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Uniti nel nome dell'Europa
by prodi Monday January 12, 2004 at 10:52 AM mail:  

non è una provocazione

Uniti nel nome dell'Europa
di Romano Prodi

Cari amici, noi abbiamo bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno di noi.
Noi abbiamo bisogno dell’Europa nel mondo di oggi, segnato da una sempre più rapida innovazione tecnologica e scientifica, da dinamiche demografiche così forti da cambiare il profilo stesso delle nostre società, da mercati sempre più vasti ed uniti, nessuno stato nazionale ha più né le dimensioni né le capacità per permetterci di cogliere le opportunità e di proteggerci dai rischi che ci stanno davanti. Cinquecento anni fa, i principati e i ducati in cui era divisa l’Italia rifiutarono di unirsi per difendere ciascuno la propria piccola sovranità. Il risultato fu che persero tutti la loro libertà ad opera di conquistatori stranieri.
Noi, gli europei del ventunesimo secolo, non dobbiamo ripetere questo errore. L’Europa, l’Europa geograficamente unita che stiamo creando con l’allargamento, l’Europa politicamente più coesa che dobbiamo realizzare con l’approvazione della nuova Costituzione europea è la dimensione del nostro futuro.
Solo in Europa, con l’Europa, grazie all’Europa potremo perseguire e realizzare il nostro progetto di una scelta più giusta e più libera.
Una società, con l’Europa, grazie all’Europa potremo perseguire e realizzare il nostro progetto di una società più giusta e più libera.
Una società che sappia far sentire e pesare la sua voce su scala mondiale per contribuire al consolidamento della pace, della sicurezza e della stabilità.
Una società che incorpori la protezione dell’ambiente nelle sue politiche e la iscriva come un punto essenziale nel proprio patto con le generazioni del domani.
Una società che consideri l’investimento sull’educazione una priorità assoluta, consapevole del fatto che, in un’epoca nella quale la concorrenza tra le grandi aree del mondo si gioca sulla capacità di innovare, è dall’istruzione che nasce la speranza più concreta per la crescita, per l’occupazione, per il miglioramento delle condizioni di vita di ciascun individuo.
Una società decisa a onorare il proprio impegno per la protezione dei più deboli, a partire dagli anziani e dai malati, e pronta a riconoscere e a combattere come una vera e propria emergenza le nuove povertà e le nuove diseguaglianze.
Una società nella quale il mercato resti lo strumento centrale e la forma organizzativa degli scambi per permettere la creazione della ricchezza indispensabile al sostentamento del nostro modello sociale e, dunque, alla difesa dei più deboli. Ma una società nella quale e nel contempo il mercato sia ben temperato da regole e controlli così da assicurare trasparenza, protezione degli interessi collettivi, legalità.
La regolazione e il controllo dei mercati costituiscono una nuova e fondamentale frontiera dell’impegno per la giustizia. Di fronte a mercati e a operatori che hanno il mondo intero come scenario, si tratta di un impegno che non ha più senso considerare in una prospettiva nazionale e che solo in una dimensione europea può trovare un’espressione utile ed efficace.
Noi, dunque abbiamo bisogno dell’Europa. Ma anche l’Europa ha bisogno di noi.
Negli ultimi anni e negli ultimi mesi abbiamo visto con sempre maggiore evidenza emergere una visione dell’Europa diversa da quella che abbiamo conosciuto e coltivato con grande passione e con altrettanto grandi risultati negli ultimi cinquant’anni.
Abbiamo visto emergere una visione dell’Europa che contrappone gli interessi nazionali a quelli europei, la fedeltà all’alleanza atlantica alla solidarietà europea, il libero mercato alla coesione sociale e alla certezza del diritto, la democrazia alla pace.
Per questo, per recuperare la forza politica necessaria alla realizzazione dell’Europa che noi vogliamo, ho proposto all’Ulivo, in occasione e nella prospettiva delle prossime elezioni europee, di dar vita ad una lista di tutti coloro che condividono la medesima idea dell’Europa, la medesima passione per l’Europa. Di tutti coloro che avevano partecipato dell’entusiasmo che aveva accompagnato la fondazione, il lancio ed il successo dell’Ulivo.
Una lista, dunque, che, pur promossa dai partiti dell’Ulivo, sia aperta e capace di coinvolgere partiti, movimenti, associazioni e cittadini intenzionati a reagire con lo strumento dell’unità alla tentazione della divisione. Pronti, per la realizzazione di un grande e condiviso progetto, a dar vita ad un soggetto forte e unitario, rinunciando a ogni veto e a ogni diktat in favore di una unità solida e duratura e, per ciò stesso, fondata su regole comuni.
Come in ogni altra competizione elettorale, la dimensione dei consensi che questa lista sarà stata capace di attrarre sarà fondamentale.
Il nostro sguardo e le nostre ambizioni, tuttavia, non si possono e non si devono arrestare a questo appuntamento.
Noi guardiamo più alto e più avanti. Per questo non ci possiamo accontentare della quantità. La qualità del consenso, la qualità della nostra azione comune saranno ancora più importanti.
La passione per la nuova Europa, la spinta riformatrice di questa lista devono essere anticipatrici di una coalizione, di un Ulivo tutto riformatore. Di un Ulivo finalmente capace di agire come il soggetto che da troppo tempo aspettiamo.
Questo che siamo chiamati a compiere è un passaggio importante, che non possiamo mancare. Ma è anche un passaggio delicato, non meno complesso di quello che, su scala non più nazionale ma continentale, si trova di fronte l’Unione Europea.
