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MEMORIA ANTIFASCISTA : i comunisti-libertari di ARMATA ROSSA
by KEOMA Thursday January 01, 2004 at 09:55 PM mail:  

I RIVOLUZIONARI DEL 1944 - I comunisti-libertari di Armata Rossa

 

 

 

ARMATA ROSSA

Ricostruire con certezza la storia di "Armata Rossa", gruppo di una certa importanza nella resistenza romana, e’ ancora piu’ difficile di quanto gia’ non lo sia per gli altri gruppi cosiddetti "eretici", come Bandiera Rossa o la "banda del Gobbo".

Sicuramente, alle origini del gruppo, vi e’ un gruppo di antifascisti romani che avevano svolto attivita’ di propaganda e, come si diceva allora, "cospirazione" gia’ durante il ventennio.

La figura maggiormente di spicco, in questo gruppo originario e’ quella dell’ex anarchico CELESTINO AVICO, volontario nella prima guerra mondiale e membro degli Arditi del Popolo, l’organizzazione nazionale che, nel 1921, cerco’ di opporsi con le armi allo squadrismo fascista e fu sabotata in questo dagli stessi partiti di sinistra.

Tra l’altro, il capo romano degli Arditi del Popolo era stato CIENCIO BALDAZZI, leader, durante la resistenza romana, delle Brigate "Giustizia e Liberta’", vicine al Partito d’Azione.

Il gruppo di Celestino Avico faceva base in una bottega di marmista di Via del Vantaggio, nei pressi di Piazza del Popolo ed era formato principalmente da artigiani che sognavano una specie di "socialismo libertario", a meta’ tra l’anarchismo, il trotzkismo e le posizioni di Amadeo Bordiga, fondatore del P.C.I., presto caduto in disgrazia.

Sicuramente membri di questo gruppo originario parteciparono alla battaglia del 8-10 Settembre tra l’Eur, Porta S.Paolo e Piazza Vittorio.

Nei mesi successivi, pero’, si limiteranno a diffondere nelle zone Prati, Trastevere e Ludovisi tanto l’organo clandestino del P.C.I., " L’Unita’" che il giornale di Bandiera Rossa ed a fornire documenti falsi a questi gruppi ed anche a "Giustizia e Liberta’".

Perlomeno in un’occasione prepararono, nella stessa bottega di marmista, ordigni poi utilizzati dai GAP del PCI in azioni contro i tedeschi.

E’ soltanto nel Gennaio 1944 che viene fondato il gruppo "Armata Rossa" propriamente detto, anche se all’inizio si chiamo’ "Comando Unificato Comunista" e solo successivamente assunse, dandosi un’organizzazione militare, il nome definitivo.

Oltre al gruppo originario di Avico, si aggiunsero alcuni transfughi sia del PCI che di Bandiera Rossa e, anche in questo caso, ufficiali dell’esercito in rotta.

Oltre ad Avico, figure sicuramente di spicco furono OTELLO TERZANI, uno dei fondatori del PCI, poi uscitone al seguito di Bordiga e un altro ex anarchico, GIORDANO AMIDANI.

La figura di responsabile militare fu assunta da DOMENICO VIOLA, gia’ membro dell’Esercito.

Il gruppo svolse sicuramente azioni di sabotaggio dei mezzi tedeschi che giravano nella capitale, ma nella sostanza continuo’ a fiancheggiare, sia nella propaganda che nel "logistico" tanto il PCI che Bandiera Rossa.

La attivita’ di fiancheggiamento, anche di tipo spionistico/informativo, nei confronti del PCI porto’ alcuni membri del gruppo a collaborare anche col Fronte Clandestino Militare, legato al governo di Brindisi e di ispirazione monarchica.

Furono proprio ambigui contatti, avuti in questa fase della "cospirazione", che portarono all’arresto di dieci membri del gruppo, tutti poi trucidati alle Ardeatine.

Tra gli arrestati c’era anche Domenico Viola, che non resistette a feroci torture e, facendo una serie di ammissioni, provoco’ lo sbandamento dell’ intero gruppo.

I compagni che si salveranno dalla repressione di fatto opereranno congiuntamente a "Bandiera Rossa" fino al 4 Giugno 1944, giorno della liberazione di Roma, scomparendo in pratica come gruppo "autonomo".

Il nome "Armata Rossa" tornera’ di attualita’ nei mesi successivi alla liberazione della capitale.

Nei mesi dell’estate 1944 il gruppo, supportato da alcuni dirigenti di Bandiera Rossa contrari alla confluenza nel P.C.I., si pose come punto di riferimento per quanti volessero proseguire la lotta armata contro fascisti e tedeschi al Nord ma in posizione autonoma rispetto all’Esercito Italiano.

Secondo alcune stime, ben 50.000 romani firmarono i fogli di arruolamento nella formazione diretta da Antonino Poce e Filiberto Sbardella ( entrambi ex Bandiera Rossa), Otello Terzani, Celestino Avico e Giordano Amidani.

Nella sede di Armata Rossa, occupata in Corso Rinascimento, l’afflusso dei volontari fu veramente impressionante. Furono impostati i ruoli di due reggimenti e costituito un comitato di agitazione e propaganda, formato da intellettuali, tra i quali Alberto Moravia e un giovanissimo Pier Paolo Pasolini.

A gelare gli entusiasmi arrivo’ la visita di un diplomatico russo che rimprovero’ aspramente i dirigenti di Armata Rossa perche’ avevano abusivamente scelto il nome dell’esercito sovietico.

Il P.C.I. fece di tutto per far fallire l’iniziativa, oltretutto mal vista dagli alleati inglesi ed americani che ora occupavano e di fatto "governavano" la capitale.

Avico, Amidani e Terzani cedettero alle pressioni e finirono per sciogliere Armata Rossa ed entrare, nel giro di pochi mesi, nel P.C.I. , seguiti successivamente anche da Poce , Sbardella e tutti gli altri, futuri scrittori e registi di successo compresi.

Anche in questo caso, come in quello di Bandiera Rossa, il sistema e il P.C.I. che gia’ si "faceva stato" al suo interno, giocarono, con un misto di minacce e blandizie, la carta della cooptazione dei gruppi potenzialmente rivoluzionari all’interno della dialettica democratico/borghese.

 

 

 

Principali fonti  :

ROSARIO BENTIVEGNA : ACHTUNG, BANDITI, MURSIA, 1986

SILVERIO CORVISIERI : IL RE, TOGLIATTI E IL GOBBO, ODRADEK, 1999

CESARE BERMANI : IL MEMICO INTERNO, ODRADEK, 1998

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Titolo Autore Data
LILLO PULLARA E BANDIERA ROSSA Un familiare Friday January 02, 2004 at 04:52 PM
bravo/i BELZEBU Friday January 02, 2004 at 10:21 AM
Complimenti sinceri. prinzrossaconsuora Friday January 02, 2004 at 12:45 AM
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