Editoriale di VilaWeb (www.vilaweb.org) sul massacro di Madrid.
Madrid ha vissuto una giornata spaventosa. La catena di attentati sui treni locali supera di molto tutto quello che avevamo visto finora, e addirittura quello che immaginavamo di poter vedere. L'impatto emotivo di questi fatti è enorme. Il numero di vittime e la maniera in cui sono morti non ci può lasciare indifferenti. Però non possiamo neanche evitare di farci delle domande, con un grande rispetto nei loro confronti. L'impegno di VilaWeb con i lettori è sempre stato quello di offrire percorsi per capire la realtà. Per questo, di fronte a fatti così gravi, vogliamo rispettare questo impegno con serenità, convinti che la libertà e la vita sono valori inseparabili.
1) Chi sono gli autori dell'attentato?
A nessuno sfugge che non è la stessa cosa, politicamente, se l'attentato è opera dell'ETA o di qualche gruppo integralista islamico, vincolato in qualche modo con Al-Qaeda. I morti sono gli stessi e l'ingiustizia della loro morte è la stessa; però l'impatto politico di un caso o dell'altro è molto diverso. Durante la mattinata c'erano dei dubbi; a mezzogiorno il governo ha chiuso la discussione indicando ETA come colpevole, però senza fornire ragioni molto solide per difendere questa teoria.
A favore della responsabilità dell'ETA ci sono argomenti molto consistenti: - a dicembre la polizia ha trovato esplosivi dell'ETA in stazioni ferroviarie - il furgone fermato a Cuenca portava una grossa quantità di esplosivo, anche se bisogna ricordare che il governo basco ha espresso dubbi su questa operazione - il fatto che l'azione sia avvenuta proprio adesso predispone a pensare alla responsabilità dell'ETA, visto che siamo in piena campagna elettorale - il presidente Ibarretxe è stato rapido e contundente nel segnalare l'ETA come colpevole dei fatti.
Contro la responsabilità dell'ETA ci sono alcune prove, meno consistenti, però che non possono essere ignorate: - ETA normalmente avvisa quando colloca delle bombe e ha dei canali chiari di autentificazione quando fa un attentato. Questa volta non li ha usati e non ha rivendicato l'azione prima. - L'ETA non faceva attentati simultanei dagli anni '80, probabilmente perché richiedono una infrastruttura che adesso non avrebbe. - L'ultimo attentato dell'ETA a Madrid è stato compiuto il 17 novembre 2002. Da allora in poi non siamo a conoscenza di una struttura organizzata dell'ETA a Madrid, e un attentato di queste dimensioni non s'improvvisa né si esegue dall'esterno. - Durante tutto l'anno scorso l'ETA ha ucciso tre persone, il minimo storico di morti negli ultimi 30 anni. E ora, di colpo, commette l'attentato più sanguinoso di tutta la sua storia.
D'altra parte, Batasuna e i suoi circoli più stretti hanno dubitato pubblicamente della responsabilità dell'ETA e hanno condannato l'attentato, cosa che non avevano mai fatto di fronte a un'azione dell'ETA. Il dubbio sulla responsabilità può essere ricondotto a un tentativo di manipolazione, però la condanna è chiara ed è una grande novità. Che può derivare da due possibilità: - Che effettivamente non sia stata l'ETA. Che Batasuna abbia contattato l'ETA e abbia la certezza assoluta che non ne è responsabile. - Che l'ETA abbia fatto un salto qualitativo verso una modalità di agire ancora più indiscriminata, e che Batasuna abbia deciso di svincolarsene in modo definitivo. Se fosse così saremmo di fronte a un fatto storico.
E bisogna anche considerare la possibilità che l'attentato sia opera di qualche organizzazione basca nuova o di una parte dell'ETA non controllata dalla direzione. Questa ipotesi darebbe risposta a alcune altre domande: - perché la polizia ha arrestato nell'ultimo anno decine di membri dell'ETA ogni volta che stavano per fare un attentato, e questa volta non li ha identificati in tempo? - perché è fallito il dispositivo della polizia a Madrid montato specialmente per le elezioni e per la tregua in Catalunya?
