Come ci si sta avvicinando al momento in cui basterà essere scesi in piazza un pò troppo incazzati per finire indagati.
Da La Stampa, giornale di regime, 12/01/2004.
DA TORINO INDAGINI A TUTTO CAMPO SUGLI ANARCO-INSURREZIONALISTI Terroristi contro il pianeta-carceri Prove generali in 3 giorni di dibattiti a ottobre
TORINO. Aquabomber, plichi esplosivi, collegamenti tra anarchici e Brigate Rosse, l’annunciata offensiva contro le carceri. Ripartono anche da Torino le indagini sul complesso arcipelago degli anarcoinsurrezionalisti che, secondo la denuncia del ministro degli Interni Pisanu, hanno da qualche tempo stabilito legami operativi con le nuove Brigate Rosse. Indagini difficili, perché le varie formazioni si muovono in modo autonomo l’una dall’altra. Niente piramide gerarchica, nessun ruolo definito. Ma proprio a Torino iniziarono alla fine del 2003 i primi e sistematici attacchi al sistema carcerario, oggi considerato l’obiettivo più probabile, dopo gli organismi europei e i politici, di plichi esplosivi ed altro. Prova generale dal 9 all’11 ottobre 2003, con una «tre giorni» di dibattiti, e anche una serie di raid, alcuni di un certo rilievo per la scelta dell’obiettivo, portati a termine da militanti provenienti da tutta Italia, Bologna compresa, ora considerata la «capitale» dei gruppi terroristi più organizzati e pericolosi. Nelle sede di un centro sociale si ritrovarono così un centinaio di militanti di varie formazioni anarchiche, italiani ed europei per promuovere una teoria di manifestazioni contro il carcere, al termine di un tour europeo. Titolo: «Scateniamoci». Pensiero e azione, perché, proprio in quelle ore, cinque anarchici e un ex redattore della rivista «Controinformazione», legata alle Brigate Rosse, vennero arrestati dalla Digos con l’accusa di danneggiamento aggravato e violenza privata. Furono presi di mira la sede di un master in criminologia, gli uffici della Rai, un negozio Ikea e una clinica psichiatrica. Ora, dopo gli ultimi attentati terroristici, quell’episodio non troppo lontano nel tempo potrebbe diventare uno dei punti di partenza per individuare persone e collegamenti tra le organizzazioni politiche di estrema sinistra che hanno scelto la strada dell’illegalità. «Le persone che si sono ritrovate ad ottobre a Torino - spiegano i vertici dell’Antiterrorismo che da Roma coordinano le indagini - circa un centinaio, sono soggetti che oggi potremmo definire interessanti, sia per le aree di provenienza che per quanto accadde immediatamente dopo nel Nord e nel Centro Sud».
|