L’Europa è stata sin dall’inizio la nostra stella polare; quando abbiamo dato vita all’Ulivo per rinnovare la politica italiana, quando, con il governo dell’Ulivo, abbiamo condotto il paese ad entrare nell’Europa della moneta unica.
L’Europa, e in particolare l’esperienza accumulata nella costruzione dell’Unione, è ancora la migliore fonte alla quale ci possiamo ispirare per la costruzione di un soggetto come l’Ulivo che vuole essere unito e plurale, luogo di incontro di partiti e di cittadini.
È, dunque, ricorrendo a termini e a concetti europei che cercherò di illustrare quale sia la mia visione del percorso che possiamo insieme seguire nella costruzione della lista unitaria per le elezioni europee e, poi, nell’impegno politico comune che potrà seguire a questo appuntamento elettorale.
Come l’Europa è una unione di Stati e di popoli nella quale hanno spazio, legittimità e riconoscimento le autonomie locali, le parti sociali, i corpi intermedi, così l’Ulivo è chiamato a diventare un’unione di partiti, di movimenti, di associazioni e di cittadini.
Come l’Europa è costruita nel duplice segno dell’unità e della diversità, così l’Ulivo dovrà accompagnare alla coesione del soggetto politico unitario la tutela e la valorizzazione delle identità delle sue diverse componenti.
Come l’Unione Europea è un’istituzione che si vuole dare norme di funzionamento che garantiscano una reale capacità di decidere e di agire, così l’Ulivo è un soggetto politico che, senza né veti né imposizioni, dovrà essere basato su regole condivise, accettate e rispettate che assicurino capacità di decisione ed unità di azione, senza né veti, né imposizioni, né rischi di paralisi.
Come l’Unione Europea è una famiglia nella quale possono entrare gli Stati europei che rispondano ai requisiti concordemente definiti, sottoscrivano il complesso delle leggi che definiscono il patrimonio normativo comune e accettino la cessione di sovranità che esso comporta, così l’Ulivo è un soggetto politico aperto all’adesione delle forze politiche, dei movimenti, delle associazioni, dei cittadini che condividono una visione riformatrice dell’Europa e che siano pronti a rispettare le regole definite in comune rinunciando, per questo, a parte della propria autonomia.
Come l’Unione è lo spazio di libertà e di giustizia nel quale i cittadini europei si possono muovere tra le frontiere senza dover mostrare il loro passaporto ma conservando e portando con sé i propri diritti, così l’Ulivo sarà l’occasione per la costruzione e l’espressione di una cittadinanza attiva, un luogo dove tutti coloro che si riconoscono nei valori della libertà, della giustizia, della solidarietà si possono incontrare per partecipare a un progetto comune portando il contributo delle proprie esperienze, delle proprie culture, delle proprie passioni.
Come l’Unione Europea è uno spazio di diritto condiviso che - l’abbiamo visto nel caso dell’euro - consente, a coloro che vogliono andare più avanti e più in fretta, di farlo purché restino all’interno del quadro istituzionale comune e purché mantengano sempre aperta la porta agli altri membri della famiglia che si volessero unire a loro in questa cooperazione rafforzata, così l’Ulivo non preclude una collaborazione più stretta o un’unione politicamente ancor più ambiziosa tra quelle che vogliano procedere in tale direzione, purché questo avvenga nel quadro e nel rispetto delle norme da tutti condivise e conservando alle altre componenti dell’Ulivo la possibilità di aderire a un tale nucleo più ristretto e coeso.
Questo, per l’appunto, è il senso della lista per l’Europa, la scelta di alcune forze all’interno dell’Ulivo di cogliere un’occasione qualificante per anticipare la costruzione di un soggetto compiutamente unitario e guidato tutto da una cultura riformatrice.
Una scelta per dare più forza, in Italia e in Europa, al progetto e ai valori dell’Ulivo, che vuole rispondere alla grande domanda di unità che proviene dai nostri cittadini ed aprire una stagione di impegno collettivo che dovrà svilupparsi nel confronto, sollecitando l’adesione di uomini e donne, movimenti e associazioni.
Un’iniziativa aperta, oggi e in futuro, a chi vorrà associarsi a questo impegno più decisamente unitario e, proprio per questo, rispettosa verso quei partiti che non fossero pronti a condividerla. Tra pochi giorni, il 13 e 14 febbraio, per iniziativa dei partiti e di tutti i cittadini dell’Ulivo che per primi hanno risposto al mio appello a favore della lista unitaria si svolgerà una grande convenzione che darà inizio a questo cammino di unità. Un cammino che continuerà anche attraverso altre iniziative e in questa prospettiva sarò lieto io stesso di partecipare al seminario di riflessione sull’Europa che voi avete intenzione di organizzare.
Rinnovo l’invito a tutti coloro che sono pronti a condividere l’entusiasmante progetto per la costruzione di un’Europa più libera, più giusta e più solidale, di partecipare a questo incontro e ad unirsi a chi ha imboccato la strada della lista unitaria. Mi auguro che le riflessioni che vi ho oggi sottoposto con questo messaggio possano contribuire ad un’unione la più larga e coesa possibile, un’unione nell’Ulivo di tutti coloro che credono nella medesima idea dell’Europa, all’unione in nome dell’Europa di tutto l’Ulivo.
Noi abbiamo bisogno dell’Europa.
L’Europa ha bisogno di noi.
Questa è la lettera inviata dal presidente della Commissione Europea alla manifestazione dei movimenti a Roma

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,,, machiavelli Monday January 12, 2004 at 10:01 AM
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