimento per ottenere certi tipi di prove e sostituisce il regime di mutua assistenza in quest’area. La Commissione sta per discutere la legislazione per l’inseguimento in flagranza attraverso i confini. É sempre piú datato continuare a lavorare sulla base del fatto che le forze di polizia possono operare solo in determinate circostanze oltre i confini dei loro stati membri. Non ci può essere giustificazione al fatto che un’atrocità’ terroristica abbia luogo perché l e forze di polizia di uno stato membro non hanno avuto la possibilità di attraversare un confine interno.
Rafforzare la lotta contro le finanze terroristiche L’ UE e gli stati membri hanno fatto grandi progressi in molti campi, ma la persistenza della minaccia terroristica e la complessità della lotta contro il fenomeno, fa sorgere il bisogno di trovare soluzioni innovative. Per sradicare il fenomeno, e soprattutto per attaccare il terrorismo il piú vicino possibile alle sue fondamenta, bisogna agire sulle fonti finanziarie delle organizzazioni terroristiche. Ma agire sulle fonti e i network del finanziamento terroristico é particolarmente difficile. Come nel caso del riciclaggio di beni del crimine organizzato, il finanziamento terroristico é basato su operazioni altamente segrete condotte su scala internazionale, spesso usando circuiti paralleli. Nel momento in cui il direttivo del riciclaggio denaro inizia a mordere, i criminali e i terroristi useranno probabilmente contante come un metodo piú sicuro di movimento fondi. L’adozione da parte del Concilio della proposta della Commissione di introdurre controlli obbligatori sui movimenti di contante alla frontiera esterna trasformerebbe l’attuale frammentato approccio in un comune, semplice, rapido primo meccanismo di difesa. Per facilitare l’immediata applicazione delle misure di congelamento decise dall’Unione, la Commissione e il settore bancario europeo stanno stabilendo un database elettronico di tutte le persone e le identità segnalate. Il database sara’ operativo nell’estate del 2004. Un miglioramento qualitativo e quantitativo nello scambio di informazioni é cruciale. Allo stesso tempo si deve avere rispetto per i diritti fondamentali, e particolarmente la protezione dei dati e la praticabilità delle misure. É essenziale nella lotta al terrorismo che i servizi addetti abbiano le informazioni piú complete e aggiornate nei loro rispettivi campi, ivi incluso le informazioni sulle condanne. La Commissione proporrà per la fine di Marzo 2004 una bozza per una Decisione del Concilio che miri a espandere lo scambio di informazioni sulle condanne per crimini terroristici e la cooperazione tra stati membri, Europol e Eurojust. Rappresenta un elemento primario nell’evitare infiltrazione di gruppi terroristi in attività legali, con l’obiettivo di combattere i finanziamenti ai terroristi. • La fondazione di un Registro Europeo sulle condanne e sulle interdizioni per individui e corporazioni dovrebbe essere visto anche come un effettivo contributo all’efficacia della lotta contro il crimine in generale e il terrorismo in particolare. Il diretto accesso al Registro dovrebbe essere dato ad esperti del settore. La Commissione farà delle proposte prima della fine dell’anno per istituire tale Registro. • Sta per essere iniziato un lavoro del Forum sulla Prevenzione del Crimine Organizzato per l’istituzione di un database di persone, gruppi e entità coperti da misure restrittive per la lotta contro il terrorismo o sotto procedimento penale per crimini terroristici. Il lavoro sarà compiuto in collaborazione con il settore privato e in unione con Europol. • Inoltre, nel contesto della terza direttiva sul riciclaggio di denaro, la Commissione proporrà che gli statti membri debbano avere sistemi che permettano l’identificazione dei proprietari di conti bancari e che facilitino le investigazioni sui conti bancari e sul movimento di fondi. • Il blocco dei fondi o di altri beni finanziari e risorse economiche di individui, gruppi e entità coinvolte nel terrorismo é uno strumento chiave per combattere il terrorismo. Parecchi strumento legali sono stati adottati dopo l’11 settembre sotto il Titolo V del TEU, che permette il blocco di fondi o di altri beni finanziari e risorse economiche di individui, gruppi e entità coinvolte nel terrorismo. Le liste delle organizzazioni/risorse terroristiche dovrebbero diventare operative su una base immediata. Si richiede urgentemente che tali liste siano ottimizzate e la Commissione é pronta ad assistere i gli stati membri in questo senso. Permettere la modifica di queste liste grazie a una qualificata maggioranza di voti é un’opzione, come la é il rimpiazzo delle attuali tre liste con due, una sui casi/minacce sospetti e l’altra come lista delle passate attività terroristiche. L’ultima lista, da essere stesa nella forma di una lista processuale, dovrebbe coprire non solo le decisioni di blocco dei beni collegate al terrorismo, ma anche tutte le condanne per comportamento terroristico.
