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A PROPOSITO DELLA GRAPHOS
by aa Thursday, Dec. 11, 2003 at 12:56 PM mail:

Un pò di chiarezza




Sabato 06-12 si è svolta nella libreria Calusca City Lights di via Conchetta a Milano la presentazione di un libro su Victor Serge edito dalla Graphos , casa editrice genovese di ispirazione bordighista. Quella che potrebbe sembrare una presentazione come tante altre viste all’interno di centri sociali e librerie di movimento nasconde in realtà retroscena preoccupanti, visto l’impegno di questa casa editrice in favore del revisionismo storiografico.
Detto per inciso, la Graphos in Francia e Germania è boicottata dalle organizzazioni dell’antifascismo militante, come ha confermato sabato sera lo stesso editore che si è vantato di essere stato cacciato da Parigi dagli anarchici.

Riportiamo ora le parole di Mario Coglitore, importante studioso della galassia neofascista, per costruire brevemente un quadro sul revisionismo e le sue presunte differenziazioni:

Da: “L'insistenza dell'oblio: appunti sul revisionismo storico” :

”Con revisionismo storico si intende, in generale, una serie di orientamenti storiografici che rimette in discussione, completamente o in singoli aspetti, alcuni nodi cruciali della storia moderna e contemporanea - dalla Rivoluzione francese allo sterminio del popolo ebraico, dal fascismo e dal
nazismo al comunismo sovietico. Si tratta di un fenomeno non omogeneo che - pur nelle sue molteplici sovrapposizioni tra le varie correnti e nelle diverse combinazioni di revisioni e delegazioni da autore ad autore - è all'ingrosso schematizzabile in una destra di tipo nazista e fascista, in un'altra destra di tipo liberal-democratico e in una sinistra di tipo 'gauchista' (in
prevalenza bordighiana e vetero-comunista), quest'ultima senza referenti accademici importanti e
decisamente minoritaria."

Il revisionismo "olocaustico" tocca da vicino anche le aree ideologiche appartenenti alla sinistra. E' lo stesso Bermani a sottolinearlo con chiarezza nel lucido saggio dal quale abbiamo tratto alcune considerazioni particolarmente efficaci:

"Dagli anni Ottanta - pur toccando varie posizioni della sinistra comunista e libertaria - il 'revisionismo olocaustico' è particolarmente radicato in area bordighiana. Le posizioni di questo revisionismo di sinistra trovano un loro antecedente in un articolo di Amadeo Bordiga,
Vae victis, Germaniae, pubblicato su 'Il programma comunista' nel 1960, per il quale smentire la
ricostruzione storica dello sterminio significava colpire al cuore l'antifascismo interclassista,
giudicato controrivoluzionario in quanto prodotto dell'alleanza tra stalinismo e imperialismo”.

Collegandosi al sito http://www.graphosedizioni.it si scoprono che nel catalogo sono presenti autori
dichiaratamente negazionisti tra i quali : Robert Faurisson, Carlo Mattogno e Paul Rassinier, vere e
proprie icone dell’estrema destra italiana e non solo.
La Graphos annovera nel proprio catalogo inoltre altri autori di destra: De Benoist, Staiti di Cuddia, Cardini, Tarchi, ecc.

Assodato come l’editore, pur definendosi revisionista di sinistra, sia “venerato” nella galassia neofascista, (a Milano i suoi libri sono rintracciabili oltre che alla Calusca solo alla fascista Bottega del Fantastico) alcuni compagni e compagne hanno cercato di dissuadere gli organizzatori dall’ospitare l’incontro. Per tutta risposta sono stati accusati di scorrettezza e di ingerenza nelle normali dinamiche di una libreria e di un centro sociale gestito da altri ( tralasciamo le minacce).

Durante la presentazione che si è regolarmente svolta, alcuni compagni sono intervenuti per sottolineare la matrice dell’editore presente in sala, che per tutta risposta ha indirizzato verso i compagni e più in generale verso gli antifascisti di ieri e di oggi frasi quali:


- Il peggior frutto del fascismo è stato l'antifascismo.
- Gli antifascisti hanno delle tare mentali.
- I partigiani sono degli assassini, Pesce è un assassino.
- La Resistenza in Italia è stato un processo controrivoluzionario.
-Il negazionismo è un superamento a sinistra della storia .

Il tutto tra gli applausi dei pochi convenuti ed il silenzio (assenso?) degli organizzatori.

E’ illuminante che negli scritti dell’editore si insista sul concetto che la menzogna dell’olocausto sia stata orchestrata sia dal totalitarismo capitalista che dal totalitarismo sovietico in quanto ambedue controllati dagli ebrei (senti, senti…).

Crediamo che questo episodio tocchi tutto il movimento milanese e non solo.
Non è ammissibile che un editore revisionista possa presentare liberamente un proprio libro all’interno di un luogo che dovrebbe fare dell’antifascismo un cardine della propria esistenza.
Non è ammissibile definire l’antifascismo storico come un processo controrivoluzionario.
In un momento in cui vi è una grave mancanza di dibattito e personaggi decisamente ambigui cercano di ricavarsi uno spazio (e a volte lo trovano) nei luoghi di movimento, ora più che mai la vigilanza antifascista deve annientare qualsiasi tentativo di rivedere la storia da destra.


A chi ci definisce controrivoluzionari noi rispondiamo che, anche se non abbiamo mai abbracciato una lettura “pcista” della storia, ora più che mai l’antifascismo e l’esperienza della lotta partigiana sono per noi un monito ed un esempio nella lotta contro il capitale, il razzismo e l’intolleranza. Pensiamo inoltre che intervenire anche duramente in un dibattito sia legittimo e non rappresenti certo un tentativo di censura, perchè consideriamo legittimo togliere agibilità politica a questi individui.

Purtroppo l’impegno a singhiozzo dei movimenti su tematiche come il diritto alla autodeterminazione del popolo palestinese o la politica di egemonia americana in medioriente, unito ad un approccio all’argomento che per alcuni è meramente “democratico” e non con un’impronta di superamento dell’ordine capitalista, ha prodotto un vuoto che ora aree più o meno dichiaratamente antisemite stanno cercando di riempire.
Solo un vero movimento anticapitalista ed antifascista può fermare queste derive, non permettendo che la lotta al capitale si trasformi in un confuso antiamericanismo, diventando poi il collante tra destra e una certa sinistra.

Quello di sabato è stato un precedente molto grave, ma faremo in modo che esso non abbia un seguito.

Saremo ovunque i fascisti e gli intolleranti cercheranno di ritagliarsi spazi.

”Del fascismo ricalcate pure le orme
Trovate pure metodi nuovi e passati
La tirannide di ieri e di oggi abbatteremo”.

Contro ogni fascismo la tolleranza è zero.

ORSo (Officina della Resistenza Sociale)
Palestra Popolare
RASH Milano




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