Vertice europeo, dodici arrestati a Roma tra cui il consigliere comunale D'Erme.
Arresti domiciliari per dodici persone a Roma, in seguito alle indagini della Digos sugli scontri tra no global e polizia avvenuti durante il vertice interministeriale della Ue del 4 ottobre dello scorso anno. Tra gli arrestati ci sarebbe anche Nunzio D’Erme, consigliere comunale a Roma nel gruppo di Rifondazione comunista. I provvedimenti sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari, Marina Finiti, su richiesta del pubblico ministero. Per altre due persone il giudice ha disposto l’obbligo di firma.
Secondo l'accusa D'Erme appare schierato in via Cristoforo Colombo, all'altezza di viale Civiltà del Lavoro, con il casco, armato con uno scudo di plexigas, un giubbotto nero e il volto coperto da un fazzoletto rosso che prima teneva annodato al collo. In altri tre fotogrammi, tratti dalle riprese effettuate durante gli scontri dagli operatori della Rai, D'Erme verrebbe ripreso mentre fa pressione sugli agenti e, in un altro fotogramma, lo si vedrebbe addirittura colpire i poliziotti con una mazza di legno. Infine un'altra ripresa, fatta dalla Polizia scientifica al termine della manifestazione, lo ritrarrebbe all'altezza della fermata della metropolitana «Laurentina» mentre porta ancora con sè il casco da motociclista utilizzato durante gli scontri. La polizia ritiene inoltre che il consigliere comunale del Prc abbia utilizzato e cambiato diversi capi d'abbigliamento, come il casco e la bandana, per rendere difficoltoso il suo riconoscimento.
Nunzio D'Erme, 43 anni, eletto come indipendente nelle liste del Prc è al secondo mandato di consigliere comunale e ha sempre svolto il ruolo di portavoce delle istanze dei centri sociali della capitale. Il sindaco di Roma Walter Veltroni gli aveva conferito la delega al bilancio partecipato, incarico dal quale D’Erme si era dimesso dopo una polemica scatenata contro di lui da An e Forza Italia quando davanti alla residenza romana di Berlusconi un gruppo di Disobbedienti, tra i quali ci sarebbe stato lo stesso D’Erme, scaricò un sacco contenente letame.
Forza Italia chiede le immediate dimissioni di D'Erme. Cautela e condanna degli attacchi della destra da parte del verde Silvio Di Francia, portavoce della maggioranza capitolina: «Attendiamo di saperne di più ma nel frattempo eviterei commenti come quello di Tajani, che ha già emesso una sentenza di condanna. La nostra linea è sempre quella della non violenza e distinguiamo tra movimenti e azioni violente». Più decisa la reazione del deputato dei Verdi Paolo Di Cento, che denuncia: «L'azione repressiva contro i disobbedienti e i no-global romani per la manifestazione del 4 ottobre è grave e sproporzionata rispetto agli stessi fatti contestati. Non consentiremo al centro-destra di cavalcare una campagna autoritaria: è necessario che le forze politiche del centro sinistra, le associazioni, i movimenti costruiscano la più ampia mobilitazione per garantire gli spazi di democrazia e la piena legittimità per il conflitto anche radicale».
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