Migliore coordinazione e cooperazione operativa Un tributo dovrebbe essere riconosciuto a tutte quelle forze di sicurezza dell’UE che hanno evitato il verificarsi di attacchi come quelli pianificati tra l’11 settembre 2001 e l’11 marzo 2004. Comunque molto deve essere fatto e un’azione concreta é necessaria ora. Non esiste un sistema di sicurezza effettivo al 100%, ma molto potrebbe essere fatto per prevenire la ripetizione di un attacco catastrofico come quello di Madrid, rafforzando gli strumenti operativi e di cooperazione a nostra disposizione. Non possiamo continuare a produrre networks e istituzioni e poi rifiutarci di fornir loro gli strumenti adatti a compiere il proprio lavoro, o semplicemente non utilizzarli. Molto é stato fatto. Usiamolo. • L’Unione dovrebbe creare un nuovo meccanismo di cooperazione per lo scambio di informazioni, dove l’applicazione della legge, le autorità giudiziarie e i servizi di intelligence si incontrino per aumentare la fiducia reciproca e scambiare informazioni operative, permettendo loro di svolgere al meglio il loro dovere. Eurojust e Europol dovrebbero essere completamente coinvolte, insieme con i servizi di intelligence nazionali e le forze dell’ordine. In accordo con i provvedimenti del Trattato, la Commissione potrebbe essere pienamente coinvolta. Le priorità di questo scambio di informazioni dovrebbero essere fissate dal Concilio anche se si può gia pensare ad alcune di esse: (i) il metodo di reclutamento delle organizzazioni terroristiche, (ii) l’identificazione delle cellule addormentate (iii) le loro basi finanziarie nella società civile e (iv) le loro connessioni con l’esterno. Lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e l’UE deve essere decisamente aumentato. Una certa cultura della segretezza, che appare giustificabile solo a uno sguardo superficiale, si é dimostrata estremamente controproduttiva. Piú che nuove istituzioni o corpi, l’Unione deve creare una metodologia ultranazionale e di vasta portata per lo scambio di informazioni.
Questo nuovo meccanismo di coordinamento non dovrebbe essere una CIA europea o un semplice strumento secondario. Il terrorismo é soprattutto un problema di sicurezza interna e perciò il meccanismo che suggeriamo di fondare dovrebbe scambiare informazioni soprattutto all’interno. In questo modo poniamo la Comunità, l’Unione, i network nazionali e internazionali in dialogo tra loro piú che perdere tempo nel distruggere l’esistente e creare nuove istituzioni e corpi. • L’Unione dovrebbe impegnarsi nell’applicazione di una politica Europea sull’informazione per l’applicazione della legge. Efficaci sistemi nazionali di intelligence criminale dovrebbero essere creati, che siano compatibili a livello UE e che permettano un effettivo accesso, analisi e uso dei dati. Questa politica di informazione dovrebbe mirare a facilitare la localizzazione di minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza, a evitare rischi alla sicurezza e a combattere il crimine organizzato e il terrorismo in tutta l’Unione, anche grazie a un migliore accesso ai dati non raccolti per scopi di applicazione della legge. • Stiamo lavorando con importanti partners per migliorare i controlli per evitare l’entrata nella Comunità di beni legati alle azioni terroristiche. I negoziati UE-USA e le azioni del Container Security Iniziative (CSI) che ne sono conseguite, forniscono un esempio di concreta collaborazione per combattere il terrorismo e sarà importante che ogni raccomandazione risultante dalle azione che ne sono seguite, sia velocemente messa in atto e possibilmente estesa ad altri paesi. • La Commissione seguirà con il massimo interesse le discussioni che sono iniziate con gli stati membri e altre parti rilevanti, ad esempio