Foglio di via in fiamme.
Detto e fatto. L'altrieri aveva detto «lo brucerò, il foglio di via». E ieri Luca Casarini, leader dei disobbedienti, ha dato alle fiamme in piazza a Padova i due pezzi di carta con cui il questore patavino, giudicandolo pericoloso, lo esilia dalla città del Santo e da Monselice. L'occasione era ghiotta: la presentazione delle iniziative di «Padova in Action», spazio pubblico temporaneo offerto dalle «associazioni, collettivi, movimenti, donne e uomini che credono in un altro mondo possibile» a quanti vorranno contestare il vertice sulle politiche abitative dei ministri Ue, previsto a Padova per il 27 e 28 novembre. In mezzo a Piazza delle Erbe, Casarini fa una breve presentazione, poi prende la parola una ragazza che legge l'appello in cui il vertice dei «potenti» viene dichiarato illegittimo. La gente applaude. Che si moltiplichino le azioni di occupazioni di case, di denuncia e sanzione dal basso delle speculazioni che avvengono sulla pelle di milioni di persone, dice l'appello per la due giorni di fine novembre. Nuovo applauso. Il 27, con uno «spriz» collettivo (l'aperitivo di qui, vin bianco, selz, aperol o campari) la piazza verrà tenuta libera dalla presenza del vertice interministeriale. Per il 28 invece l'appuntamento è all'alba, sia a Padova che a Marghera, per resistere allo sgombero di case occupate. Così, mentre gira un foglio di un comitato di abitanti che raccoglie firme contro la prevista militarizzazione della città e chiede che l'incontro non venga fatto in centro, Casarini accende il falò e lo dedica al questore di Padova: «Non sono i fogli di via - grida tra gli applausi - che fermano la capacità di mobilitazione del movimento».
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