Detto questo, resta ancora la possibilità che la responsabilità sia di Al-Qaeda o di qualche gruppo vincolato. Il governo spagnolo lo nega decisamente. Però ci sono degli elementi di dubbio: - il fatto che gli attentati siano stati simultanei, una maniera di agire caratteristica di Al-Qaeda - l'alto numero di morti. Mai, neanche da lontano, l'ETA aveva causato tanti morti né aveva messo tante bombe nello stesso momento. - gruppi islamisti algerini sono stati recentemente protagonisti di attentati simili su treni locali e sulla metro di Parigi - l'appoggio di Aznar a Bush i Blair dopo gli attentati dell'11 settembre aveva fatto entrare la Spagna nella lista dei nemici di Al-Qaeda, e addirittura Bin Laden ne aveva parlato espressamente - parte delle operazioni che hanno condotto agli attentati dell'11 settembre erano state realizzate a Tarragona e a Madrid
2) Come influisce questo attentato sulla vita politica?
Anche se risulta difficile dirlo, è evidente che la reazione cittadina contro questo attentato potrà essere la chiave perché il PP ottenga la maggioranza assoluta nelle elezioni di domenica. Il presidente Maragall ha avvisato già in molte occasioni che la maggioranza assoluta del PP nelle ultime elezioni è stata raggiunta precisamente grazie alla rottura della tregua dell'ETA e al primo omicidio che ne è seguito. La sensazione molto diffusa alcuni giorni fa era che l'ETA avrebbe provocato un attentato che avrebbe influenzato la campagna elettorale. Sembrava quasi che tutti sapevamo che sarebbe successo, e che se succedeva avrebbe beneficiato il PP. Questo non vuol dire niente altro di quello che dico, né vuole suggerire niente. Ugualmente è difficile evitare l'immagine degli "anni di piombo" italiani, quando gli attentati si verificavano sempre quando erano più favorevoli per le strategie del governo.
3) Che reazione bisogna avere?
Evidentemente la prima reazione è di dolore e solidarietà con i morti e con i familiari. Però dopo ci sono delle domande di ordine politico che bisogna mettere in tavola:
- Non sarebbe logico che il governo spagnolo spiegasse fino all'estremo le prove che ha per aggiudicare all'ETA l'attentato? Non si tratta di creare un'ombra di dubbio solo per crearla; è che ci troviamo davanti a un fatto straordinario che richiede spiegazioni straordinarie. - Non dovrebbe dimettersi almeno il ministro dell'Interno? È lui il responsabile della sicurezza dei cittadini e non è stato in grado di preservarla. L'indignazione emotiva o politica non dovrebbe coprire questo fatto. - Il PP chiaramente si approfitta politicamente dell'attentato nel convocare una manifestazione i cui slogan si riferiscono alla difesa delle vittime e della costituzione. E se ne approfitta soprattutto rinfacciando agli altri partiti di non dare appoggio alle vittime dell'ETA, che il PP ha monopolizzato, e di voler cambiare la costituzione. Non sarebbe più ragionevole trovare uno slogan che non provochi una divisione tra i partiti democratici? O forse questo non ha nessuna importanza per questo governo? E inoltre: io sono contrario a questa costituzione. Mi stanno dicendo che non posso andare a manifestare il mio rifiuto verso questo attentato? O mi stanno accusando direttamente di complicità con esso? - Le elezioni di domenica, saranno elezioni normali? L'impatto emotivo dei funerali di sabato non avrà forse un impatto eccessivo sul corpo elettorale? Non sarebbe ragionevole proporre di posticiparle, per permettere un voto più sereno?
4) Stiamo meglio adesso che otto anni fa?
Un grande tema finale: stiamo meglio o peggio adesso rispetto a otto anni fa [quando il PP è andato al governo, NdT]? Questa domanda l'hanno ripetuta sempre i governi del PP come argomento elettorale. Nel nome della lotta contro l'ETA è stato chiuso il dialogo col nazionalismo basco e col nazionalismo catalano, sono state ritagliate delle libertà civili, sono stati chiusi giornali, sono state attaccate organizzazioni culturali e sono state mosse accuse intollerabili contro dirigenti di partiti politici democratici. Nel complesso c'è molta più tensione adesso rispetto a otto anni fa. Ciò che ci dicevano per giustificare tutto questo è che la strategia durissima del PP contro tutto ciò che considerano il contesto di complicità dell'ETA aveva datto come frutto un indebolimento assoluto di questa organizzazione e la sua quasi completa sparizione. Ma a Madrid non abbiamo visto questo. Otto anni dopo, affermando che l'attentato è opera dell'ETA, stanno confessando che essa non è morta. Supponendo che sia responsabile degli attentati, dimostra di essere capace di fare molto più male di quello che sospettavamo. La strategia del governo si è rivelata inefficace e divide la società e i democratici. La valutazione di questi otto anni richiede anch'essa dei responsabili.
Vicenç Partal
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