Europol, con l’obiettivo di produrre una prima proposta entro la metà del 2004 che evidenzi l’approccio UE all’uso dei dati dei viaggiatori per la sicurezza dei confini e del volo e altre proposte di applicazione della legge. Questa linea d’azione dovrà raggiungere un equilibrio tra preoccupazioni per la sicurezza da una parte e protezione dei dati delle altre libertà civili dall’altra. • Dovrebbero essere sviluppati dei Sistemi d’Informazione europei a vasto raggio e interconnessi. La Commissione é preparata a esaminare le sinergie tra sistemi d’informazione esistenti e futuri (SIS II, VIS e EURODAC), per usarne il valore aggiunto nella lotta al terrorismo entro le loro rispettive strutture legali e tecniche. • Rintracciabilità e controllo delle armi terroristiche e dei precursori. Dobbiamo urgentemente controllare se abbiamo le adeguate misure sul campo che ci permettano di controllare e rintracciare materiali per costruire bombe, quali esplosivi, detonatori, fonti radioattive cosi come i precursori. Localizzazione e rintracciabilità dovrebbero diventare le nostre parole chiave. La localizzazione e controllo di beni pericolosi e esplosivi dovrebbe essere reso possibile dalla creazione di nuovi database o dal miglioramento di quelli esistenti come il SIS II, con nuove funzioni, così come dal fare pieno uso di tecnologie avanzate come il sistemi di localizzazione satellitare (GALILEO) RFID (Radio Frequency Identification Device). Tutte le nostre azioni devono avere come base un ripensamento delle priorità delle nostre risorse di ricerca, incoraggiando una crescente dedizione ai problemi di sicurezza, in particolare l’interoperabilita’. La presente somma di 65 milioni, stanziata per la ricerca sulla sicurezza, é dolorosamente inadeguata. • Gli stati membri devono intensificare l’identificazione, il controllo e l’intercettazione del traffico illegale di materiale WMD (Weapons of mass destruction). Questo dovrebbe includere (i) supporto degli stati membri alle iniziative internazionale per distruggere i network di WMD, (ii) intercettazione di carchi illegali di WMD, così come misure che mirino a migliorare i controlli sul materiale delle armi di distruzione di massa nell’UE, incluso il transito di materiale a rischio e (iii) lo sviluppo di politiche comuni in relazione alle sanzioni penali per esportazione illegale, scambio e contrabbando di tali materiali. • Gli stati membri e la Comunità Europea dovrebbero assicurarsi di poter ratificare al piú presto il Protocollo sul traffico illegale di armi da fuoco alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Crimine Organizzato Transnazionale • Per quanto riguarda la politica dei visti, della gestione dei confini e della sicurezza dei documenti, la possibilità di aggiustare la proposta pendente della Commissione sui passaporti UE, introducendo l’obbligatorietà’ delle impronte digitali ed estendendola alle Carte d’Identità’ e a altri documenti di viaggio, dovrebbe essere considerata insieme alla creazione di un Registro Europeo per i citati documenti di viaggio. Dovrebbe essere previsto un uso estensivo da parte di differenti forze dell’ordine e autorità di sicurezza dei dati disponibili nel processo di consultazione dei visti. • Europol, che ha già un chiaro mandato anti-terroristico, dovrebbe essere usato di piú e meglio. Gli stati membri devono fornire a Europol le informazioni e l’intelligence di cui ha bisogno per compiere a pieno il proprio dovere, in particolare nella prevenzione e investigazione degli attacchi terroristici. Gli stati membri devono considerare proprio dovere dare alla Task Force di Europol contro il terrorismo tutte le informazioni operative, non limitate a un’intelligence limitata e filtrata, d’ordine strategico o tecnico. É anche imperativo che gli stati membri rispettino le date obiettivo imposte dal Concilio per la ratificazione dei tre protocolli che emendano la convenzione EUROPOL. • I Capi della Task Force delle Polizia UE dovrebbero avere un ruolo piú importante nelle attività concernenti la prevenzione e la lotta la terrorismo, che dovrebbero diventare le priorità del loro agire. La Task Force si incontrerà tra il 22 e il 23 Marzo e coordinera’ misure operative per rispondere agli attacchi di Madrid e per assicurarsi che eventi del genere non succedano mai piú. • Eurojust dovrebbe avere un ruolo piú forte nella lotta la terrorismo. Il concilio dovrebbe dargli un chiaro mandato di coordinazione delle attività delle autorità giudiziarie in relazione al terrorismo. Dovremmo aprire un urgente dibattito sul dare a Eurojust un ruolo di precursore in questo senso; attualmente gli stati membri potrebbero, dando una giustificazione, rifiutarsi di mettere in atto un’investigazione richiesta da Eurojust. Questo dovrebbe essere abrogato, perlomeno quando Eurojust espone tale richiesta in relazione a investigazioni sul terrorismo. • Deve essere favorita la coordinazione all’interno della Commissione. Un network guidato dai Direttorati Generali JAI e REFLEX, supervisionato dai loro Commissari e dal Presidente, dovrebbe essere responsabile di migliorare la coordinazione interna, in tutti gli aspetti delle attività istituzionali che toccano, direttamente o indirettamente, il terrorismo. Il controterrorismo, oltre ai problemi coperti dal JHA, si estende a campi diversi come relazioni internazionali, salute, ambiente, mercato interno, industria, ricerca – praticamente tutte le area della politica privata trattate dalla Commissione. É mancata la coordinazione interna ed é imperativo rafforzarla. Nello stesso modo la Commissione accoglie a braccia aperte ogni mossa del Concilio che migliori la sua coordinazione interna
Azione Esterna La UE ha bisogno di rendere piú mirato il suo dialogo sul terrorismo con i paesi terzi, specialmente con quei paesi di cui sia provata l’incombenza di una minaccia terroristica o l’esistenza di specifiche attività terroristiche, quali reclutamento o addestramento e con quei paesi che sono fonti dirette o indirette di finanziamento ai terroristi ecc. Dobbiamo usare le informazioni che già abbiamo, sia da accertamenti di minacce da varie fonti o dalla piú generale Lista UE di Prevenzione delle Crisi, sforzarci di identificare le nazioni che rappresentano un potenziale pericolo e modificare il nostro dialogo politico di conseguenza. Dovrebbe seguire una clausola antiterroristica negli accordi coi paesi terzi e bisognerebbe implementare i provvedimenti correlati sulla cooperazione, sulla base di un’appropriata assistenza tecnica. Se le clausole non sono applicate – o i paesi terzi si rifiutano di includerle negli accordi – questo dovrebbe avere conseguenze dirette nella volontà dell’UE di continuare a fornire aiuto in senso generale. L’UE dovrebbe essere pronta a fornire piú assistenza tecnica e tecnicamente superiore nella cooperazione con Il Comitato delle Nazioni Unite Contro il Terrorismo (CTC) e con altre rilevanti organizzazioni internazionali e regionali. La Commissione migliorerà la sua strategia per i tradizionali obiettivi del controterrorismo, all’interno di programmi e continuando a usare il Meccanismo di Reazione Rapida per progetti specifici in paesi prioritari. L’obiettivo dovrebbe essere il rapido accordo su quali sono i paesi prioritari dove dovrebbe essere indirizzata l’assistenza, basato su tutte le minacce stimate e consultando il Concilio Dovrebbe essere considerata prioritaria l’assistenza ai paesi ad applicare le raccomandazioni speciali FATF sui finanziamenti ai terroristi.
Altre Misure • Supporto finanziario alle vittime del terrorismo: 1 milione é disponibile nel budget del 2004 per supportare le vittime del terrorismo. Il denaro sarà usato per supportare progetti che intendano aiutare le vittime di attacchi terroristici e/o i loro parenti a riprendersi, grazie al supporto sociale o psicologico fornito da organizzazioni e/o dai loro network, cosi come progetti che vogliano mobilitare l’opinione pubblica contro il terrorismo in tutte le sue forme. La Commissione sta attualmente preparando un bando di proposte che sara’ lanciato entro la fine del mese prossimo. • Draft Directive sui rimborsi statali alle vittime del crimine: una proposta della Commissione per una Draft Directive sui rimborsi statali alle vittime del crimine é stata a lungo discussa l’anno scorso. Gli eventi degli ultimi giorni mostrano come ora piú che mai sia importante che le vittime di seri crimini e terrorismo possano essere rimborsati per il danno e la sofferenza che devono subire. Il Ministero della Giustizia e degli Affari Interni deve pensare molto seriamente a questi tre argomenti e fare ogni sforzo per trovare un accordo su un metodo con reale valore aggiunto, nel loro meeting del 30 Marzo. Le continue discussioni che sono seguite gli attacchi della scorsa settimana stanno mettendo in ridicolo i nostri impegni agli occhi dell’opinione pubblica. • Spesso i terroristi sono piú creativi nel usare beni legali per obiettivi illegali di quanto noi non possiamo immaginare. La Commissione e gli Stati Membri dovrebbero controllare tutti i loro meccanismi di produzione legislativa o standard per renderli a prova di terrorismo. Nessuna legislazione dovrebbe essere emessa senza che sia sottoposta a un controllo in questo senso. Per esempio, é importante adottare misure che i telefoni mobili siano usati come mezzo per atti terroristici e altri gruppi criminali. Il riprogrammare il sistema comunicativo di un cellulare rubato dovrebbe essere messo fuori legge. Dovrebbero essere lanciate campagne informative per incoraggiare il pubblico ad assicurarsi di denunciare la perdita e il furto di cellulari, così che possano essere bloccati e non diventino una risorsa per questi gruppi. Si dovrebbero prendere provvedimenti di modo che la vendita di SIM card di rimpiazzo non intralci l’azione delle forze dell’ordine. • Localizzare il bioterrorismo richiede misure specifiche di Sicurezza Sanitaria. Sembra anche che le comunità sanitarie e di sicurezza non stiano comunicando come dovrebbero e che si debbano prendere urgenti provvedimenti per porre rimedio a questa situazione. Costruendo sul lavoro già compiuto, l’UE e gli stati membri dovrebbero accelerare l’applicazione della Strategia di Sicurezza Sanitaria, ottenendo in particolare: (i) l’adozione di un Piano generale di Preparazione alle Emergenze europeo, (ii) una pianificazione congiunta d’emergenza e esercizi di risposta (iii) una concordato scala di rischio e (iv) soprattutto di assicurare la mutua disponibilità di un rifornimento adeguato di medicine e vaccini. Un Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) sara’ fondato nel 2005 e metterà tra le proprie priorità la coordinazione negli sforzi per migliorare sorveglianza, notifica, risposta, assistenza, comunicazione e capacità di laboratorio riguardo ai problemi di sicurezza sanitari. • Il Meccanismo di Protezione Civile della Comunità, che lavora 24 ore su 24, mette insieme le capacità degli stati membri e può essere richiamato non solo in caso di catastrofe naturale – dove già si é provato efficace -, ma anche per fornire immediata assistenza in caso di attacco terroristico. É uno strumento chiave per migliorare la solidarietà tra gli stati membri in situazioni critiche. La Commissione proporrà alla fine del mese di rinforzare la sua effettività nei seguenti modi: (i) un database migliorato nel quale gli stati membri dovranno dichiarare ed esporre nei dettagli, sulla base di alcuni scenari predefiniti, la loro assistenza e il loro equipaggiamento disponibile (ii) il finanziamento di un programma esteso di addestramento e esercizi che testerà in particolare la coordinazione tra gruppi di intervento, ivi incluse le attività militari, (iv) migliore coordinazione dell’assistenza portata. Dovrebbero anche essere stabiliti appropriati collegamenti tra il Meccanismo e le “cellule di pianificazione civile-militare” che saranno create sulla base dell’accordo raggiunto nel Dicembre 2003 dal Concilio Europeo. (1) In parallelo, la Commissione ha approvato, nel suo incontro del 18 di Marzo, attraverso una carta sul contro terrorismo, il suo appoggio alla Strategia di Sicurezza Europea. Questo contributo presenta un inventario esaustivo delle sfide e dei successi nella lotta al terrorismo. La mira del presente documento, al contrario, é di focalizzarsi sui principali messaggi e risultati politici, specialmente sulla migliore applicazione e coordinazione che richiedono le atrocità di Madrid
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